Dietrofront delle calciatici della Nazionale femminile di calcio iraniana, che prima della partita contro l’Australia in Coppa d’Asia hanno cantato l’inno e fatto anche il saluto militare. Al debutto nel torneo contro la Corea del Sud erano invece rimaste in silenzio: in assenza di spiegazioni – le calciatrici e la ct si erano rifiutate di fare commenti sulla guerra e sulla morte di Ali Khamenei – il gesto era stato perlopiù interpretato come un segno di protesta contro il regime degli ayatollah.
W niedawnym meczu z Koreą Płd.
— Michał Banasiak (@BanasiakMich) March 5, 2026Iranki
nie odśpiewały hymnu. Niektórzy pisali, że to nie manifestacja, tylko efekt żałoby/radadanu/zakazu śpiewania hymnu przez kobiety.
Oczywiście, że była to manifestacja. A dziś kolejna – zupełnie inna – przed meczem z Australią.pic.twitter.com/zHuNFX3vzm
Durante la conferenza stampa alla vigilia di Iran-Australia, l’attaccante Sara Didar e l’allenatrice Marziyeh Jafari hanno parlato della guerra in corso, esprimendo preoccupazione per la situazione nel Paese e per le loro famiglie.
"Siamo tutte preoccupate per ciò che sta accadendo in #Iran, per le nostre famiglie e i nostri cari."
— Pallonate in Faccia @pallonateinfaccia.bsky.social (@pallonatefaccia) March 5, 2026Sara Didar, attaccante dell'Iran femminile, commossa durante la conferenza stampa di ieri in Australia, dove si svolge la Coppa d'Asia.
pic.twitter.com/Ey9QDUPkqw

Iranki
nie odśpiewały hymnu. Niektórzy pisali, że to nie manifestacja, tylko efekt żałoby/radadanu/zakazu śpiewania hymnu przez kobiety.
