El Mencho, chi era il narcos ucciso in Messico

Le forze di sicurezza del Messico hanno annunciato l’uccisione del narcos Nemesio Oseguera Cervantes, noto come «El Mencho». A capo della banda criminale più temuta del paese (il Cartel Jalisco Nueva Generacion), aveva 59 anni ed era il narcotrafficante più ricercato e temuto del Paese. L’operazione ha fatto scoppiare scontri violentissimi tra bande di narcos e forze di polizia che hanno causato almeno 26 morti, tra cui una donna al terzo mese di gravidanza, 17 agenti delle forze dell’ordine e otto criminali. L’amministrazione Trump, che aveva messo una taglia da 15 milioni di dollari sulla cattura di Oseguera Cervantes, si è congratulata per l’operazione. Secondo alcuni media, avrebbe contribuito al blitz fornendo un supporto in termini di aviazione e intelligence – notizia però non confermata da Washington.

El Mencho, chi era il narcos ucciso in Messico
Scontri in Messico dopo l’uccisione di El Mencho (Ansa).

Ha stabilito rotte di narcotraffico in tutto il mondo

Figlio di contadini emigrati in California e con un passato in polizia, «El Mencho» guidava il cartello Jalisco Nueva Generación dedito all’esportazione negli Stati Uniti di metanfetamine, cocaina e fentanyl nonché all’estorsione. Brian McKnight, dirigente della Dea americana (Drug enforcement administration), l’aveva definito il nuovo «nemico pubblico numero uno», in grado di controllare l’80 per cento della droga che arriva in una città come Chicago e di un terzo dell’intero import di stupefacenti negli Usa. Scissosi dal gruppo di Sinaloa di El Chapo, ha stabilito rotte di narcotraffico in sei continenti e ora ha una roccaforte proprio nella capitale dell’Illinois, hanno spiegato gli investigatori della Dea. Secondo i servizi segreti messicani, è stato responsabile dell’escalation terrorista contro i militari e le forze dell’ordine in diverse città messicane a partire dal 2015.