Bisceglie: lite in discoteca sfocia in una sparatoria, 42enne muore in ospedale

AGI - Un uomo di 42 anni, Filippo Scavo, di Bari, è morto nelle prime ore di questa mattina a Bisceglie dopo essere stato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco nella discoteca Divinae Follie. L'uomo aveva una ferita da arma da fuoco alla base del collo e sarebbe arrivato in ospedale già in arresto cardiaco.

Individuate le persone coinvolte

È la Direzione distrettuale antimafia di Bari a coordinare le indagini sull'omicidio, il che orienta fin da subito l'inchiesta verso contesti legati alla criminalità organizzata e, in particolare, allo spaccio di stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Trani, guidati dal colonnello Massimiliano Galasso, hanno già individuato una decina di persone coinvolte nella lite degenerata nella sparatoria. Scavo, pregiudicato e ritenuto vicino al clan Strisciuglio, è stato raggiunto da un colpo di pistola calibro 7,65 alla base del collo, verosimilmente mentre cercava di scappare dai suoi aggressori. Secondo quanto ricostruito, sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi.

All'interno della discoteca ci sarebbe stata la presenza di almeno un secondo uomo armato oltre a chi ha fatto fuoco. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire ruoli e dinamiche, anche attraverso l'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, già acquisite. Il locale è stato posto sotto sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico dell'Arma. Proseguono, inoltre, le audizioni di dipendenti e addetti alla sicurezza: l'attenzione si concentra su un buttafuori che sarebbe stato minacciato per consentire l'apertura di una porta d'emergenza, utilizzata dal presunto killer.

Scavo, secondo quanto trapelato, aveva indosso una consistente somma di denaro contante, elemento che, secondo chi indaga, potrebbe essere collegato ad attività illecite. L'uomo, formalmente muratore, era tornato in libertà da circa un anno dopo aver scontato precedenti condanne per reati legati anche allo spaccio di droga. Tra queste, una condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi nell'ambito dell'operazione "Agora'" del 2015 contro il clan Strisciuglio. 

Il racconto dei testimoni

"Poteva colpire chiunque”, è il racconto dei testimoni della sparatoria. Secondo quanto riferito da alcune persone presenti nel locale, i colpi sarebbero stati esplosi in una zona affollata: “Era pieno di gente, bastava poco perché ci fosse una strage. Se non colpivano lui, potevano prendere altre dieci o venti persone sulla stessa linea di tiro”. Un testimone racconta di essersi trovato a pochi metri dalla scena: “Sono vivo per miracolo. Chi ha sparato era appena salito dalle scale d'ingresso e ha fatto fuoco alle spalle di quell'uomo, almeno quattro colpi”.

Dalle testimonianze emerge anche una possibile dinamica già al vaglio degli investigatori: il presunto aggressore sarebbe uscito da una porta di emergenza per poi rientrare armato, minacciando chi si trovava all’ingresso. “Erano in due – riferisce un altro presente – entrambi armati: a uno si sarebbe inceppata l’arma, l’altro invece ha sparato con precisione”.

La lite, secondo quanto raccolto, sarebbe nata all’interno del locale per motivi apparentemente futili, forse uno sguardo di troppo o vecchi rancori mai sopiti. “Una sciocchezza – racconta un testimone – ma chi ha sparato si sentiva più forte, erano un gruppo nutrito rispetto a quello della vittima”. Elementi che rafforzano l’ipotesi investigativa di un regolamento di conti maturato in un contesto già teso. Le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica e individuare tutti i responsabili.

Il precedente al Divinae

Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, non è la prima volta che nella discoteca Divinae - questo il nome del locale -, recentemente riaperto, si verificano episodi simili. Nella notte tra il 7 e 8 novembre del 2021 il Divinae fu teatro del ferimento a coltellate di un ragazzo di 25 anni: l'aggressore venne arrestato.