Mario Biondo, marito della presentatrice spagnola Raquel Sanchez Silva, è morto il 30 maggio 2013. Ma quello che per il Tribunale di Palermo è stato un suicidio, potrebbe non esserlo stato. Lo ha riconosciuto per la prima volta un tribunale di Madrid, in un provvedimento in cui si legge: «Si apporta una denuncia contro determinate persone, con numerose prove periziali e una copia di una sentenza giudiziaria da cui sembrano derivare indicazioni che la morte di Biondo non sia stata suicida». Ciò nonostante, l’Audiencia provinciale madrilena ha respinto l’appello dei familiari di Biondo. Lo studio legale Vosseler Abogados, che rappresenta in Spagna i genitori del cameraman, ha spiegato all’Ansa che il fatto «è passato in giudicato».
La famiglia di Mario Biondo presenterà ricorso
I legali hanno anche segnalato che «il tribunale sottolinea che nel momento del ritrovamento del cadavere, nell’immediatezza dei fatti, si sarebbero dovute sviluppare attività investigative (intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizioni di perquisizioni) che non sono state fatte e che, dato il tempo trascorso, non avrebbero potuto essere sviluppate dalle autorità giudiziarie italiane». Biondo è stato trovato impiccato a una libreria in casa mentre la moglie era in viaggio in Estremadura. Il caso è stato poi archiviato come suicidio. Sulla vicenda è stata realizzata anche una docuserie Netflix dal titolo Le ultime ore di Mario Biondo. L’unica strada davanti ai genitori del cameraman è di presentare un ricorso davanti al Tribunale costituzionale.
