Nuove accuse per l’ex principe Andrea: «Massaggi a spese dei contribuenti»

Nuove accuse contro l’ex principe Andrea, arrestato e poi rilasciato con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio. Alcuni ex alti funzionari britannici hanno dichiarato alla Bbc che l’uomo addebitava regolarmente ai contribuenti del Regno Unito spese personali per «massaggi» e costi di viaggio «eccessivi» durante il suo mandato come inviato speciale per il Commercio nel periodo dal 2001 al 2011.

Una fonte: «I vertici del ministero mi scavalcarono e il conto fu saldato con soldi pubblici»

Un ex dipendente del ministero del Commercio, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha rivelato all’emittente pubblica di essersi opposto a suo tempo alla richiesta di rimborso per «servizi di massaggio» presentata da Andrea dopo una missione in Medio Oriente, ritenendola inappropriata. «Dissi chiaramente che non dovevamo pagare, ma i vertici del ministero mi scavalcarono e il conto fu saldato comunque con soldi pubblici», ha rivelato la fonte. Il ministero chiamato in causa non ha smentito le accuse, limitandosi a rimandare all’inchiesta di polizia in corso.

La giravolta di Salvini sul caso del pusher ucciso a Rogoredo

Rispondendo a una domanda su Carmelo Conturrino, ovvero il poliziotto arrestato per omicidio volontario dello spacciatore Abderrahim Mansouri ucciso a Rogoredo, pur ribadendo di avere «rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine» Matteo Salvini ha affermato che, «se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa».

Salvini aveva difeso Cinturrino «senza se e senza ma»

Eppure, come sottolineato da più parti, la sera dell’uccisione di Mansouri – avvenuta il 26 gennaio – a Salvini erano bastati 37 minuti per affermare sui social: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».

Il 29 gennaio, Salvini aveva definito «ingeneroso» indagare per omicidio volontario un agente che ha difeso se stesso la sua vita e i suoi colleghi da un pregiudicato», puntando il dito contro la sinistra che stava «facendo politica sulla pelle di un poliziotto».

Il 30 gennaio, Salvini aveva poi scritto sui social: «Io sto col poliziotto. La Lega lancia una nuova campagna di raccolta firme per sostenere chi ogni giorno difende la nostra sicurezza». E poi: «Solidarietà all’agente di Polizia indagato che, durante un controllo antidroga a Milano, ha fatto il proprio dovere difendendosi. Giù le mani dalle Forze dell’Ordine!».

Lo sparo e la messinscena: perché l’agente è stato arrestato

Secondo quanto emerso dalle indagini – scattate come «atto dovuto» – Cinturrino avrebbe colpito Mansouri e poi, dopo aver ordinato a un collega di andare al commissariato a prendere uno zaino, avrebbe lasciato accanto al corpo dello spacciatore la replica giocattolo di una pistola Beretta 92 che teneva in ufficio, organizzando la messinscena dell’arma puntata contro di lui e, dunque, della legittima difesa. In tutto questo, mentre la vittima era a terra agonizzante, Cinturrino non avrebbe chiamato subito i soccorsi, ritardando la telefonata di oltre 20 minuti.

L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno

Chi ha detto che il cosiddetto campo largo è morto e sepolto? Con la sua infinita pazienza, Goffredo Bettini, la «mente storica della sinistra italiana», quello che viene definito anche come «l’ultimo ideologo del vecchio Pci», mette un’altra volta insieme, a un tavolo, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, per parlare di politica. L’occasione è unica: nella serata di lunedì 23 febbraio, a Roma, viene organizzato un aperitivo per la nuova Rinascita, la storica rivista fondata da Palmiro Togliatti e che ha ora per dominus lo stesso Bettini e il sostanziale aiuto di Andrea Orlando, ex ministro del Lavoro. Tutto andrà in scena a Testaccio, in un locale di via Libetta: ci sarà molto lavoro per i vigili urbani, che saranno impegnati fino a tarda sera per evitare l’ingorgo di auto blu. Nel comitato scientifico della rivista ci sono Mario Turco, il tarantino fedelissimo di Conte e che dei pentastellati è vicepresidente, l’ex direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio, in compagnia di Enzo Amendola, Miguel Gotor, Pietro Bartolo, Rosa Calipari, Giacomo Marramao, gli ex ambasciatori Giorgio Starace e Michelangelo Pipan, Tosca (sì, la cantante). Nel comitato di direzione della rivista ecco Enrico Rossi, Enrico Gasbarra, Roberto Morassut, Michele Meta, Daniele Marantelli, Livia Turco, Massimiliano Smeriglio e Massimo Zedda. Inevitabilmente si discuterà di Ucraina, con Bettini pronto a parlare di pace immediata e fine delle ostilità, trovando sul tema un alleato di ferro come Conte, con il classico “no alla guerra”: ma non ditelo a Carlo Calenda

L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
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L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno

Lucio non Presta l’altra guancia

Forse è l’unico che può rompere le uova al Festival di Sanremo: Lucio Presta, uno dei protagonisti del mercato delle star televisive, con il suo libro L’uragano soffia sul fuoco. E il Corriere della Sera offre molto spazio all’agente che se la prende con Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli, Amadeus, Maria De Filippi, la Rai. L’unico che viene graziato è Urbano Cairo, che oltre a essere editore del Corsera è proprietario di La7, e guarda caso tutte le stelle del piccolo schermo che vengono citate lavorano con le reti concorrenti. A proposito, dagli uffici romani della televisione di Urbanetto ricordano che è ancora vacante il posto di amministratore delegato, lasciato vuoto con la prematura morte di Marco Ghigliani. E qualcuno vaticina un futuro manageriale per Presta, alla guida di una tivù privata…

L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
Lucio Presta (Imagoeconomica).

Belloni sulla neve, al Cimone, e una villa…

Ora si parla di appalti, su Domani, ma sì, qualche giorno fa quella signora sugli sci era proprio Elisabetta Belloni, la (ex) candidata grillina alla presidenza della Repubblica, l’ex dirigente dei Servizi segreti, al vertice del Dis, l’ex consigliera personale di Ursula von der Leyen all’Unione europea. È andata sul monte Cimone, «in quanto la mamma Lea era sestolese doc, che sposò l’ingegner Giorgio Belloni e si trasferì nella Capitale», hanno sottolineato le gazzette locali. Una giornata sulla neve, spinta da Luciano Magnani, presidente del Consorzio Cimone. Con Magnani pronto a dire a Il Resto del Carlino che la presenza belloniana è «un onore e un incentivo a proseguire il nostro impegno nel migliorarci continuamente nell’impiantistica e nelle iniziative promozionali», con un “autogossip” della stessa Belloni, con la decisione di restaurare la villa di Sestola lasciata dalla madre a lei e alla sorella, oltre che per un valore affettivo anche per l’aumentata attrattività turistica della zona. E Domani parla proprio di 331 mila euro per i lavori di sicurezza di una villa

L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
Elisabetta Belloni (Imagoeconomica).

Le case popolari occupate? Ai poliziotti

Per qualcuno è un incentivo, per altri si tratta comunque di una motivazione per impegnare i poliziotti negli sgomberi, fatto sta che l’iniziativa non cadrà nel vuoto: le unità immobiliari dell’Ater di Roma, ossia le case popolari, se liberate dall’occupazione abusiva e ancora in attesa di un’assegnazione saranno destinate alle forze dell’ordine. L’accordo è ufficiale, scritto nero su bianco, tra il ministero dell’Interno e la Regione Lazio. L’intesa tra il ministro Matteo Piantedosi e il governatore regionale Francesco Rocca dovrebbe anche riuscire a risolvere la cronica assenza di appartamenti a Roma per le forze dell’ordine. Però ad alcuni giuristi tutto questo non piace, dato che «è come arrestare gli autori di un furto e poi, se nessuno reclama il denaro o i gioielli ritrovati, autorizzare la divisione del bottino tra coloro che hanno compiuto l’arresto». Per ora nel governo qualcuno si limita a commentare che «sarà grande festa quest’anno per la liberazione. Sì, delle case occupate».

L’ennesimo zampino di Bettini tra Schlein e Conte e le altre pillole del giorno
Matteo Piantedosi e Francesco Rocca (foto Imagoeconomica).

Sanremo al via. Il blitz di Fiorello: “Vi auguro tante polemiche”. Conti si commuove ricor…

AGI - "Pop, rock, rap, ballad, ritmi diversi: un mix fondamentale per raccontare la musica italiana di oggi. Rispetto all'anno scorso, a Sanremo penso ci siano ancora più varietà e freschezza, e ogni esibizione e' studiata come uno spettacolo a se', per un'edizione del Festival che dedichiamo con grande affetto al nostro 'maestro', Pippo Baudo". Cosi' Carlo Conti sintetizza la 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana che sara' in onda da martedi' 24 a sabato 28 febbraio in prima serata su Rai 1, Rai Radio2, RaiPlay e Rai 4K.

Conti sarà affiancato per tutte le cinque serate da Laura Pausini, mentre di giorno in giorno si affiancheranno anche alcuni co-conduttori: Can Yaman, martedì; Pilar Fogliati, Achille Lauro, Lillo, mercoledì; Irina Shayk, giovedì; Bianca Balti venerdì; Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, sabato. Nella seconda e nella terza serata ci sarà anche Gianluca Gazzoli per presentare la gara dei Giovani.
Tutte le sere, poi collegamenti in diretta con la Costa Toscana e Max Pezzali che, nel primo appuntamento sarà accompagnato da Olly, vincitore del Festival 2025.
Non mancheranno i super ospiti, come Tiziano Ferro, nella prima serata, Eros Ramazzotti ed Alicia Keys, Virginia Raffaele e Fabio De Luigi nella terza, Andrea Bocelli nella Serata Finale.
Tre, infine, i Premi alla Carriera: Caterina Caselli, Mogol e Fausto Leali. 

Al centro della manifestazione, la musica e i cantanti in gara con i 30 Campioni che interpreteranno ognuno una canzone scelta in accordo con il Direttore Artistico e con Rai: Arisa, Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D'Amico, Ditonellapiaga, Eddie Brock, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Fedez & Masini, Francesco Renga, Fulminacci, J-Ax, LDA e AKA7even, Leo Gassmann, Levante, Luche', Malika Ayane, Mara Sattei, Maria Antonietta & Colombre, Michele Bravi, Nayt, Patty Pravo, Raf, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Sayf, Serena Brancale, Tommaso Paradiso, Tredici Pietro.
Sanremo sarà' anche un momento importante per i 4 artisti selezionati attraverso Sanremo Giovani 2025 e Area Sanremo, che parteciperanno nella sezione Giovani con la canzone che gli ha assicurato un posto all'Ariston: Angelica Bove ("Mattone"), Nicolo' Filippucci ("Laguna"), il trio Blind, El Ma & Soniko ("Nei miei DM") e Mazzariello ("Manifestazione d'amore"). Il vincitore della sezione Nuove proposte sarà decretato nella terza serata del festival.
Tutti i cantanti saranno accompagnati dall'Orchestra del Festival, diretta da Pinuccio Pirazzoli, composta come sempre da musicisti professionisti, in parte scelti dalla Rai e in parte messi a disposizione dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, e dai vocalist. 

Il ricordo di Baudo e la commozione di Carlo Conti

 "È toccato a me fare il primo festival senza Pippo Baudo. Per questo è doveroso dedicarlo a lui, ho voluto intitolargli anche il mio camerino". Carlo Conti per un attimo abbandona il suo tradizionale ablomb si commuove durante conferenza stampa si presentazione del Festival ricordando uno dei padri della tv italiana che ha condotto ben 13 edizioni di Sanremo. Mi commuovo, è l'età, siamo esseri umani...". Poi torna sull'incontro con Mattarella al Quirinale. "La più grande soddisfazione è stato l'incontro con il presidente della Repubblica, il momento forse più importante della mia carriera".

Le pressioni su Pucci? Fantascienza pura

"Fantascienza pura". Carlo Conti torna a ribadire di non aver ricevuto alcuna pressione sul caso Pucci il comico prima invitato a Sanremo e poi autore di una clamorosa retromarcia che ha innescato uno scontro politico. "Non pensavo che Pucci suscitasse tutte queste polemiche, è stato ospite in miliardi di trasmissioni e ha fatto tantissimi spettacoli. Sono andato a vedere il suo spettacolo teatrale e - sottolinea il direttore artistico del Festival - non ci ho trovato niente di scandaloso. Mi dispiace umanamente e professionalmente per lui ma lo capisco perché siamo stati tutti testimoni di quel che è successo su quel palco a Crozza, un grande fuoriclasse.

Il blitz di Fiorello: "Vi auguro tante polemiche"

"Ciao a tutti, mi mancate... Vi auguro tante polemiche". Fiorello irrompe nella conferenza stampa di presentazione del festival di Sanremo, all'Ariston, in video chiamata con il direttore di Rai Radio 2, Giovanni Alibrandi. Poi incalza Carlo Conti: "Se lunedì non hai impegni sarai il co conduttore di 'La Pennicanza'. Chi la fa l'aspetti, sono 10 giorni che chiami la gente a sua insaputa...". "Da casa a Firenze accetto volentieri", ribatte il direttore artistico del Festival.

Meloni: "Io al Festival? Fantasanremo"

 "Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore e' stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo e' un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo sapra' brillare senza ospiti immaginari. Perche' e' la piu' grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica". Cosi', in un post su X, la premier Giorgia Meloni. 

 

 

La città accoglie il Festival

Profumo di focaccia nei vicoli del centro tra il viavai di 'musicologi' con il pass stampa che sventola in bella vista. Una Sanremo blindata si prepara ad ospitare la 76esima edizione del Festival. Domani si alza il sipario. Dopo la sbornia olimpica (con il record di medaglie per gli azzurri) i riflettori si spostano su Sanremo che cedendo il passo ai Giochi ha posticipato all'ultima settimana di febbraio la partenza. I fuochi di artificio hanno accolto già ieri sera i primi arrivi da tutta Italia. Una pattuglia di giornalisti, turisti e curiosi sbarcata nella città ligure.

Cacciatori di autografi

Chi in aereo (via Genova o anche via Nizza) e chi in treno. Intanto già da questa mattina piccoli gruppetti di 'cacciatori di autografi' marciano tra l'Ariston e gli alberghi nella speranza di intercettare le star in gara. Amplificatori in strada, furgoni per le dirette televisive e ambulanze. Il tutto mentre per i residenti inizia un 'normale' lunedì. Tra disagi e sorrisi dei commercianti. Mamme con il passeggino e alunni con lo zaino si affrettano per non perdere il suono della campanella. Si intrufolano tra la rete di metal detector che circonda il centro.

Il traffico è deviato. "Come usciamo stasera? La città è bloccata", dice Efisia che lavora in un negozio di prodotti tipici della Liguria. Abita a Castellaro, sulle colline, a circa 13 chilometri da Sanremo. "Non posso venire al lavoro in auto. Mi sposto in bus ma è un grande disagio". I varchi circondano la cosiddetta zona rossa (piazza Colombo, teatro Ariston, via Matteotti, via Mameli e piazza Borea D'Olmo) costantemente vigilata da forze dell'ordine e dagli steward.

Per gestire la folla è stato creato un canale pedonale continuo tra piazza Colombo e il Palafiori, supportato da navette. Il festival come una calamita monopolizza la vita della città. Con qualche eccezione. Una famiglia francese si guarda intorno stupita dopo aver fatto scorta di olio ligure. Il Festival? "Non siamo qui per quello ma vogliamo visitare solo la città e la Liguria".

 

Record di abbonati per il britannico Spectator: una lezione per l’Italia?

Il depresso mondo dell’editoria, tra il fantastiliardario Jeff Bezos che licenzia centinaia di giornalisti al Washington Post, e John Elkann che mette in vendita Repubblica e tutto il gruppo Gedi, non è solo una geremiade di copie in calo e un declino inarrestabile. Dalla Gran Bretagna arriva una notizia: lo Spectator, periodico di riferimento dell’area Tory e dell’alta borghesia intellettuale, ha toccato il numero più alto di sempre di abbonati. E non è un record qualsiasi perché la rivista è il settimanale più antico del mondo: da quasi 200 anni infatti esce puntualmente ogni settimana.

Record di abbonati per il britannico Spectator: una lezione per l’Italia?
John Elkann (Ansa).

In 10 anni gli abbonamenti sono passati da 40 mila a 120 mila

L’autorevole testata, famosa per le sue copertine di vignette, solo pezzi di analisi e commenti senza foto o immagini, veleggia poco sotto i 120 mila abbonati, mentre 10 anni fa languiva attorno alle 40 mila copie. Sono numeri da far invidia a un quotidiano, in un Paese come l’Italia dove il Corriere della Sera è l’unico giornale sopra le 100 mila copie (secondo i dati ADS dello scorso dicembre) e dove peraltro ancora una grossa fetta di abbonati è su carta. Oltremanica la cadenza ogni sette giorni piace perché, in un mondo dove tutto passa per lo schermo del telefonino, il lettore sente il bisogno di sfrondare e capire la realtà. E sfogliare la carta aiuta.

La scommessa dell’editore

Il record, mentre gli altri settimanali inglesi sono fermi o in calo (l’Economist, la cui prima azionista è ancora la Exor di Elkann, è stabile attorno alle 160 mila copie in abbonamento) arriva peraltro dopo una fase di forte incertezza: negli ultimi anni, lo Spectator era stato di proprietà dei gemelli Barclay, tra gli uomini più ricchi d’Inghilterra, che detenevano anche il quotidiano Daily Telegraph, anch’esso voce, ma più popolare, del mondo conservatore. Ma la famiglia Barclay è finita travolta dai debiti e da litigi interni, il gruppo è stato pignorato dalle banche, e i giornali sono stati messi in vendita per fare cassa. Lo Spectator è così finito in mano alla finanziere d’assalto Sir Paul Roderick Clucas Marshall. Sembrava una mossa azzardata, tanto più perché il nuovo editore aveva scelto come direttore un uomo senza esperienza di carta stampata: l’ex deputato Tory Michael Gove (un po’ come quando l’ex premier Matteo Renzi divenne direttore del Riformista). Ma, contro ogni aspettativa, Gove ha dato una sterzata al settimanale, su una posizione di feroce critica all’attuale governo laburista, portandolo a livelli mai visti, cosa che conferma una verità fondamentale del mondo dell’editoria: il giornale d’opposizione premia sempre.

Record di abbonati per il britannico Spectator: una lezione per l’Italia?
Michael Gove (Ansa).

La rivincita del settimanale

Dati per morti, perché dinosauri fuori tempo nel mondo dell’informazione in tempo reale e dei social media, i settimanali hanno invece ancora un futuro e il caso dello Spectator indica la via: giornalismo di qualità, firme, cura estrema degli articoli e della scrittura, argomenti mai banali e senza paura di andare contro-corrente. I giornali italiani dovrebbero prendere nota.

Nasce il nuovo governo in Olanda: chi è Rob Jetten, premier più giovane di sempre

Al via il nuovo governo in Olanda. L’esecutivo di minoranza formato dai progressisti del D66, dai liberali del Vvd e dai cristiano-democratici del Cda ha giurato davanti al re, aprendo una nuova fase politica. A guidarla è Rob Jetten, il più giovane primo ministro nella storia olandese. Il leader del D66, classe 1987, europeista e paladino dei diritti civili, aveva ottenuto una vittoria a sorpresa alle elezioni del 22 ottobre, superando l’ultradestra di Geert Wilders.

È stato ministro del Clima e dell’energia nel quarto governo Rutte

Nasce il nuovo governo in Olanda: chi è Rob Jetten, premier più giovane di sempre
Rob Jetten (Ansa).

Nato il 25 marzo 1987 a Veghel, nel Brabante Settentrionale, Jetten ha studiato presso l’Università Radboud di Nimega, ottenendo un bachelor of arts e poi un master of arts in Pubblica amministrazione. Tra il 2008 e il 2009 è stato presidente nazionale dei Giovani democratici, organizzazione giovanile del D66, mentre nel 2010 è stato eletto come membro del consiglio comunale di Nimega, rimanendo in carica fino al 2017 in qualità anche di capogruppo del partito. Durante le elezioni legislative del 2017 è stato eletto alla Tweede Kamer nelle file del D66 e nel 2018 è stato nominato capogruppo alla seconda camera del parlamento, diventando il più giovane a ricoprire tale carica. Come membro del parlamento è stato tra i principali fautori della legge sul clima tanto da essere stato soprannominato “klimaatdrammer”. Nel 2022 è entrato a far parte del quarto governo Rutte come ministro senza portafoglio del Clima e dell’energia. L’anno successivo è diventato leader dei Democratici 66 succedendo a Sigrid Kaag. Nel 2024 è subentrato a quest’ultimo come ministro delle Finanze (rimanendo in carica per pochi giorni).

L’Italia candida Martina alla guida della Fao

Il governo italiano ha deciso di candidare Maurizio Martina alla guida della Fao, cioè l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, che dal 1951 ha peraltro sede a Roma. Lo hanno annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, durante un punto stampa congiunto a Bruxelles: «Presenteremo la candidatura oggi al Consiglio Agrifish. Ci saranno probabilmente altre candidature europee, noi chiederemo una posizione unitaria dell’Europa rispetto ad altre posizioni, altrettanto autorevoli di altri esponenti a livello mondiale, ma crediamo che Martina abbia ben rappresentato l’Italia».

L’attuale direttore generale è Qu Dongyu

L’attuale direttore generale della Fao è il cinese Qu Dongyu, in carica dal 2019. Prima di lui hanno ricoperto l’incarico, a ritroso, il brasiliano José Graziano da Silva (2012-2019), il senegalese Jacques Diouf (1994-2011), il libanese Edouard Saouma (1976-1993), l’olandese Addeke Hendrik Boerma (1968-1975), l’indiano Binay Ranjan Sen (1956-1967), il britannico Herbert Broadley (1956), gli statunitensi Philip Cardon (1954-1956) e Norris Dodd (1948-1953) e il britannico John Boyd Orr (1945-1948).

L’Italia candida Martina alla guida della Fao
Maurizio Martina (Imagoeconomica).

Martina è entrato a far parte della Fao nel 2021

Martina è entrato a far parte della Fao nel 2021, inizialmente come consigliere speciale di Qu e vicedirettore generale aggiunto. Nel 2023 è stato scelto come vicedirettore generale in sostituzione di Laurent Thomas. Membro del Partito democratico, di cui nel 2018 è stato anche segretario reggente a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi dopo le elezioni politiche, è stato per quattro anni – 2014/2018 – ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali (nei governi Renzi e Gentiloni).

Malattie rare: studi clinici e terapie innovative al Bambino Gesù

AGI - Circa 20.000 bambini presi in carico dall’Ospedale nell’ambito delle ERN, 2.800 nuovi casi solo nell’ultimo anno. Il 24 febbraio, in vista della Giornata Mondiale del 28, un convegno online insieme a Orphanet e OMaR

Chirurgia dei difetti congeniti, trapianti d’organo e di cellule, impiego di protesi e dispositivi innovativi, stimolazioni neurologiche e programmi di neuroriabilitazione avanzata, terapie dietetiche per le malattie metaboliche, nuove molecole, anticorpi monoclonali, immunoterapie, terapie avanzate (geniche e cellulari) e tecniche di editing genetico. Nel contesto delle Reti di Riferimento Europee (ERN) che coinvolgono l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono molteplici le innovazioni terapeutiche e le sperimentazioni dedicate alle malattie rare. Oggi il 35% delle sperimentazioni cliniche farmacologiche in Italia riguarda questo ambito e l’EMA ha autorizzato oltre 200 farmaci orfani.

Il ruolo del Bambino Gesù e gli eventi in programma

Il Bambino Gesù è il primo centro pediatrico in Europa per numero di affiliazioni alle ERN, con accreditamenti in 20 delle 24 reti attualmente attive. Complessivamente, i pazienti con malattia rara seguiti dall’Ospedale nell’ambito delle ERN sono circa 20.000. Martedì 24 febbraio si svolgerà il convegno onlineTerapie innovative nelle ERN dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, organizzato dall’Ospedale insieme a OMaR - Osservatorio Malattie Rare, con la collaborazione di Orphanet-Italia. Il 28 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale, presso l’Auditorium della sede di San Paolo Fuori le Mura si terrà un Open Day dedicato a bambini e adolescenti con epidermolisi bollosa e alle loro famiglie.

Le malattie rare

In tutto il mondo, 300 milioni di persone convivono con una malattia rara. Di queste, il 6% è senza diagnosi, percentuale che può arrivare al 60% tra i pazienti pediatrici con disabilità intellettiva o sindromi complesse. In Italia, i malati rari sono circa 2 milioni, oltre 100.000 dei quali ancora senza una diagnosi.

Dal 2016 al Bambino Gesù è attivo l’Ambulatorio dedicato ai pazienti rari senza diagnosi, il primo in Italia nel suo genere, che integra l’esperienza clinica e la ricerca scientifica attraverso la collaborazione con una rete estesa di centri esperti, nazionali e internazionali. Dal 2014, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha identificato più di 100 nuovi geni malattia.

Il Bambino Gesù e le reti delle malattie rare

Le ERN (European Reference Networks) sono reti europee di centri clinici che hanno l’obiettivo di ottimizzare la diagnosi e le cure per le malattie rare e favorire la presa in carico di pazienti che richiedono trattamenti altamente specialistici spesso multidisciplinari. Il Bambino Gesù è il primo centro pediatrico in Europa per numero di affiliazioni alle ERN dei 28 Paesi europei, con accreditamenti in 20 delle 24 reti attive. Oggi queste reti coinvolgono 1606 Centri localizzati presso 375 ospedali, il 20% dei quali ha sede in Italia. Complessivamente, i pazienti con malattia rara seguiti dall’Ospedale nell’ambito delle ERN sono circa 20.000, di cui circa 2.800 presi in carico per la prima volta nel 2024.

«Le Reti di Riferimento Europee sono un acceleratore fondamentale per la presa in carico e la ricerca sulle malattie rare e l’Italia si conferma tra i Paesi più avanzati nello sviluppo di farmaci orfani. La complessità di queste patologie rende spesso difficile individuare cure risolutive, ma i progressi della scienza stanno consentendo terapie sempre più personalizzate ed efficaci, capaci di migliorare in modo significativo la qualità di vita dei pazienti e modificare la storia naturale di molte malattie» spiega Bruno Dallapiccola, direttore scientifico emerito del Bambino Gesù.

A livello nazionale, l’Ospedale partecipa alla Rete Regionale delle Malattie Rare del Lazio, che comprende 21 istituti con centri dedicati alle patologie incluse nei LEA (921 gruppi/malattie rare). Attualmente, oltre 62.000 pazienti risultano iscritti nella rete regionale, di cui il 26% in età pediatrica. Nel 2025, sono stati seguiti dal Bambino Gesù oltre 18.000 pazienti inseriti nel Registro regionale del Lazio dedicato alle Malattie rare (SiMRal).

«L’adesione alle ERN ci permette di garantire ai bambini con malattie rare una presa in carico multidisciplinare e l’accesso alle terapie più innovative, anche nei casi più complessi. Accanto all’attività clinica e di ricerca, abbiamo avviato open day mensili dedicati alle diverse patologie rare, momenti di ascolto e condivisione pensati per accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso di cura» sottolinea Massimiliano Raponi, direttore sanitario dell’Ospedale.

La tavola rotonda insieme a Orphanet e OMaR

Il 24 febbraio, a partire dalle ore 10, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con Orphanet e OMaR - Osservatorio Malattie Rare, organizza un incontro virtuale dedicato alle ERN. Un momento di confronto e approfondimento che offrirà l’opportunità di conoscere da vicino l’attività di ricerca clinica, assistenza e innovazione di 13 delle 20 reti presenti presso l’Istituto.

Attraverso questi nodi della rete europea, il Bambino Gesù garantisce ai bambini con malattie rare l’accesso alle terapie più innovative, la possibilità – quando appropriato – di partecipare a sperimentazioni cliniche e ottenere una diagnosi accurata e precoce anche nei casi più complessi. Un impegno concreto che mette al centro il paziente e la sua famiglia, valorizzando la collaborazione europea come strumento di equità, qualità e futuro della cura.

All’incontro “Terapie innovative nelle ERN dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù” parteciperanno Bruno Dallapiccola, direttore scientifico emerito del Bambino Gesù, Massimiliano Raponi, direttore sanitario dell’Ospedale, Andrea Bartuli, responsabile dell’unità operativa complessa di Malattie rare e genetica medica (ERN BOND, ERN GENTURIS ed ERN ITHACA), Enrico Bertini, dell’unità di ricerca Malattie neuromuscolari (ERN EURO-NMD ed ERN-RND), Renato Cutrera, responsabile dell’unità operativa complessa di Pneumologia e fibrosi cistica (ERN LUNG), Fabrizio De Benedetti, responsabile dell’unità operativa complessa di Reumatologia (ERN RITA), Carlo Dionisi Vici, responsabile dell’unità operativa complessa di Malattie metaboliche ed epatologia (MetabERN), May El Hachem, responsabile dell’unità operativa complessa di Dermatologia (ERN SKIN e VASCERN), Franco Locatelli, responsabile del Centro Studi Clinici Oncoematologici e Terapie Cellulari (ERN EuroBloodNet ed ERN PaedCan) e Marina Vivarelli, responsabile dell’unità operativa complessa Trials (ERN ERKNet). Sarà possibile seguire la diretta dell’incontro su Zoom o sulla pagina Facebook di Osservatorio Malattie Rare, a partire dalle ore 10.

Il 28 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale delle malattie rare, presso l’Auditorium della sede di San Paolo Fuori le Mura, si terrà l’Open Day dedicato a bambini e adolescenti con epidermolisi bollosa e alle loro famiglie: un momento strutturato di informazione, ascolto e orientamento clinico, inserito in un percorso continuativo di presa in carico dei pazienti e delle famiglie, con il coinvolgimento delle associazioni. Si tratta del secondo appuntamento a cadenza mensile organizzato dall’Ospedale e da Orphanet dedicato alle malattie rare.

Perché Lagarde può ricevere somme dalla Bri nonostante il divieto per lo staff Bce

Secondo quanto riferisce il Financial times, alcuni dipendenti della Bce si sarebbero lamentati del fatto che la presidente Christine Lagarde riceva circa 140 mila euro all’anno come membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, nonostante il divieto della Banca centrale europea sui pagamenti da parte di terzi al proprio personale. Il quotidiano finanziario britannico ha ricordato che generalmente la Bri non divulga i pagamenti individuali ma, in una risposta scritta a due deputati europei, Lagarde ha rivelato di aver ricevuto 130.457 franchi svizzeri nel 2025, pari a circa 140 mila euro.

La presidente non è un membro del personale e non è dunque soggetta alle sue regole

La Banca centrale ha subito risposto che la presidente non è un membro del personale e quindi non è soggetta alle regole del personale, bensì a un codice di condotta dedicato ai funzionari di alto livello. Ha inoltre precisato che l’incarico di Lagarde nel consiglio di amministrazione della Bri comporta «responsabilità di governance e relativi rischi legali», in considerazione dei quali «riceve una remunerazione pagata dalla Bri». Fonti citate dal Financial times hanno dichiarato la presidente avrebbe seguito la prassi dei suoi predecessori Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, che avevano anch’essi richiesto l’indennità della Bri. Questi ultimi si sono rifiutati di commentare.

Conte sceglie sei vicepresidenti per il M5s: i nomi

Giuseppe Conte ha individuato i componenti della squadra di vicepresidenti – ben sei – che guiderà il Movimento 5 stelle, comunicandoli poi tramite social. Confermata con funzione vicaria Paola Taverna, insieme con Michele Gubitosa e Mario Turco: tutti e tre ricoprivano già tale incarico da ottobre 2021. A loro, «con deleghe specifiche, si aggiungeranno Vittoria Baldino, Ettore Licheri e Stefano Patuanelli», ha spiegato Conte. Fino a pochi mesi fa facevano parte dell’ufficio di presidenza uscente anche i deputati Chiara Appendino e Riccardo Ricciardi.

«Ora tocca a voi votare e decidere se siete d’accordo su questa squadra di vicepresidenti. Si voterà venerdì 27 febbraio, tutta la giornata», ha scritto poi Conte rivolgendosi agli iscritti pentastellati. Infine le proposte per la squadra dei coordinatori dei Comitati: Gianluca Perilli (Comitato nazionale progetti), Pasquale Tridico (Comitato per la formazione e l’aggiornamento), Laura Ferrara (Comitato per i rapporti europei e internazionali), Mariassunta “Susy” Matrisciano (Comitato per i rapporti territoriali).

Conte sceglie sei vicepresidenti per il M5s: i nomi
Conte sceglie sei vicepresidenti per il M5s: i nomi
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