Le parole - che definire infelici è dire poco - del presidente del Brescia sulla situazione dell'attaccante, escluso dalla sfida contro la Roma per scarso impegno negli allenamenti. E ancora: «Dà più peso ai social che ai valori sportivi».
Cosa succede con Mario Balotelli? «Che è nero, cosa vi devo dire. Che sta lavorando per schiarirsi, però c’ha molte difficoltà».
È iniziata con questa frase – che definire infelice è un eufemismo – l’analisi dal presidente del Brescia, Massimo Cellino, sulla situazione dell’attaccante italiano, recentemente bersagliato da versi di scimmia nello stadio dell’Hellas Verona. «Una battuta a titolo di paradosso, palesemente fraintesa, rilasciata nel tentativo di sdrammatizzare un’esposizione mediatica eccessiva e con l’intento di proteggere il giocatore stesso», ha scritto poco dopo il club in un comunicato ufficiale. Ma ormai la proverbiale “frittata” è fatta.
Nella sede della Lega Serie A, dopo l’esordio particolarmente inopportuno e da evitare, Cellino ha quindi aggiunto: «Nel calcio ci sono squadre che combattono e vincono. Se noi pensiamo che un giocatore da solo possa vincere la partita, offendiamo la squadra e il gioco del calcio».
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Cellino ha proseguito sullo stesso tono critico: «È giusto comunicare con la gente, però forse Balotelli dà più peso ai social che ai suoi valori da sportivo». E non ha risparmiato nemmeno l’allenatore delle Rondinelle, Fabio Grosso: «La settimana scorsa ha fatto un errore, in conferenza stampa ha parlato di Balotelli e non della squadra. Ho preso Balotelli a fine mercato, non per fare abbonamenti né per vendere pubblicità. L’ho preso perché è un metro e 90, è un animale, ha ancora un’età per dire qualcosa nel calcio. Poteva essere un valore aggiunto, per sovraesposizione lo abbiamo fatto diventare un punto di debolezza. Se continuiamo a parlare di Balotelli, facciamo male a lui e a noi stessi».
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Il presidente del Brescia ha detto tuttavia che personalmente non si sente “tradito” dall’attaccante, escluso dalla sfida contro la Roma per scarso impegno durante gli allenamenti.
Una decisione dell’allenatore, alla quale Balotelli aveva replicato con una story su Instagram. Il video lo ritraeva mentra veniva massaggiato da un membro dello staff medico ed era accompagnato da una didascalia: “In guarigione. Torno presto, per il momento lasciamoli parlare“.
Grosso, dopo la pesante sconfitta per 3-0 subìta all’Olimpico, era tornato sul punto: «Se Balotelli c’è o non c’è lo decido io. Ha le qualità per fare bene, ma servono anche disponibilità, fatica e qualcosa in più. E se Mario a volte non riesce a mettersi a disposizione, la squadra fatica a sorreggerlo».
«Non speravo assolutamente che fosse Balotelli a salvare la squadra e gliel’ho detto», ha commentato invece Cellino, «è troppo facile scaricare le colpe su di lui e usarlo come capro espiatorio. È uno dei motivi per cui ho cambiato allenatore. Andava più aiutato lui di quanto lui potesse aiutare noi. Forse all’inizio eravamo in grado di farlo, ora ci siamo indeboliti ed è più difficile. Perciò dobbiamo cercare di parlare meno possibile e di spegnere ‘sti cazzo di social, sono la bestia degli Anni 2000».
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