Via libera alla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio d’Indirizzo della fondazione lirico-sinfonica ha espresso approvazione per la designazione, con contratto di quattro anni che avrà inizio da ottobre 2026. Dal 22 settembre 2025, giorno in cui è avvenuta la nomina di Venezi da parte del sovrintendente Nicola Colabianchi, le maestranze del Teatro hanno indetto uno stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei e scioperi, ritenendo il suo curriculum non all’altezza e respingendo le implicazioni politiche che la sua nomina comporterebbe.
Per il sovrintendente Colabianchi è un «investimento sul futuro»
A difendere la sua designazione è stato Colabianchi che, nella relazione rivolta al Consiglio di indirizzo, ha sottolineato come si tratti di «una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età». Ricordando che «La Fenice è il luogo che ha ospitato prime mondiali di compositori che, al loro tempo, furono considerati innovatori, talvolta controversi» e che «per oltre due secoli ha dimostrato una costante apertura alle novità musicali, assumendosene il rischio», ha evidenziato come la scelta di Venezi «rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento».Secondo il sovrintendente, la nomina «risponde poi a una coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale» poiché Venezi «possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all’analisi strutturale del testo musicale, alla chiarezza dell’articolazione formale e al controllo dell’equilibrio timbrico orchestrale». «Il suo profilo», dunque, «si colloca pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea, con particolare attenzione al repertorio operistico, affrontato attraverso un rapporto rigoroso con la scrittura vocale, l’agogica e il rapporto tra buca e palcoscenico».
«Dobbiamo far evolvere il linguaggio musicale»
«La cifra complessiva del suo lavoro», si legge ancora nella relazione, «risiede dunque in un equilibrio tra fedeltà alla partitura, prassi esecutiva storicamente informata e capacità di restituire attualità al linguaggio musicale, senza forzature interpretative né letture museali. Tale impostazione risulta pienamente coerente con l’identità del Teatro La Fenice, storicamente impegnato a unire la tutela del grande repertorio con l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’evoluzione del linguaggio musicale». «Vi è poi una motivazione di natura istituzionale», ha continuato Colabianchi. «Il direttore musicale oggi non è soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell’indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell’immagine del Teatro. In questo senso, la designazione di Beatrice Venezi è fondata sulla sua capacità di assumere una responsabilità ampia e strutturata valorizzando un percorso di crescita destinato a rafforzarsi». Infine, «non posso poi ignorare – pur senza farne un argomento retorico – il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica. Non una nomina “in quanto donna”, ma una nomina che prescinde dal genere proprio perché fondata su competenza, progetto e responsabilità».
