AGI - "Fare il prete? Volevo fare molte cose in realtà. Fare il prete è la cosa che i ragazzi vogliono se frequentano l'oratorio e, come nel mio caso, hanno avuto un'educazione di tipo cattolico. A un certo punto uno vuol fare il prete, vuol fare lo psichiatra, vuole aiutare la gente". Lo racconta a Tv2000 il professore Silvio Garattini, farmacologo tra i più insigni al mondo, fondatore e presidente dell'Istituto Mario Negri di Milano ospite del programma 'Soul'.
Garattini, 97 anni, icona di buona salute, sottolinea che la formazione cattolica "mi ha dato molto. Mi ha aiutato a migliorare la comunicazione, cioè, dovendo fare catechismo, dovendo parlare alla gente, parlare ai giovani, questo aiuta molto a sapere e imparare piano piano come fare a comunicare. Perché la comunicazione è una disciplina che non è direttamente connessa con la conoscenza: uno può avere le migliori conoscenze del mondo ma non saperle esporre a chi non le ha".
Scienza, fede e servizio all'uomo
Cresciuto in oratorio ha poi scelto di curare le persone nel corpo, certo che scienza e fede sono entrambe al servizio della persona: "Scienza e fede - dice il grande farmacologo - non hanno nulla in comune in termini di conoscenza, ma in termini di attività possono lavorare insieme. Il loro oggetto è l'uomo. E possono essere sinergici e in fondo essere sinergici vuol dire far capo a quello che è il maggiore e più importante messaggio che deriva dalla religione, che è il messaggio evangelico. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Questa è la cosa più importante e quella che dovrebbe rendere tutti gli uomini parte della stessa famiglia".
Il mercato dei farmaci e il profitto
Garattini, sempre libero da interessi economici, denuncia quando attraverso pubblicità e media si vogliono imporre farmaci, o rimedi che farmaci non sono, dagli integratori alla medicina 'naturale'. "Come Servizio Sanitario Nazionale - spiega Garattini a Tv2000 - abbiamo spinto molto la ricerca sulle cure. Certo che la medicina deve curare. Abbiamo fatto progressi, abbiamo farmaci che sono meglio di quelli che c'erano una volta, facciamo fare molte cose che prima non potevamo fare, però questo ha creato inevitabilmente un grande mercato, perché i farmaci li fanno le industrie e, facendoli le industrie, le industrie devono fare profitto e dovendo fare profitto fanno parte del mercato. Non ci sono mercati che vogliono diminuire".
La prevenzione è la vera cura
"Noi dobbiamo passare dal mercato. Il mercato cosa vuol farci credere? Il mercato - conclude Garattini - vuol farci credere che le malattie piovono dal cielo e ci sono loro che poi se ne occupano. In realtà noi sappiamo scientificamente che la maggior parte delle malattie sono evitabili. Abbiamo 4 milioni e mezzo di diabetici di tipo 2 e il diabete di tipo 2 è una malattia evitabile. Non deve avvenire, basta che uno abbia delle buone abitudini di vita: se non diventa obeso, se non aumenta troppo la glicemia, se mangia in modo adeguato, se cammina e si muove non diventa diabetico. Il 40% dei tumori è evitabile e muoiono ogni anno 180 mila persone di tumore in Italia. È questo che bisogna cambiare".
