Nubifragi e rischio esondazioni: emergenza tra Abruzzo e Puglia

AGI - Il maltempo colpisce diverse regioni italiane, con piogge intense, vento forte e rischio idrogeologico elevato: scattano chiusure, monitoraggi e interventi di emergenza tra Abruzzo e Puglia.

A Pescara allarme per il fiume, chiuse le golene

A Pescara il Comune ha disposto la chiusura al traffico delle golene nord e sud del fiume, considerate tra le aree più esposte al rischio. Dopo una prima fase di monitoraggio da parte della Protezione civile comunale, è stato deciso di vietare il transito ai mezzi in via precauzionale, anche alla luce delle allerte meteo e delle comunicazioni del Centro funzionale d’Abruzzo, che segnalano il superamento della soglia di allarme del fiume. I controlli proseguono, in particolare nelle zone più sensibili come sottopassi e aree soggette ad allagamenti, mentre il Comune invita i cittadini alla massima prudenza.

Scuole chiuse nel Chietino e nel Teramano

L’ondata di maltempo ha portato alla chiusura delle scuole in numerosi comuni abruzzesi. Le previsioni parlano di un ulteriore peggioramento, con nubifragi, forti raffiche di vento e criticità diffuse. A Chieti il sindaco Diego Ferrara ha annunciato lo stop alle lezioni con un videomessaggio, comunicando anche l’attivazione del Centro operativo comunale e invitando soprattutto le persone più fragili a limitare gli spostamenti. Provvedimenti analoghi sono stati adottati in molte altre località delle province di Chieti, Teramo e L’Aquila, dove si teme l’impatto di precipitazioni intense e persistenti, nevicate abbondanti e venti di burrasca sia lungo la costa sia nelle aree interne.

Nel Foggiano smottamenti, esondazioni e scuole chiuse

Situazione critica anche in Puglia, in particolare nella provincia di Foggia, dove le piogge incessanti stanno causando numerosi disagi e richiedendo continui interventi di emergenza. Tra i punti più problematici c’è la provinciale 129 tra Roseto Valfortore e Biccari, interessata da uno smottamento che rende pericolosa la circolazione, e la SP 136 bis tra Anzano di Puglia e Scampitella. A Orsara di Puglia il torrente Lavella è esondato, mentre il Sannoro ha raggiunto livelli prossimi alla soglia di guardia, provocando allagamenti anche lungo la statale tra Troia e Giardinetto.

Criticità si registrano anche sulla provinciale 91 ter tra Deliceto e Accadia, dove il manto stradale ha subito cedimenti con detriti e crepe pericolose per gli automobilisti. Problemi anche tra Cagnano Varano e San Nicola Imbuti e sui Monti Dauni, in particolare a Carlantino, dove si segnalano allagamenti e colate di fango su più tratti stradali. A San Severo e Castelluccio Valmaggiore, infine, le scuole sono state chiuse, mentre numerose squadre della Protezione civile sono impegnate su tutto il territorio per fronteggiare l’emergenza.

Il taglio delle accise sui carburanti sarà prorogato fino al 30 aprile

Tommaso Foti, ministro degli Affari europei e il Pnrr, ha confermato che la proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile, è imminente. «Lo faremo in settimana, tra pochi giorni», ha detto Foti a Sky Tg24, parlando della misura attesa con urgenza da milioni di cittadini e operatori economici, vista l’impennata dei prezzi causata dalla guerra contro l’Iran, che ha spinto al rialzo le quotazioni del petrolio.

Il nuovo decreto è atteso in Cdm il 3 aprile

La proroga della misura, introdotta con il Dl Carburanti varato dal governo il 18 marzo e valido per 20 giorni, avverrà tramite un decreto legge, che renderà effettivo dall’8 aprile lo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Troppo macchinosa l’ipotesi di un emendamento al dl Carburanti in esame in Senato, in quanto la modifica sarebbe stata soggetta ai tempi della conversione. Il nuovo decreto è atteso in Consiglio dei ministri venerdì 3 aprile ed è destinato ad allungare il taglio per altri 23 giorni, dunque fino al 30 aprile.

Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile: cosa cambia e le alternative disponibili

Dal 2 al 6 aprile 2026, i bonifici bancari ordinari (quelli che solitamente impiegano una o due giornate lavorative per essere incassati dal beneficiario) saranno “bloccati“. In questo lasso di tempo, infatti, il sistema che gestisce i pagamenti tra le banche europee, la piattaforma dell’eurosistema Target2, si fermerà per le festività di Pasqua che, come da calendario pubblicato dalla Bce, comprendono anche il venerdì santo. Questo implica che tutti i bonifici ordinari saranno messi in coda a partire dalle 18 di giovedì 2 aprile e partiranno quando riprenderà il funzionamento, cioè dalla mattina del 7 aprile. La lunga pausa potrebbe influenzare i tempi di accredito degli stipendi e in alcuni casi delle pensioni.

Le alternative

Va specificato che Target2 gestisce lo scambio di denaro per quanto riguarda i bonfici ordinari. Dunque, i giroconti e i bonifici istantanei (che vengono gestiti da un’altra piattaforma, ovvero Tips) non subiranno alcuna interruzione e potranno essere utilizzati normalmente per trasferire i soldi. Trattandosi di un blocco legato alla chiusura per festività, non c’è alcun rischio che il denaro bonificato in prossimità dello stop venga perso o respinto al mittente. Arriverà sul conto corrente del destinatario a partire da martedì 7.

La disfatta dell’Italia diventa un caso politico

L’Italia non parteciperà per la terza volta di fila alla Coppa del Mondo di calcio. Un dramma sportivo, diventato però un’abitudine per gli Azzurri. Dopo Svezia e Macedonia del Nord, ieri sera siamo stati sbattuti fuori dai Mondiali dalla Bosnia, che ha prevalso ai rigori. A Zenica in panchina c’era Rino Gattuso, mentre milioni di allenatori hanno seguito la partita in tv: l’eliminazione dell’Italia è diventata rapidamente (anche) un caso politico.

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Esposito sbaglia il rigore: la Russa se la prende col «presuntuoso» Bonucci

Questo il commento su X di Ignazio La Russa, presidente del Senato: «Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite». Da interista, insomma, La Russa condanna la scelta di affidare a Pio Esposito il primo tiro dal dischetto, “scagionando” l’attaccante nerazzurro (che lo ha sbagliato) e scagliandosi contro l’ex juventino Bonucci. Quel «ridire adesso come la pensiamo sarebbe inutile» lascia invece intravedere una critica all’eccessiva presenza di calciatori stranieri nelle squadre italiane, anche a livello giovanile.

Salvini parla di «vergogna inaccettabile» e invoca le dimissioni di Gravina

«Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina», ha scritto Matteo Salvini chiedendo un passo indietro da parte del presidente della Figc, che essendo in sella dal 2018 ha già due mancati Mondiali nel curriculum.

La Lega è allineata al pensiero del suo segretario: «Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina».

Mollicone (FdI): «Chiederò un’audizione a Gravina in Parlamento»

La Russa non ha chiesto le dimissioni di Gravina, ma altri esponenti di Fratelli d’Italia sì. Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura Istruzione e Sport della Camera, ha annunciato che, «dati i poteri di vigilanza del Parlamento», chiederà un’audizione del presidente della Figc «per capire i motivi di una simile disfatta». Così su X Galeazzo Bignami, capogruppo meloniano alla Camera: «Dopo l’ennesimo fallimento della nazionale di calcio italiana, il Presidente della Figc Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili».

Ronzulli: «L’Italia del calcio merita di meglio rispetto a Gravina»

Tra i partiti di governo manca solo Forza Italia. Ecco il post social della senatrice azzurra Licia Ronzulli: «Per la terza volta l’Italia ESCLUSA dai Mondiali. Nonostante la grinta degli azzurri e un grande capitano come Gattuso. E così, in totale, saranno 16 gli anni fuori dal torneo più importante del mondo. Una vergogna nazionale senza precedenti. Il Sistema Calcio è da azzerare, i vertici della figc dovrebbero avere la decenza di farsi da parte. GRAVINA, DOPO QUESTO DISASTRO HAI SOLO UNA COSA DA FARE: DIMISSIONI IMMEDIATE! Basta. L’Italia del calcio merita di meglio».

Caiata (FdI) chiede un’informativa del ministro dello Sport

Ricordando che «nel 2017 presidente Figc era Carlo Tavecchio e un consigliere della Lega di Serie C chiese le sue dimissioni e che quel consigliere era Gravina che un anno dopo andò al posto di Tavecchio alla guida della Figc e che per due volte non si è qualificato ai Mondiali», il deputato FdI Salvatore Caiata ha chiesto «un’informativa urgente in Parlamento del ministro dello Sport Carlo Abodi». E poi: «Capisco che è difficile farsi da parte quando si prendono stipendi importanti, ma è Gravina il primo, unico e diretto responsabile del fallimento sportivo e del calcio italiano. Ce l’abbiamo con lui non tanto per il crollo del calcio italiano, ma perché ha rubato un sogno ai nostri giovani».

Gli Emirati sarebbero pronti a scendere in campo per forzare Hormuz

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Usa e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando alcuni funzionari arabi, i quali hanno riferito che il Paese ha avviato un’iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Stati ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario, esortando a formare una coalizione per forzare l’apertura dello stretto. La mossa renderebbe gli Emirati il primo Stato del Golfo persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Secondo il quotidiano americano, starebbe esercitando pressioni sul Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione.

Trump: «La guerra finirà in due-tre settimane»

Intanto Donald Trump è tornato a parlare della fine della guerra, dicendo di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà «in due-tre settimane». «Finiremo il lavoro», ha detto il presidente americano che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data di fine del conflitto. «Quando lascerò l’Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto. La benzina sale ma l’Iran non ha l’arma nucleare. L’Iran vuole l’accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti». Le sue parole hanno fatto aprire le Borse europee in netto rialzo e fatto calare il prezzo del petrolio e del gas.

Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni

Notizie dall’estero: c’è ancora chi si stupisce delle disfatte del calcio italiano. Pochi secondi dopo l’esito del campo che condannava ancora una volta all’eliminazione, è giunta sul telefono mobile una notifica di Noticias ao minuto, sito d’informazione portoghese. Titolo: «Inacreditável: Italia falha apuramento ao Mundial pela terceira vez!». Perché sì, all’estero continuano a pensare che l’Italia sia ancora una grande potenza calcistica. Quella dei quattro Mondiali vinti. Un’immagine a cui, dentro i nostri confini, non crede più nessuno e da molto tempo. Da almeno un ventennio, cioè giusto da quel 2006 in cui la nazionale azzurra vinceva in Germania il suo ultimo Mondiale. Da allora si sono susseguite non soltanto tre mancate partecipazioni, ma anche due rapide eliminazioni al primo turno della fase finale (Sudafrica 2010 e Brasile 2014). Abbiamo compiuto il nostro ventennio dell’Irrilevanza. E la cosa peggiore è che potrebbe non essere finita qui.

Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni
Il rigore di Bryan Cristante (Ansa).

Gravina, Gattuso… c’è qualcuno che se ne va?

Se si va in cerca delle colpe, non c’è che l’imbarazzo della scelta. La presidenza federale, certo. Gabriele Gravina è il primo presidente nella storia della Figc che resiste a due eliminazioni consecutive. Nella conferenza stampa post-partita in Bosnia ha affermato che ogni valutazione sulla sua permanenza a capo della Federcalcio va rimessa al Consiglio federale.

Accanto a lui, il commissario tecnico Rino Gattuso ribadiva che non era il momento di parlare del suo destino. Inevitabile tornare con la memoria proprio all’ultima presenza azzurra in una fase finale: Brasile 2014, conferenza stampa post Italia-Uruguay. Con l’eliminazione dal girone appena sancita, il presidente federale Giancarlo Abete e il commissario tecnico Cesare Prandelli annunciarono dimissioni irrevocabili. Uno accanto all’altro, senza fare una piega. Sembra un’altra era geologica. Invece sono passati esattamente quei 12 anni di assenza che tanto dovrebbero traumatizzare i pargoli italici «che non hanno mai visto la nostra Nazionale ai Mondiali».

Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni
Cesare Prandelli e Giancarlo Abete dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale in Brasile, 24 giugno 2014 (Ansa).

Quello del calcio italiano è uno sfascio di sistema

Ma detto delle dimissioni che non arrivano dal vertice federale, bisogna essere lucidi fino in fondo e dire che non può essere colpa soltanto della federazione e della sua leadership: perché quello del calcio italiano è uno sfascio di sistema. Una crisi di profonde radici che chiama in causa tutte le leghe, che confezionano campionati mediocri ma soprattutto non riescono a governare il movimento senza andare oltre la mediazione fra associati famelici e litigiosi. In tali condizioni è impossibile procedere alla riforma dei campionati, col dimagrimento della Lega Pro e la riduzione della Serie A a 18 squadre (o altrimenti, e forse meglio, col ritorno alle quattro retrocessioni mantenendo le 20 squadre). L’effetto è avere tornei di qualità tecnica scadente, col formarsi di una vasta zona grigia di società che tirano a campare sapendo che basta poco per mantenere la categoria.

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Gli azzurri durante i rigori contro la Bosnia Erzegovina (Ansa).

I club sono incapaci di formare talenti

E poi ci sono i club, incapaci di formare il talento e sempre più propensi a battere la scorciatoia del reclutamento all’estero. Tema a proposito del quale va detta una cosa con chiarezza: il problema non sono i troppi stranieri, ma i troppi stranieri di bassa levatura. Che vanno a sommarsi ai pochi italiani mediocri e sopravvalutati. In fondo, basta guardarsi intorno e farsi le domande giuste: 1) quanti sono i calciatori stranieri del nostro campionato che potrebbero interessare ai club dell’élite europea? 2) Quanti sono i calciatori italiani che giocano nei club dell’élite europea? Sono interrogativi che vengono accuratamente elusi. Sicché si prosegue a guardarsi l’ombelico, a battezzare come giovani fenomeni gente che poi, quando conta, tira rigori in modo indecente, e a riempire le squadre Primavera di mezze figure con passaporto estero.

Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni
L’espulsione di Alessandro Bastoni (foto Ansa).

Il calcio è il parente debosciato che però non si può abbandonare

Se vi aspettate che la riforma del calcio venga dal mondo del calcio medesimo, allora preparatevi a un altro ventennio di mortificazioni. Bisognerebbe commissariare a ogni livello. Ma chi dovrebbe farlo? E intanto il resto dello sport italiano scoppia di salute. Un perfetto contrappasso. Una volta il calcio era lo sport leader del Paese. Adesso è il parente debosciato che ha dissipato anche ciò che non possedeva. In condizioni normali, quel parente lo si rinchiuderebbe lontano alla vista e gli si lascerebbe placidamente completare il processo di degenerazione. Ma col calcio italiano fare questo non si può. Dobbiamo infliggerci la spettacolare esibizione di uno sfacelo. E ce lo siamo anche meritato.

Pesce d’aprile e fake news: guida per non cadere nel tranello

AGI – Oggi è il giorno all’anno in cui la notizia falsa è, per convenzione, lecita (e ben accolta). Ma a quando risale il “Pesce d’Aprile”? Ed è ancora così celebrato?

Le origini del pesce d'aprile

Una tradizione diffusa in gran parte del mondo occidentale, le cui origini vengono spesso fatte risalire alla Francia del XVI secolo e alla riforma del calendario introdotta da Papa Gregorio XIII. Prima dell’adozione del calendario gregoriano nel 1582, infatti, il Capodanno si celebrava tra il 25 marzo e il 1° aprile. Con lo spostamento al 1° gennaio, chi continuò a festeggiare in primavera divenne bersaglio di scherzi e burle. Da qui l’espressione francese poisson d’avril, il “pesce d’aprile”, simbolo di chi abbocca all’inganno.

Non esiste tuttavia un primo pesce d’aprile 'documentato'. Una delle prime tracce risale al 1561, quando il poeta francese Eloy d'Amerval utilizza l’espressione poisson d’avril, segno che già nel XVI secolo lo scherzo era conosciuto.

Non è però l’unica spiegazione. Accanto a questa interpretazione, altre ricostruzioni collegano la ricorrenza a riti stagionali legati all’arrivo della primavera o a tradizioni popolari basate sul rovesciamento simbolico delle regole sociali, simili a quelle del Carnevale.

Il pesce d'aprile in Italia

In Italia la tradizione sarebbe arrivata più tardi e radicata facilmente con un bel pesce di carta attaccato di nascosto sulla schiena della vittima.

Ancora oggi, secondo diverse ricostruzioni, è uno degli scherzi più diffusi, soprattutto tra bambini e studenti. Come? Il meccanismo è sempre lo stesso: far credere qualcosa di falso e poi svelarlo con una formula rituale. Cambiano i contesti, ma non la dinamica. E soprattutto non cambia la reazione: qualcuno ride, qualcuno meno.

Dal pesce d'aprile alle fake news

Se un tempo bastavano forbici e carta, oggi il primo aprile si gioca su scala globale. Aziende, media e piattaforme digitali partecipano con annunci costruiti ad arte, spesso indistinguibili – almeno per qualche ora – da notizie reali.

Negli ultimi anni, tuttavia, il primo aprile ha seguito l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, trasformandosi in un banco di prova per il sistema dell’informazione. Accanto agli scherzi tradizionali, si sono moltiplicate burle mediatiche e digitali, con aziende, testate e piattaforme social che diffondono contenuti costruiti ad arte per sembrare notizie reali.

In questo contesto, il confine tra gioco e disinformazione si fa più sottile. Se in passato lo scherzo era circoscritto e riconoscibile, oggi può assumere la forma di un titolo credibile, di un comunicato ben confezionato o di un post virale difficile da verificare nell’immediato. La logica è la stessa delle fake news: catturare l’attenzione e stimolare una reazione rapida, spesso prima che intervenga un controllo delle fonti.

Non a caso, diverse organizzazioni impegnate nel fact-checking, come International Fact-Checking Network, richiamano ogni anno l’attenzione sul rischio di sovrapposizione tra scherzo e informazione falsa. Anche testate giornalistiche internazionali, tra cui la BBC, hanno progressivamente ridotto o abbandonato le tradizionali burle del primo aprile proprio per evitare di compromettere la fiducia del pubblico. Celebre rimane il servizio televisivo della BBC del 1957 che mostrava contadini svizzeri raccogliere spaghetti dagli alberi. Migliaia di spettatori abboccarono. E lo scherzo resta uno dei più riusciti in assoluto.

Il risultato è un paradosso: nel giorno in cui mentire è “consentito”, diventa ancora più difficile distinguere il vero dal falso. E se il pesce d’aprile nasce come gioco collettivo basato sulla complicità, nell’ecosistema digitale rischia di trasformarsi in un test – non sempre superato – sulla capacità di orientarsi tra le notizie.

Come vivere più a lungo: 9 abitudini chiave per il cuore

AGI - Mantenere abitudini sane per tutta la vita può contribuire a ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e altri problemi di salute cronici. Lo ribadisce uno studio, pubblicato sulla rivista 'Circulation', condotto dagli scienziati dell'American Heart Association e della Tufts University di Boston.

Il team, guidato da Alice Lichtenstein e Amit Khera, ha individuato nove passaggi fondamentali che influenzano in modo positivo l'aspettativa di vita. Le linee guida sottolineano l'importanza di un modello alimentare ricco di verdura, frutta e cereali integrali, con un ridotto consumo di zuccheri, sale e alimenti ultra-processati.

Alimentazione e salute del cuore

Per quanto riguarda le indicazioni alimentari, gli autori evidenziano i benefici associati alle proteine provenienti da fonti vegetali come i legumi, i semi e la frutta secca. Allo stesso tempo, le linee guida raccomandano il mantenimento di un peso corporeo sano e la centralità dell'attività fisica e il consumo limitato di alcol.

"Queste linee guida - afferma Lichtenstein - si basano su evidenze scientifiche, e vengono pubblicate ogni cinque anni, per cui si evolvono di pari passo con le nuove ricerche. Le linee guida del 2026 sono un documento conciso, incentrato specificamente su cosa mangiare per la salute del cuore".

Linee guida flessibili e personalizzabili

"C'è da precisare - aggiunge - che queste raccomandazioni non sono prescrittive, ne' restrittive. Sono state concepite per offrire flessibilità nella personalizzazione di un modello alimentare sano, in base alle preferenze individuali, alle pratiche etniche e religiose, alle esigenze e al budget disponibile, oltre che tenere conto delle varie fasi della vita".

Prevenzione fin dall’infanzia

Gli autori precisano che i fattori prenatali possono contribuire ad aumentare il rischio nei bambini durante la crescita, per cui è fondamentale adottare abitudini sani fin dalla prima infanzia. Le famiglie giocano infatti un ruolo centrale nell'influenzare le abitudini dei propri figli. Secondo le statistiche attuali, la percentuale di persone con obesità a livello globale è allarmante, per cui è essenziale progettare interventi di prevenzione precoci.

Il ruolo delle scelte quotidiane

"Scelte consapevoli in tutte le fasi della vita - conclude Khera - possono fare una grande differenza. I genitori e gli altri adulti possono sostenere e promuovere comportamenti sani per i propri figli, garantendo loro un inizio di vita sano. Le nostre abitudini alimentari influiscono significativamente sul nostro corpo, sulle sue prestazioni e sui cambiamenti che subisce con l'avanzare dell'età. Un'alimentazione sana può favorire la salute e il benessere per tutta la vita, non solo a livello cardiovascolare. Speriamo che il nostro lavoro possa stimolare iniziative volte ad aumentare l'accesso a cibi sani e prezzi accessibili per le fasce di popolazione più svantaggiate". 

Tumore seno: ecco perché la menopausa può aumentarne il rischio

AGI - La mappa più dettagliata dei cambiamenti del tessuto mammario mostra il legame tra l'avanzare dell'età e il maggiore rischio di sviluppare il cancro. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Aging, condotto dagli scienziati dell'Università di Cambridge e della British Columbia.

Il team, guidato da Pulkit Gupta e Raza Ali, ha sviluppato una mappa del tessuto mammario, composta da tre milioni di cellule, per valutare come l'età e la menopausa influenzino questa regione. Il lavoro evidenzia che, con il passare degli anni, il numero di cellule nel tessuto mammario delle donne diminuisca, il che porta a un'alterazione del tessuto mammario. Questo crea un microambiente in cui le cellule tumorali possono prosperare.

L'età e il rischio di cancro al seno

Il tumore al seno, spiegano gli esperti, rappresenta il 15 per cento di tutti i nuovi casi di malattie oncologiche, è la forma più comune nelle donne e quattro casi su cinque si verificano in donne di età superiore ai 50 anni. "Man mano che le cellule si dividono e si replicano - afferma Gupta - si accumulano mutazioni che possono favorire lo sviluppo del cancro, ma il motivo per cui la capacità di eliminare queste cellule mutate diminuisca con l'età non è chiaro".

Lo studio e le tecniche utilizzate

Nell'ambito dell'indagine, i ricercatori hanno utilizzato tecniche di imaging avanzate per analizzare il tessuto mammario di oltre 500 donne di età compresa tra 15 e 86 anni. Combinando i risultati con i dettagli dei recettori ormonali e delle cellule immunitarie presenti e l'architettura del tessuto, gli autori sono stati in grado di mappare come il tessuto mammario cambi nel tempo con un livello di dettaglio senza precedenti. I risultati contribuiscono a spiegare i motivi per cui il rischio di cancro al seno aumenti con l'avanzare dell'età.

I cambiamenti del tessuto mammario nel tempo

"Il lavoro - aggiunge Gupta - rivela come il tessuto mammario subisca cambiamenti nel tempo: tutti i tipi di cellule diminuiscono e si dividono meno frequentemente, le strutture che producono il latte si riducono o scompaiono, mentre lo strato di supporto ai dotti che trasportano il latte diventano più comuni. Anche le cellule immunitarie si modificano. Possiamo ipotizzare che ciò avvenga per l'elevata concentrazione di immunoglobuline nel latte materno - conclude Ali - probabilmente per contribuire a sviluppare l'immunità del neonato. Dalla nostra mappa emerge chiaramente che tutti questi cambiamenti creano un ambiente in cui le cellule tumorali che si sviluppano naturalmente trovano più facile, con l'avanzare dell'età, attecchire e diffondersi".

Sicilia: il borgo degli immortali nel cuore delle Madonie

AGI - Il borgo degli 'immortali' si trova nel cuore delle Madonie, i monti che guardano Palermo e la sua provincia: a Geraci Siculo vivono 56 ultranovantenni, una cittadina che compirà 100 anni nel corso dell'anno e un'altra che raggiungerà i 105. Numeri che, rapportati alla popolazione, raccontano una realtà unica e collocano il paese tra i casi più interessanti in Italia sul fronte della longevità.

Il borgo degli immortali 

Il fenomeno richiama da vicino il modello delle cosiddette "Blue Zones", le "Zone blu": aree del pianeta dove si registra la più alta concentrazione di persone longeve. A oggi, le principali Zone blu riconosciute sono l'area dell'Ogliastra in Sardegna, Okinawa (Giappone), Ikaria (Grecia), Nicoya (Costa Rica) e Loma Linda (California).

I segreti della longevità 

Territori diversi tra loro, ma accomunati da alcuni elementi fondamentali: alimentazione naturale, forte coesione socialeattività fisica quotidiana e stretto legame con l'ambiente. Caratteristiche che si ritrovano pienamente anche nel borgo di Geraci Siculo e, più in generale, nell'intero territorio delle Madonie.

Il sindaco svela il modello di Geraci Siculo 

"I numeri della longevità che registriamo nel nostro borgo non sono casuali – dice il sindaco di Geraci Siculo, Luigi Iuppa – ma sono il frutto di uno stile di vita che si tramanda da generazioni. In questo borgo si vive in modo semplice, a stretto contatto con la natura, con un'alimentazione sana legata alla nostra tradizione agricola e zootecnica e, soprattutto, con relazioni sociali ancora forti e autentiche. È un modo di vivere bello e sano, che appartiene al borgo di Geraci Siculo, ma anche a tutte le Madonie e che oggi può rappresentare un modello per il futuro."

La Sicilia possibile 'sesta zona blu' 

Il borgo di Geraci Siculo, dunque, laboratorio naturale della longevità mediterranea, che spinge osservatori e studiosi a guardare alla Sicilia come a una possibile "sesta zona blu".