Gli inquirenti tedeschi ritengono che il gruppo di ucraini che avrebbe fatto esplodere a settembre del 2022 i gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico abbia agito sotto la guida diretta di Valeriy Zaluzhny, ex capo delle forze armate di Kyiv. Lo rivela il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense cita fonti della polizia e della procura tedesca, secondo cui sarebbe ormai emerso «un quadro chiaro»: l’obiettivo dei sabotatori era quello di ridurre le entrate petrolifere della Russia e i suoi legami economici con la Germania, così da rendere difficoltoso il finanziamento dell’invasione dell’Ucraina. Le indagini hanno portato le autorità tedesche a richiedere mandati di arresto per tre soldati delle forze speciali ucraine e quattro sommozzatori. Tra le persone fermate anche Serhii Kuznietsov, comandante dell’unità di sabotaggio, arrestato in Italia: in attesa della decisione sulla sua estradizione in Germania si trova in un carcere di massima sicurezza in Emilia-Romagna.
