In una conferenza stampa a Corso d’Italia nel corso della quale ha presentato la manifestazione del 25 ottobre a Roma dal titolo “Democrazia al lavoro”, Maurizio Landini ha anticipato le proposte della Cgil in vista della prossima legge di Bilancio, rilanciando l’idea di un «contributo di solidarietà dalle grandi ricchezze», nello specifico una tassa dell’1,3 per cento sui patrimoni sopra i 2 milioni di euro. «Si tratta di 500 mila contribuenti. Il gettito addizionale sarebbe di 26 miliardi l’anno», ha spiegato Landini, che venerdì 10 ottobre si recherà a Palazzo Chigi per un vertice sulla Manovra. «Se non saremo ascoltati, valuteremo insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali cosa è necessario mettere in campo», ha proseguito il sindacalista.
Le proposte della Cgil anticipate dal segretario Landini
Oltre ai 26 miliardi di euro che potrebbero essere investiti in sanità, scuola, casa e welfare (e non per la difesa, come sottolineato da Landini) grazie a una patrimoniale, la Cgil porterà al tavolo con il governo anche la restituzione e la neutralizzazione del drenaggio fiscale, la detassazione degli aumenti contrattuali, la piena perequazione delle pensioni con l’estensione della 14esima, oltre allo stop a flat tax e condoni. Per quanto riguarda il lavoro, il sindacato insisterà sull’introduzione del salario minimo e per una legge sulla rappresentanza contro i contratti pirata.

Landini: «Il governo è complice indiretto di genocidio»
Landini ha anche respinto al mittente le accuse per le piazze delle ultime settimane: «Siamo di fronte a un governo ossessionato dalle mobilitazioni: tre milioni di persone hanno manifestato in modo pacifico, isolando i pochi violenti. I cittadini rinunciano a una giornata di salario per difendere Costituzione e dignità del lavoro, e invece di essere ringraziati vengono attaccati». Landini ha inoltre accusato l’esecutivo, di essersi reso «indirettamente complice di un governo che sta commettendo un genocidio». Quello guidato da Giorgia Meloni, ha sottolineato, «non ha riconosciuto lo Stato di Palestina, non ha chiesto di fermare l’assedio a Gaza, non ha interrotto i rapporti economici con Israele».
