Sbarcato con la Diciotti, migrante nel Cpr di Trapani-Milo per ‘presunta pericolosità’: “Non posso chiamare mia madre”

La storia di Mohammed Ezet Al Jezar, trentenne egiziano, condannato a sette anni come presunto scafista e adesso in Cpr per presunta pericolosità: "Qui dicono ci siano i diritti umani ma io non li vedo. Qui sono stato condannato senza una prova, in Italia, un paese europeo, il paese dei diritti".