A Miami un nuovo round di colloqui tra Usa e Ucraina

Giovedì a Miami riparte il delicato tentativo di tenere aperto il negoziato sulla guerra in Ucraina. Il capo delegazione di Kyiv, Rustem Umerov, incontrerà l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, appena rientrati da una missione a Mosca che non ha prodotto progressi. L’appuntamento arriva dopo il rinvio del faccia a faccia previsto ieri con Volodymyr Zelensky a Bruxelles, cancellato perché i due emissari statunitensi non avevano elementi concreti da sottoporre al presidente ucraino o perché, come riferito da fonti europee, il Cremlino aveva chiesto che prima riferissero a Trump.

Il nodo delle cessioni territoriali volute da Putin

Durante il vertice a Mosca, Putin ha tenuto la linea sul nodo centrale per i russi: il destino delle regioni ucraine occupate, compresa la parte del Donbass che Mosca rivendica pur non controllandola. Zelensky ha escluso di accettare cessioni territoriali, e i negoziatori ucraini riconoscono che su confini, garanzie di sicurezza e gestione degli asset russi congelati resta una distanza abissale. Umerov, intervenendo a Bruxelles, ha chiesto ai partner europei un quadro di garanzie «reale ed efficace» e ha confermato che il dialogo con gli emissari americani continuerà negli Stati Uniti.

Trump: «Con l’Ucraina abbiamo qualcosa di abbastanza definito»

Trump, nel frattempo, ha ammesso che il percorso verso un accordo di pace per l’Ucraina resta incerto, nonostante i «colloqui abbastanza buoni» tra Putin e gli inviati statunitensi. Ha aggiunto che Washington ha «qualcosa di abbastanza definito con l’Ucraina», lasciando intendere che la parte americana e quella di Kyiv hanno già stabilito una base comune. Dal Cremlino confermano che Putin avrebbe accettato alcuni punti delle proposte statunitensi e sarebbe disposto a continuare il confronto, pur ribadendo che «non sono ancora stati trovati compromessi», specialmente sui territori.