Stellantis ha annunciato un maxi piano di investimenti da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti per i prossimi quattro anni, il più ingente nella storia del gruppo sul mercato americano. L’obiettivo è aumentare del 50 per cento la produzione nazionale entro il 2029, consolidando la presenza in un’area considerata strategica per la redditività complessiva.
Cosa prevede il piano di Stellantis negli Usa
Il piano prevede cinque nuovi modelli, 19 aggiornamenti di prodotto e oltre 5 mila nuovi posti di lavoro in quattro Stati: Illinois, Ohio, Michigan e Indiana. A Belvidere verrà riaperto lo stabilimento per produrre le Jeep Cherokee e Compass, mentre a Toledo sarà assemblato un nuovo pick-up di medie dimensioni. In Michigan nascerà un SUV di grandi dimensioni e a Kokomo inizierà la produzione del nuovo motore a quattro cilindri GMET4 EVO. Secondo il ceo Antonio Filosa, l’investimento rappresenta «un passo decisivo per rafforzare gli impianti statunitensi e garantire libertà di scelta ai clienti».
Cosa possono aspettarsi gli azionisti
Sui mercati la reazione è stata prudente: il titolo Stellantis martedì ha perso quasi il 5 per cento dopo il taglio dell’outlook da parte di Moody’s. Gli analisti stimano che l’impatto del piano si vedrà nel medio periodo, con possibili pressioni sui margini nel breve termine ma potenziali benefici sul lungo periodo. Se il gruppo riuscirà a consolidare le quote negli Stati Uniti, il maxi investimento potrebbe diventare un volano di crescita e redditività per il ciclo 2026-2030. Nel breve termine, quindi, il titolo potrebbe restare volatile per via dell’impatto finanziario del maxi piano, ma nel lungo periodo l’espansione produttiva negli Stati Uniti viene vista come un possibile catalizzatore di crescita e di valore per gli azionisti.
