
"Non sarà uno scudo penale". Lo ha assicurato il ministro della Giustizia in Aula dove ha spiegato il piano a cui sta lavorando la maggioranza per tutelare gli agenti indagati che hanno commesso reati nell'esercizio delle loro funzioni. Nordio punta a "una riforma radicale" dell'iscrizione automatica nel registro degli indagati, che a detta sua si sarebbe trasformata nel tempo in una "condanna anticipata".
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