Intesa Sanpaolo protagonista negli Stati Uniti con operazioni per 50 miliardi di dollari

Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione IMI Corporate & Investment banking, consolida il proprio ruolo di protagonista sul mercato statunitense, dove ha supportato negli ultimi tre anni alcune delle operazioni più rilevanti per un valore complessivo pari a circa 50 miliardi di dollari. La delegazione della banca, guidata dal chief della divisione IMI CIB Mauro Micillo, è presente in questi giorni a Washington dove sta partecipando alle riunioni del Fondo monetario internazionale. «Le recenti operazioni che ci hanno visto protagonisti confermano la solidità della nostra presenza negli Stati Uniti e la capacità di mobilitare capitali, offrendo soluzioni strutturate in un contesto tra i più competitivi al mondo. Attraverso il coinvolgimento di investitori internazionali, Intesa contribuisce a realizzare progetti in grado di accelerare la modernizzazione delle infrastrutture e la transizione energetica, rafforzando il proprio ruolo di partner di riferimento nei grandi progetti globali», ha affermato Micillo.

Intesa consolida la propria presenza in un contesto competitivo e in continua evoluzione

Nei primi otto mesi del 2025 i volumi globali di project finance hanno superato i 200 miliardi di euro, con IMI CIB coinvolta in operazioni per oltre 30 miliardi di euro, pari a circa 15 per cento del mercato complessivo. In questo ambito, gli Usa hanno evidenziato, tra il 2018 e il 2024, una crescita sostenuta dei volumi in media del 20 per cento annuo. Nello stesso periodo, l’attività della divisione IMI CIB è aumentata con un ritmo ancora più sostenuto, vicino al 34 per cento annuo. Un andamento che testimonia la capacità non solo di cogliere le opportunità, ma anche di consolidare progressivamente la propria presenza in un contesto competitivo in continua evoluzione.

Dalle infrastrutture all’energia, i principali progetti supportati dalla banca

Tra le operazioni più rilevanti (non solo di finanziamento) di cui Intesa è stata protagonista si segnalano:

  • AT&T (2025): la banca ha partecipato in qualità di joint lead manager e active bookrunner nell’emissione obbligazionaria in tre tranche per un valore complessivo di 2,75 miliardi di euro lanciata da AT&T nel 2025;
  • Progetto Bighorn (2024): la banca ha partecipato a un finanziamento da 3,4 miliardi di dollari per la costruzione e l’avvio operativo di un data center hyperscale da 300 MW situato a Reno, in Nevada;
  • Progetto Cider (2024): la divisione IMI CIB ha strutturato e in parte sottoscritto, assieme a un pool di banche internazionali, un prestito a lungo termine da 870 milioni di dollari in favore di Greenbacker renewable energy company, finalizzato all’acquisizione del progetto e al supporto della costruzione e della gestione di Cider, il più esteso parco solare fotovoltaico dello Stato di New York;
  • SunZia (2023): l’istituto bancario ha strutturato e in parte sottoscritto una linea di credito agevolato green di importo massimo pari a 8,8 miliardi di dollari per la realizzazione di SunZia, la più grande infrastruttura energetica green degli Stati Uniti d’America, che sarà destinata alla produzione di energia eolica e al trasporto di elettricità pulita dal New Mexico verso l’Arizona e la California;
  • Cemex Sab de Cv (2023): IMI Securities è stata una delle cinque banche attive nell’emissione di green bond ibridi da parte di Cemex per 1 miliardo di dollari, i primi mai realizzati dalla società;
  • Jfk New Terminal one (2022): la banca ha organizzato e sottoscritto insieme a un pool di banche un finanziamento fino a 6,63 miliardi di dollari per lo sviluppo e la realizzazione della Fase A del New Terminal one all’aeroporto internazionale Jfk di New York, considerato il più grande investimento infrastrutturale aeroportuale negli Stati Uniti.

Enel vince l’Innova retail award per il miglior concept store nella categoria Negozi non alimentari

Enel si aggiudica il primo premio all’Innova retail award nella categoria Negozi non alimentari – Concept grazie al suo innovativo customer hub, un nuovo paradigma del retail che ridefinisce il ruolo del punto vendita, trasformandolo in un ecosistema esperienziale, relazionale al servizio delle comunità. Il Gruppo è stato premiato per aver realizzato un nuovo concept esperienziale pensato come un customer hub che supera il concetto di negozio tradizionale, offrendo soluzioni integrate per famiglie e aziende e promuovendo un utilizzo dell’energia più consapevole. Con un design accogliente e consulenza personalizzata, il format accoglie i visitatori in spazi familiari e inclusivi, arricchiti da ledwall, vetrine digitali e strumenti di simulazione energetica che rendono ogni visita un’esperienza coinvolgente. Il layout è studiato per favorire la permanenza, l’interazione e la scoperta.

I nuovi costumer hub guidano persone e comunità verso la transizione energetica

All’interno del costumer hub, Enel propone un’offerta ampia e integrata, dalla fornitura di luce e gas per tutte le tipologie di clienti e per le diverse loro esigenze alla mobilità elettrica, dalle soluzioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili alla fibra, fino a servizi di manutenzione, assistenza e check-up energetico. Un’offerta che mette al centro non solo i servizi, ma l’esperienza complessiva del cliente. Ciò che conta non è più solo cosa si acquista, ma come lo si vive. Grazie a questo approccio innovativo, i nuovi customer hub, posizionati in location ad alta visibilità, si pongono l’obiettivo di guidare persone e comunità verso la transizione energetica, mostrando come l’elettrificazione dei consumi possa rappresentare non solo una scelta etica e sostenibile, ma anche economicamente vantaggiosa.

Accordo tra Unicredit, Unicredit RE Services e Ance per supportare la sostenibilità nell’edilizia

Unicredit, Unicredit RE Services, società di intermediazione immobiliare del Gruppo, e Ance hanno sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato a consolidare la collaborazione tra il settore bancario, l’industria delle costruzioni e l’intermediazione immobiliare, con un impegno congiunto a sostegno della sostenibilità e della crescita del Paese. L’accordo si fonda sulla condivisione di valori comuni e sull’obiettivo di perseguire azioni concrete in tre ambiti prioritari: efficienza energetica del patrimonio immobiliare, quale leva strategica per la decarbonizzazione e la competitività del sistema Paese; accessibilità delle abitazioni, per rendere il mercato immobiliare più inclusivo e vicino ai bisogni delle comunità; sicurezza sul lavoro, come presupposto imprescindibile per lo sviluppo sostenibile del settore edilizio e promozione della cultura finanziaria presso le imprese.

Il settore delle costruzioni contribuisce per il 12 per cento del Pil

Per Unicredit la firma dell’accordo è la conferma dell’obiettivo di supportare il Paese creando sinergie concrete a beneficio delle comunità locali. L’Ance è l’associazione che rappresenta le imprese italiane di qualunque dimensione che operano nel campo delle costruzioni. Un settore, quest’ultimo, che contribuisce per il 12 per cento del Pil e arriva al 22 per cento considerando anche le attività immobiliari e la filiera, e incide per il 25,2 per cento in termini di occupazione rispetto al settore industriale. In tale contesto, Unicredit RE Services metterà a disposizione le proprie competenze e tecnologie per una valorizzazione efficace degli immobili, integrando la propria esperienza nelle dinamiche del mercato locale e contribuendo a una filiera più efficiente, sostenibile e orientata al futuro.

Areni: «Confermiamo l’impegno a sostenere la transizione energetica»

Queste le dichiarazioni di Annalisa Areni, head of Client strategies di Unicredit Italia: «Con questo protocollo confermiamo il nostro impegno a sostenere la transizione energetica e la crescita sostenibile del Paese, attraverso un dialogo costruttivo con i principali attori della filiera immobiliare ed edilizia. Crediamo che solo una collaborazione stabile e strutturata possa produrre soluzioni concrete e durature a beneficio delle comunità e dei territori».

Mucci: «Progetto comune che guarda al futuro dell’abitare»

Così Fabio Mucci, ceo di Unicredit RE Services: «Il nostro ruolo è mettere a disposizione competenze, tecnologie e conoscenza del mercato per valorizzare al meglio il patrimonio immobiliare e accompagnare cittadini e imprese in un percorso di innovazione e sostenibilità. Lavorare insieme ad Ance in sinergia col Gruppo significa dare concretezza a un progetto comune che guarda al futuro dell’abitare».

Brancaccio: «Così rafforziamo il legale banca-impresa»

La presidente Ance, Federica Brancaccio, ha concluso: «Questo accordo consolida un rapporto che l’Associazione porta avanti con Unicredit da sempre, rafforzando il legame banca-impresa che nel settore delle costruzioni è imprescindibile. Abbiamo investito tanto in questi anni per aumentare la cultura finanziaria delle imprese associate allo scopo di renderle più solide e pronte ad affrontare le difficoltà, sfruttando pienamente le opportunità di mercato. Oggi possiamo contare su aziende più strutturate sotto il profilo finanziario, per questo vogliamo continuare questo percorso di crescita per garantire un tessuto industriale delle costruzioni sano e in grado di rispondere alle sfide di sviluppo infrastrutturale e di benessere sociale di cui il Paese ha bisogno».

Intesa Sanpaolo e Cesvi, raccolti oltre 100 mila euro per la continuità delle cure palliative

Si è concluso l’anno di collaborazione a sostegno del progetto Cure palliative e leniterapia: continuità ospedale-territorio di File (Fondazione italiana di leniterapia), supportato da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Cesvi, attraverso il programma Formula. Un’iniziativa volta ad offrire continuità assistenziale alle persone con una malattia cronica in fase avanzata, grazie alla cooperazione tra équipe ospedaliere e territoriali.

I fondi hanno permesso di finanziare attività di coordinamento sanitario e organizzativo

Il progetto, selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, è stato sostenuto da una raccolta fondi su For funding, la piattaforma di crowdfunding del Gruppo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per persone in difficoltà. In quattro mesi, sono stati raccolti oltre 100 mila euro grazie alla generosità di cittadini, imprese e della banca stessa che ha partecipato attivamente, contribuendo con 2 euro per molti dei prodotti acquistati dai clienti in modalità online. I fondi hanno permesso di finanziare l’attività di coordinamento sanitario e organizzativo grazie al supporto di risorse umane dedicate, un medico, un infermiere e uno psicologo. Si tratta di un grande traguardo che permette ai professionisti sanitari di File che lavorano integrati alla “Struttura di Terapia del Dolore e Cure Palliative” dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi di essere sempre presenti per queste persone lungo tutto il percorso di cura, alleviando i sintomi e la sofferenza fisica legati alla malattia e offrendo un supporto psicologico dedicato. Le consulenze palliative vengono svolte nella struttura ospedaliera a livello ambulatoriale e nei reparti di degenza. Laddove possibile, il paziente può proseguire il percorso di assistenza nella propria casa, grazie al collegamento diretto con gli infermieri territoriali di File, o essere accolto in uno degli hospice del territorio.

Dall’inizio del progetto sono state assistite oltre 1.700 persone

L’iniziativa coinvolge direttamente le persone malate ospedalizzate e i pazienti che, visitati in consulenza ambulatoriale, potranno essere orientati ad un proseguimento del percorso di assistenza a casa, seguiti dal servizio di cure palliative domiciliari di File, oltre ai familiari, che partecipano attivamente a tutte le fasi dell’assistenza. In questo processo i professionisti delle équipe ospedaliere – oncologi, radioterapisti, chirurghi, internisti, psicologi ed altre specialità – lavorano insieme ai professionisti File in un percorso di condivisione e attuazione delle decisioni sanitarie per la tutela della qualità della vita delle persone. Dall’inizio del progetto (15 settembre 2024) sono state assistite 1.734 persone, per un totale di 2.281 prestazioni tra ospedale e domicilio.

Stellantis investe 13 miliardi negli Stati Uniti

Stellantis ha annunciato un maxi piano di investimenti da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti per i prossimi quattro anni, il più ingente nella storia del gruppo sul mercato americano. L’obiettivo è aumentare del 50 per cento la produzione nazionale entro il 2029, consolidando la presenza in un’area considerata strategica per la redditività complessiva.

Cosa prevede il piano di Stellantis negli Usa

Il piano prevede cinque nuovi modelli, 19 aggiornamenti di prodotto e oltre 5 mila nuovi posti di lavoro in quattro Stati: Illinois, Ohio, Michigan e Indiana. A Belvidere verrà riaperto lo stabilimento per produrre le Jeep Cherokee e Compass, mentre a Toledo sarà assemblato un nuovo pick-up di medie dimensioni. In Michigan nascerà un SUV di grandi dimensioni e a Kokomo inizierà la produzione del nuovo motore a quattro cilindri GMET4 EVO. Secondo il ceo Antonio Filosa, l’investimento rappresenta «un passo decisivo per rafforzare gli impianti statunitensi e garantire libertà di scelta ai clienti».

Cosa possono aspettarsi gli azionisti

Sui mercati la reazione è stata prudente: il titolo Stellantis martedì ha perso quasi il 5 per cento dopo il taglio dell’outlook da parte di Moody’s. Gli analisti stimano che l’impatto del piano si vedrà nel medio periodo, con possibili pressioni sui margini nel breve termine ma potenziali benefici sul lungo periodo. Se il gruppo riuscirà a consolidare le quote negli Stati Uniti, il maxi investimento potrebbe diventare un volano di crescita e redditività per il ciclo 2026-2030. Nel breve termine, quindi, il titolo potrebbe restare volatile per via dell’impatto finanziario del maxi piano, ma nel lungo periodo l’espansione produttiva negli Stati Uniti viene vista come un possibile catalizzatore di crescita e di valore per gli azionisti.

Nasce Filiera tabacchicola italiana all’interno di Filiera Italia

In occasione del XXIII Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, promosso da Coldiretti, è stata annunciata la costituzione di Filiera tabacchicola italiana, una nuova organizzazione che si inserisce nel più ampio progetto di Filiera Italia, il modello di collaborazione tra produzione agricola italiana rappresentata da Coldiretti, industria e distribuzione per tutelare e promuovere il Made in Italy agroalimentare. A guidarla sarà Cesare Trippella, direttore Eu Value Chain & External engagement di Philip Morris Italia, nominato presidente.

Scordamaglia: «Modello virtuoso di collaborazione tra agricoltura e industria»

La costituzione di Filiera tabacchicola italiana mira a promuovere l’innovazione e a rafforzare la competitività del settore a livello internazionale. Un impegno che consolida il ruolo dell’Italia come principale produttore di tabacco dell’Unione europea. «Il settore del tabacco rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra agricoltura e industria», ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia. «L’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris (Pm), avviato nel 2011 e recentemente rinnovato fino al 2034, garantisce continuità, investimenti e prospettive di crescita a lungo termine. Si tratta di un’intesa che non si limita a definire volumi di acquisto, ma che promuove concretamente l’innovazione digitale, la sostenibilità ambientale e la redditività delle imprese agricole. Siamo orgogliosi di accogliere questa esperienza all’interno di Filiera Italia, perché rappresenta un esempio concreto di come le sinergie tra mondo agricolo e industriale possano generare valore per l’intero Paese e offrire un modello replicabile anche in altri settori».

Trippella: «Daremo continuità e forza economica agli agricoltori»

«Ringrazio Coldiretti e Filiera Italia per la fiducia che mi è stata accordata con questa nomina» ha dichiarato Cesare Trippella, presidente Filiera tabacchicola italiana. «È un onore rappresentare un settore che unisce tradizione e capacità di innovare. Lavoreremo per dare continuità e forza economica agli agricoltori, sostenendo la transizione verso modelli sempre più innovativi e sostenibili».

Poste italiane è Dyslexia friendly company

Poste italiane ha ricevuto il riconoscimento di Dyslexia friendly company conferito dall’Associazione italiana dislessia (Aid) per l’impegno nel promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle esigenze delle persone con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). L’iniziativa rappresenta il coronamento di un percorso che ha coinvolto numerosi dipendenti all’interno del programma Insieme, in questo caso con un progetto dedicato ai temi della diversità e dell’inclusione. Di seguito il servizio del TgPoste che racconta il conferimento del riconoscimento con le dichiarazioni di Tiziana Morandi, responsabile Risorse umane di Poste, di Silvia Lanzafame, presidente dell’Associazione italiana dislessia, e di Andrea Voltolina, responsabile People care & Diversity management di Poste.

Acea rinnova il sito web e lancia il nuovo ecosistema digitale

Acea ha rinnovato il sito web per offrire navigazione più fluida, semplificazione nell’organizzazione dei contenuti, maggiore coerenza comunicativa e riconoscibilità visiva del brand, migliore accessibilità e storytelling della strategia aziendale. Il Gruppo lancia così il nuovo ecosistema digitale, con il sito dell’azienda (www.gruppoacea.it) che diventa la sua “casa istituzionale”, dedicata a contenuti di natura corporate come governance, sostenibilità, comunicazione, investor relations e carriere. Ogni singola linea di business e società operativa hanno, da oggi, un loro sito dedicato, così da facilitare l’accesso a servizi e contenuti.

Accessibilità del 90 per cento, miglior leggibilità e maggiore fruibilità delle informazioni

La progettazione del nuovo sito e dei siti correlati ha seguito un approccio di atomic design (una metodologia che crea modelli di design coerenti, flessibili e scalabili per la migliore esperienza utente) ed è partita da un’analisi dei dati di navigazione per individuare le esigenze degli utenti, da analisi dei principali trend e dal coinvolgimento degli stakeholder interni. È stato introdotto Adobe experience manager as a cloud service, primo ecosistema digitale del Gruppo realizzato completamente su questa piattaforma, e il motore di ricerca che garantisce migliori prestazioni nella navigazione e nel reperimento delle informazioni. Grazie al redesign, basato su nuovi componenti modulari e dinamici, i nuovi siti online raggiungono un livello di accessibilità del 90 per cento, migliorando leggibilità, contrasto cromatico e fruibilità delle informazioni per tutti gli utenti. La navigazione è resa più fluida e semplificata anche grazie al Superheader, ovvero la barra superiore della pagina che fornisce un accesso immediato a tutti i siti del Gruppo, una maggiore coerenza comunicativa e riconoscibilità del brand tra siti corporate e di business.

Acea rinnova il sito web e lancia il nuovo ecosistema digitale
Nuovo sito Acea (Acea).

L’elenco dei siti web del nuovo ecosistema digitale di Acea

Qui di seguito i siti web che fanno parte del nuovo ecosistema digitale di Acea:

Accordo tra Unicredit e Confindustria Moda per rafforzare la competitività di tessile e moda

È stato stipulato un accordo tra Unicredit e Confindustria Moda al fine di supportare le imprese della filiera tessile e moda nella digitalizzazione e nella transizione sostenibile, mirata a ridurre l’impatto ambientale con processi produttivi sempre più green. Confindustria Moda è una delle più grandi organizzazioni mondiali di rappresentanza del settore del tessile e moda del mondo occidentale che, con circa 400 mila addetti e oltre 38.500 aziende, costituisce una componente fondamentale del tessuto economico e manifatturiero italiano. Il comparto, con un fatturato di 59,8 miliardi di euro, un export di oltre 37 miliardi di euro ed un saldo commerciale di oltre 11 miliardi di euro nel 2024, si conferma il secondo settore manifatturiero del nostro Paese.

La banca si impegna ad accompagnare la filiera nei processi di transizione Esg

Unicredit ha messo a disposizione delle aziende del settore moda un plafond dedicato di 1 miliardo di euro per favorirne gli investimenti in innovazione e sostenibilità. In particolare, si impegna ad accompagnare le imprese nei processi di transizione Esg partendo da uno score gratuito, fornito da Cerved rating agency su piattaforma Open-es, finalizzato a fornire soluzioni finanziarie volte ad incentivare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. La banca e Confindustria Moda intendono collaborare per sviluppare possibili iniziative e progetti volti a rafforzare la competitività della filiera e consolidare il rapporto, al fine di garantire un dialogo diretto e tempestivo con le imprese, anche attraverso l’organizzazione di incontri di approfondimento e percorsi formativi, come la Banking academy di Unicredit, per accrescere la cultura finanziaria e aumentare le competenze delle aziende del comparto.

Taricani: «Così aiutiamo le aziende a crescere sul territorio»

Queste le dichiarazioni di Remo Taricani, deputy head of Italy di Unicredit: «La moda è un settore guidato dai grandi brand, fondato su una rete di piccole e medie imprese ricca di know-how che merita attenzione e supporto. Noi, banca paneuropea ma con un modello fortemente territoriale, affianchiamo le aziende del settore con soluzioni dedicate. L’accordo con Confindustria Moda rappresenta un passo concreto per rafforzare la nostra collaborazione e aiutare le imprese della filiera a svilupparsi e crescere sul territorio».

Sburlati: «Si consolida il legame tra imprese e sistema creditizio»

Gli ha fatto eco Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda: «Con questo protocollo d’intesa rafforziamo il nostro impegno a supportare la filiera tessile e moda nel percorso verso sostenibilità, innovazione e digitalizzazione. È un passo importante per consolidare il legame tra imprese e sistema creditizio, creando nuove opportunità di crescita e valorizzazione per uno dei settori più strategici dell’economia italiana. Unire le migliori forze del Paese è ancor più necessario in un momento ricco di sfide articolate, che ci porteranno verso un nuovo scenario della nostra industry».

Eni Award 2025, premiati i migliori ricercatori in energia e ambiente

Si è svolta mercoledì 8 ottobre 2025, al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di premiazione degli Eni Award alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio di amministrazione di Eni Giuseppe Zafarana e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, la cerimonia di premiazione degli Eni Award. Giunto alla sua 17esima edizione, il premio è considerato un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente e testimonia l’importanza che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica hanno per il Gruppo e il suo impegno a favorire la sostenibilità e l’accesso all’energia, in accordo con i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. Dalla sua istituzione nel 2008, le candidature sono state più di 11 mila. La commissione scientifica, che valuta le ricerche presentate, è composta da scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale e negli anni ha visto la partecipazione di sei Premi Nobel.

Eni Award 2025, premiati i migliori ricercatori in energia e ambiente
Mattarella, Zafarana e Descalzi (Eni).

I vincitori dei premi principali

Il premio Transizione energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato a Jeff Dahn della Dalhousie University (Canada) per i suoi studi innovativi nello stoccaggio energetico, che hanno portato allo sviluppo di batterie agli ioni di litio e di sodio progettate con l’obiettivo di raggiungere una vita utile superiore ai 50 anni, utilizzando materiali sostenibili e ad alta densità energetica. Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche sulle fonti rinnovabili e sullo stoccaggio dell’energia, è stato assegnato al professor Lydéric Bocquet dell’école Normale supérieure (Francia) per i suoi contributi nello sviluppo di una tecnologia rivoluzionaria per rendere efficace la raccolta dell’energia osmotica, fonte rinnovabile che si ricava dalla differenza di salinità tra acqua di mare e acqua dolce. Il premio Soluzioni ambientali avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a Philippe Ciais del Laboratoire des sciences du climat et de l’environnement (Francia) per i suoi contributi fondamentali alla quantificazione, comprensione e previsione dell’assorbimento di carbonio da parte degli ecosistemi terrestri su scala globale, regionale e locale, con profondi risvolti nella definizione di strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici.

I vincitori dei premi Giovane ricercatore dell’anno e Giovani talenti dall’Africa

Il premio Giovane ricercatore dell’anno, rivolto a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, è andato a Maria Basso (Università degli studi di Padova) e Virginia Venezia (Università degli studi di Napoli Federico II). La prima, nella sua tesi, ha studiato dei materiali chiave per affrontare le sfide globali, legate al consumo energetico e alla scarsità d’acqua, usando un approccio a basso impatto ambientale. La seconda ha contribuito a sviluppare strategie innovative per la valorizzazione di biomasse di scarto in materiali multifunzionali. La sezione Giovani talenti dall’Africa ha conferito i premi ad Asengo Gerardin Mabia dell’Institut national polytechnique Félix Houphouët-Boigny (Costa d’Avorio) e a Shimaa Farag dell’American University in Cairo (Egitto). La ricerca del primo si concentra sulla valorizzazione dei rifiuti agricoli e agroindustriali in Costa d’Avorio, mentre quella della seconda mira a fornire una soluzione innovativa, ecologica ed economica per il trattamento delle acque reflue in Egitto. I dottorandi vincitori hanno ricevuto un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza.

Eni Award 2025, premiati i migliori ricercatori in energia e ambiente
Asengo Gerardin Mabia (Eni).

I vincitori della menzione speciale Eni Joule for entrepreneurship

Anche quest’anno Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’impresa, ha assegnato la menzione speciale Eni Joule for entrepreneurship destinata a team, spin off universitari e startup volta a favorire l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie promuovendo al contempo la creazione di un ecosistema dell’innovazione sostenibile. Le tre startup che si sono particolarmente distinte sono:

  • Exe Engineering for environment, che ha sviluppato una soluzione brevettata hardware e software con l’obiettivo di automatizzare e ottimizzare la captazione di biogas da discariche;
  • Koalisation società benefit, che opera nel settore della carbon finance implementando progetti ad alto impatto basati sullo sviluppo sociale delle comunità indigene e sulla rigenerazione degli ecosistemi ambientali;
  • Eoliann società benefit, che ha sviluppato una piattaforma basata su algoritmi predittivi per la quantificazione dei rischi fisici legati al cambiamento climatico (es. alluvioni, siccità, ondate di calore) per supportare strategie di resilienza data driven.

Attualmente sono aperti i bandi per l’edizione 2026 di Eni Award.