Quando Xu Yangtian è comparso sul palco della Guangdong High-Quality Development Conference, si dice che qualcuno non l’abbia nemmeno riconosciuto. Eppure, è il fondatore di una delle aziende cinesi con maggiore successo globale: Shein.
La ricetta di Shein per scalare il mercato globale
Negli ultimi anni, la piattaforma di fast fashion è diventata una delle aziende più influenti nel settore della moda globale, trasformandosi da piccola realtà di e-commerce a gigante internazionale. Il marchio è ormai noto in gran parte del mondo per la sua capacità di produrre e distribuire abiti e accessori a prezzi estremamente competitivi, conquistando soprattutto il pubblico più giovane grazie alla velocità con cui riesce a intercettare le tendenze della moda e portarle sul mercato. Dietro questo successo commerciale, si nasconde una storia complessa fatta di strategie globali, catene di approvvigionamento altamente integrate e un rapporto delicato con la Cina.

Il rafforzamento del legame con la Cina e il Partito Comunista
Questo rapporto è tornato al centro dell’attenzione dopo una rarissima apparizione pubblica del fondatore della società. Xu, figura da sempre estremamente riservata, ha partecipato a sorpresa alla conferenza sullo sviluppo di alta qualità nella provincia del Guangdong, principale hub produttivo della Cina. L’evento era organizzato dal governo e, durante il suo intervento, Xu ha sottolineato apertamente le radici cinesi dell’azienda esprimendo gratitudine nei confronti delle autorità locali e del Partito comunista per il sostegno fornito nel corso dello sviluppo della società. Le sue dichiarazioni rappresentano un momento significativo nella storia recente dell’azienda perché sembrano segnare un cambiamento nella strategia comunicativa di Shein, che negli ultimi anni aveva cercato di presentarsi sempre più come una piattaforma internazionale di e-commerce con sede a Singapore, riducendo la visibilità delle proprie origini cinesi.

Xu, il «fondatore invisibile» dell’impero del fast fashion
La figura di Xu è peraltro stata a lungo avvolta da una certa aura di mistero. A differenza di altri imprenditori cinesi celebri nel mondo della tecnologia e dell’e-commerce, a partire da Jack Ma, il fondatore di Shein ha mantenuto per lungo tempo un profilo estremamente discreto. Non ama apparire in pubblico, concede raramente interviste e per molti anni l’azienda non ha nemmeno diffuso fotografie ufficiali dell’imprenditore. Proprio per questo motivo, Xu è stato spesso descritto come un «fondatore invisibile», una figura quasi sconosciuta al grande pubblico nonostante il successo globale dell’azienda che ha creato.
Il piano di investimenti per un miliardo e mezzo di dollari
La sua presenza all’evento nel Guangdong ha quindi attirato particolare attenzione. Durante il suo discorso, Xu ha anche annunciato un importante piano di investimento destinato a rafforzare ulteriormente la filiera produttiva dell’azienda sul territorio cinese. L’imprenditore ha infatti promesso di investire 10 miliardi di renminbi nei prossimi tre anni, una cifra pari a circa un miliardo e mezzo di dollari. L’obiettivo di questo investimento è sviluppare una catena di approvvigionamento sempre più avanzata e costruire nella regione un vero e proprio cluster industriale dedicato alla moda, capace di competere su scala globale. Il progetto prevede il potenziamento delle infrastrutture produttive, lo sviluppo di tecnologie digitali per la gestione della catena di approvvigionamento e il rafforzamento delle relazioni con i numerosi fornitori locali che già collaborano con il marchio. Secondo quanto dichiarato dal fondatore, Shein lavora con quasi 10 mila produttori situati nella provincia del Guangdong. Queste aziende, nel loro complesso, impiegano centinaia di migliaia di lavoratori e costituiscono il cuore della rete produttiva che consente alla piattaforma di lanciare continuamente nuovi prodotti sul mercato.

Le polemiche e le inchieste intorno al marchio
Nonostante il successo commerciale, la crescita di Shein è stata accompagnata da numerose polemiche. Negli ultimi anni l’azienda è stata spesso al centro di inchieste e discussioni riguardanti le condizioni di lavoro nelle fabbriche, l’impatto ambientale del modello di fast fashion e la qualità dei prodotti venduti. Con la sua ascesa, i governi occidentali hanno iniziato a osservare con maggiore attenzione il modello di business dell’azienda. Negli Stati Uniti è stata ad esempio eliminata l’esenzione doganale per le spedizioni di valore inferiore a 800 dollari, una norma che aveva permesso per anni l’ingresso di milioni di pacchi senza il pagamento di dazi. Shein è stata inoltre oggetto di nuove indagini da parte delle autorità europee per verificare possibili violazioni delle normative sui servizi digitali, inclusa la vendita di prodotti illegali e il funzionamento degli algoritmi utilizzati per raccomandare articoli ai consumatori.
Le difficoltà di quotarsi in Borsa a New York e a Londra
Le difficoltà normative e le tensioni geopolitiche rappresentano una sfida importante per il futuro dell’azienda, soprattutto in vista di uno dei suoi principali obiettivi strategici: la quotazione in Borsa. Shein ha tentato inizialmente di realizzare una quotazione a New York, ma il progetto ha incontrato numerosi ostacoli politici e regolatori. Successivamente ha valutato la possibilità di trasferire l’operazione a Londra, ma anche questa ipotesi si è rivelata complessa. Negli ultimi tempi l’attenzione sembra essersi spostata verso Hong Kong, un compromesso tra le esigenze di internazionalizzazione e la necessità di mantenere buoni rapporti con le autorità cinesi. In questo contesto, il sostegno del governo di Pechino diventa un elemento fondamentale, dal momento che le grandi aziende tecnologiche e digitali cinesi devono ottenere l’approvazione delle autorità prima di procedere con una quotazione sui mercati internazionali.

Il sostegno di Pechino è cruciale per il futuro del gruppo
Alla luce di queste dinamiche, le dichiarazioni di Xu sembrano un segnale politico oltre che economico. Il riconoscimento pubblico del ruolo del governo cinese nello sviluppo dell’azienda potrebbe essere visto come un tentativo di rafforzare il rapporto con le istituzioni nazionali in un momento cruciale per il futuro del gruppo. Anche a costo di rafforzare la convinzione occidentale di un legame stretto col Partito.
