Addio a Vittorio Messori, ‘cronista della fede’

AGI - È morto, nella sua abitazione di Desenzano del Garda, Vittorio Messori. La notizia è stata confermata da fonti vicine alla sua famiglia. Lo scrittore e giornalista, avrebbe compiuto 85 anni il 16 aprile, è morto ieri sera, Venerdì Santo.

Una morte dal forte valore simbolico

La morte di Vittorio Messori, sembra racchiudere in sé un simbolo potente, quasi una sintesi della sua intera esistenza: quella di un uomo che ha dedicato la vita a raccontare, indagare e difendere il mistero cristiano con gli strumenti del giornalismo. Aveva 84 anni ed è morto dopo una lunga malattia: fatale un attacco cardiaco, nonostante convivesse da anni con un pacemaker.

Il “cronista della fede”

Messori non è stato soltanto uno scrittore di successo, ma una figura unica nel panorama culturale italiano: un "cronista della fede", capace di applicare il metodo dell'inchiesta - fatto di documentazione, verifica e rigore - alle domande più profonde del cristianesimo.

Il suo libro più celebre, "Ipotesi su Gesù", pubblicato nel 1976, è diventato un vero best seller internazionale (oltre un milione di copie vendute in Italia), tradotto in 20 lingue e capace di riportare il dibattito su Cristo al centro della cultura contemporanea. In quelle pagine, Messori affrontava la figura di Gesù non con devozione sentimentale, ma con l'approccio critico del giornalista, giungendo a una conclusione netta: la fede può essere anche ragionevole.

I libri e gli incontri decisivi

Ugualmente importante e di successo il successivo suo libro "Ipotesi su Maria". La sua carriera è stata segnata da incontri straordinari. Fu infatti il primo laico a intervistare un Papa, Giovanni Paolo II, dando vita al libro-intervista "Varcare la soglia della speranza".

Ma già prima aveva dialogato a lungo con il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto dell'ex Sant'Uffizio, nel celebre "Rapporto sulla fede". Due opere che hanno segnato un'epoca e contribuito a definire un nuovo modo di comunicare il pensiero della Chiesa.

Episodi tra fede e mistero

Accanto al rigore intellettuale, la vita di Messori è attraversata da episodi che sembrano sfiorare il mistero, a partire da una misteriosa telefonata ricevuta da ragazzo e che dopo aver fatto tante congetture finì per attribuire all'aldilà. 

Dalla conversione alla fede

Nato in una famiglia anticlericale a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, Messori da ateo si convertì al cattolicesimo dopo la lettura dei Vangeli.

L’episodio dei Murazzi di Torino

Da giovane giornalista, in un momento di profonda tristezza, si ritrovò a camminare lungo i Murazzi di Torino, osservando le acque del Po. Un anziano lo avvicinò, temendo un gesto estremo, e lo dissuase con parole semplici ma profonde, invitandolo poi a casa per un te'.

Quando, tempo dopo, Messori tornò a cercarlo per ringraziarlo, scopri' che quell'abitazione era disabitata da anni. Un episodio che egli stesso avrebbe ricordato come una sorta di "segno", coerente con la sua visione di una realtà in cui il visibile e l'invisibile si sfiorano.

Gli ultimi anni

Negli ultimi anni, Messori aveva continuato a riflettere pubblicamente sui temi che gli erano più cari, soprattutto nella pagina Vivaio tenuta per anni su Avvenire, il quotidiano della Cei. In particolare, ha spesso ribadito la centralità della figura di Maria, dichiarando a Stefano Lorenzetto in un'intervista al Corriere, che la sua presenza lo accompagnava ogni giorno e che sarebbe stata lei ad accoglierlo dopo la morte.

Allo stesso modo, ha molto insistito sul significato del cristianesimo come accettazione di un Dio che si dona fino al sacrificio, soprattutto nel mistero del Giovedì e del Venerdì Santo. Per lui, non c'era spazio per visioni alternative come la reincarnazione: la verità ultima era l'amore di Dio.

Fino alla fine, Messori ha difeso con convinzione la storicità dei Vangeli e l'esistenza reale di Gesù, considerandola non solo una verità di fede, ma anche una conclusione sostenibile sul piano storico.

L’eredità culturale e spirituale

In questo senso, il suo lavoro può essere visto come un ponte tra fede e ragione, tra teologia e giornalismo, tra spiritualità e cultura.

La sua eredità è quella di un uomo che ha cercato di rendere la fede comprensibile senza banalizzarla, accessibile senza svilirla. Un "inviato speciale della fede", come è stato definito, che ha raccontato il cristianesimo non dall'alto di una cattedra, ma con lo sguardo curioso e onesto di chi indaga la realtà.

 

Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia

Voglio sperare che anche nella vita di Giorgia Meloni ci sia, occultato da mille veli di riservatezza, discrezione e insospettabilità, un dolce legame segreto. Con una versione maschile di Maria Rosaria Boccia o di Claudia Conte: un trentenne decorativo, dal volto levigato e dal fisico da modello e dal look curato ma non leccato, dotato (anche) di tatto e ragionevolezza, cioè capace di temperare le proprie legittime ambizioni e la fame di incarichi con il senso dell’opportunità, la devozione alla sua capa e la fierezza di essere il suo riposo della guerriera. Se lo meriterebbe, la nostra povera premier, con tutto il lavoro che fa, compreso quello che spetterebbe ad altri.

Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Giorgia Meloni (foto Imagoeconomica).

Relazione asimmetriche ottime per un po’ di ego-boosting

Ma probabilmente la premier è l’unica che non approfitta della sua posizione per dotarsi di una relazione asimmetrica ed ego-boosting, come hanno fatto i suoi ministri Gennaro Sangiuliano e Matteo Piantedosi. E la lista fa ancora in tempo ad allungarsi, se il governo Meloni andrà avanti, in versione anatra zoppa, fino al termine della legislatura.

Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
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Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia

Maestre dello speed climbing nelle stanze più alte del potere

Sì, perché, a quanto pare, non ci sono controindicazioni – né l’età più che matura, né l’aspetto non proprio apollineo, né un vincolo coniugale con una professionista rispettata e ancora piacente (giornalista Rai la signora Sangiuliano, prefetto la signora Piantedosi, nata Berardino, figlia di un pezzo grosso dei Servizi segreti) – alla relazione fra un ministro di destra e una giovane donna dall’inconfondibile modello fisico – un po’ Barbie Mar-a-Lago, un po’ soubrette di tivù locale –, con lo stesso background che mescola lauree vere e master farlocchi, comparsate nel mondo della moda o nel cinema, organizzazione di eventi in provincia e pubblicazioni su temi sociali, e con lo stesso talento per lo speed climbing nelle stanze più alte del potere, una consulenza dopo l’altra, una nomina dopo l’altra.

Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
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Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia

Un intervistatore complice et voilà, la bomba deflagra

Ascensione che si arresta – o sale di livello? – quando Dagospia comincia a lanciare qualche frecciata sulle doti di scalatrice della signorina e su chi provvede a fornire gli appoggi ai suoi intraprendenti piedini, rigorosamente calzati con tacchi 12. Dopodiché ci pensa lei a far scoppiare, volontariamente o no, la bomba: con un post in cui ringrazia il ministro per un incarico mai ufficializzato (Boccia) o rispondendo a una domanda concordata con un intervistatore complice (Conte). E dalla sera alla mattina, eccola diventata la donna del momento, in grado di spodestare dal podio delle hot news guerre, crisi economiche, ultime da Garlasco, rovesci sportivi e farneticazioni di Donald Trump.

Sangiuliano, Piantedosi e il vizio sovranista di demolire famiglia e meritocrazia
Gennaro Sangiuliano e Matteo Piantedosi (foto Imagoeconomica).

Rimpasto di governo? Servirebbe anche quello delle amanti

A questo punto, è lecito domandarsi: dopo quelli della Cultura e dell’Interno, dall’armadio di quale ministro uscirà la prossima esuberante sventolona che demolisce due fra le presunte priorità del governo sovranista, cioè famiglia e meritocrazia? Su quali poltrone è seduto uno sugar daddy sotto mentite spoglie, e con le ore contate? Ormai non ci sentiremmo di escludere nemmeno quel pacioccone di Gilberto Pichetto Fratin (si scherza, il ministro della Sicurezza energetica sarà troppo impegnato con lo shock petrolifero e non ammetterà distrazioni). Forse Giorgia Meloni, più casta della Vestalis Maxima, ha in un cassetto la lista delle favorite in carica. E se ha scartato l’ipotesi di un rimpasto di governo, è solo perché dovrebbe provvedere anche a un rimpasto delle amanti.

Pasquetta allergica, 10 milioni a rischio. Come difendersi

AGI - Le festività pasquali con la tradizionale gita di Pasquetta sono ormai alle porte, ma per 10 milioni di allergici le vacanze rischiano di trasformarsi in giornate di disagio tra starnuti e fazzoletti. A sottolinearlo sono gli allergologi e pneumologi che, riuniti al congresso Libero Respiro, da poco concluso a Vietri sul mare (SA), hanno fatto il punto sulle patologie respiratorie allergiche e sulle loro implicazioni nella vita quotidiana dei pazienti.

"Il periodo pasquale oltre a regalare qualche giorno di riposo, porta con sé anche un'impennata delle reazioni allergiche legata alle attività all'aperto nel picco della stagione pollinica, scatenato principalmente da graminacee, betulacee, parietarie e olivi e quest'anno particolarmente intenso per la fioritura anticipata e simultanea di molte piante", dichiara Vincenzo Patella, Presidente della Società Italiana di Allergologia Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e Direttore UOC Medicina Interna dell'Azienda Sanitaria di Salerno. "Per circa 3 italiani su 10 che soffrono di allergie stagionali, si avvicina quindi il momento dell'anno più critico, caratterizzato da starnuti, naso chiuso, occhi rossi che lacrimano, fino a vere e proprie crisi di asma bronchiale", osserva Stefano Del Giacco, Ordinario di Medicina Interna dell'Università di Cagliari. "I dati degli ambulatori, infatti, registrano, nei giorni successivi al ponte pasquale, un aumento delle reazioni allergiche e delle visite di controllo pari al 25% - continua - rispetto alla media delle settimane precedenti, un fenomeno ben noto agli allergologi legato alla cosiddetta esposizione cumulativa ai pollini durante le giornate trascorse all'aperto".

Reazioni anafilattiche e precauzioni

Un rischio confermato anche da uno studio pubblicato nel 2024 su Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology che ha documentato come le vacanze siano associate a una probabilità di reazioni anafilattiche significativamente più alta, con un rischio relativo di 2,3 maggiore rispetto ai periodi ordinari, legato all'esposizione a contesti diversi da quelli quotidiani. "Per i pazienti allergici, una gita fuori porta mal pianificata - sottolinea Patella - può quindi tradursi in una giornata di malessere che può essere scongiurata con poche ma fondamentali precauzioni, in linea con le indicazioni dell'American College of Allergy, Asthma & Immunology".

Mete ideali per gli allergici

Per chi soffre di allergie respiratorie e vuole godersi le vacanze del periodo pasquale, è fondamentale optare per mete "a prova di allergia". "Ideali sono le località di mare e costiere che godono della brezza marina che disperde i pollini, mantenendo l'aria più pulita dagli allergeni, ma anche borghi storici e città d'arte che permettono di stare all'aria aperta offrendo protezione dal contatto diretto con prati e fioriture", suggerisce Patella. "Da preferire anche le mete montane oltre gli 800 - 1000 metri dove la stagione dei pollini inizia significativamente più tardi", aggiunge.

Luoghi e condizioni meteo da evitare

"Necessario valutare con cautela prati aperti, parchi con alberi ad alta fioritura, campagna, specialmente nelle giornate ventose che favoriscono il trasporto dei pollini", mette in guardia Del Giacco. "Ma attenzione anche ai temporali brevi in quanto piogge intense e concentrate provocano la rottura dei granuli pollinici, favorendo il rilascio di particelle ancora più piccole e irritanti, che possono peggiorare i sintomi soprattutto nei pazienti asmatici", aggiunge.

Kit di emergenza e bollettino pollinico

"È infine di primaria importanza, portare sempre con sé kit di emergenza con antistaminici, spray nasali e colliri prescritti dallo specialista", consigliano gli esperti. "Essenziale poi controllare il bollettino pollinico prima di partire: verificare i livelli di polline della zona di destinazione attraverso le app e i portali dedicati al monitoraggio aerobiologico, per pianificare le attività all'aperto in base alle previsioni di qualità dell'aria", concludono."

In 30mila per la Via Crucis al Colosseo. Scelta forte del Papa: porta la Croce per tutte l…

AGI - Circa 30 mila fedeli hanno affollato il Colosseo per la Via Crucis presieduta da Papa Leone XIV, la prima del Pontefice. Lo riferiscono le autorità competenti. Il Papa è stato accolto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest'anno per le stazioni sono stati scritti da padre Francesco Patton, su esplicita richiesta del Pontefice.

Una scelta che ha un peso simbolico forte e che sembra indicare una direzione precisa del pontificato. L'ex Custode di Terra Santa, rappresenta infatti da anni una voce radicata nei luoghi della Passione, immersa quotidianamente nelle tensioni, nelle ferite e nelle speranze di una regione che è al centro della storia cristiana e delle crisi contemporanee. Affidargli le meditazioni significa portare idealmente Gerusalemme nel cuore della celebrazione romana, intrecciando spiritualità e attualità.

Il Papa porta personalmente la Croce in tutte le 14 stazioni, un messaggio forte

Papa Leone XIV ha deciso di portare personalmente la croce per tutte le 14 Stazioni della Via Crucis. Il gesto del Pontefice non è scontato e, anzi, è carico di significato. Tradizionalmente, infatti, la croce viene affidata a diversi gruppi o rappresentanti simbolici. La scelta di Leone di assumerla per l'intero percorso suggerisce una volontà di partecipazione diretta, quasi fisica, al racconto della Passione. Il Papa accompagna dunque ogni tappa del dolore e della redenzione, che attraversa integralmente il cammino. Non era mai successo. Una scelta che rappresenta un messaggio universale in un tempo segnato da conflitti e fratture.

Il Papa: "Chi avvia la guerra ne risponderà a Dio"

"Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare
l'economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di calpestare la dignità umana o di tutelarla, quello di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla", si legge nella meditazione della prima stazione. "Anche ognuno di noi è chiamato a rispondere del potere che esercita nella vita di tutti i giorni", continua il testo.

 

Bologna, 12enne precipita nella tromba delle scale e muore

AGI - Un bambino di 12 anni è morto nel tardo pomeriggio a Bologna dopo essere precipitato nella tromba delle scale di un palazzo in via Piave. È accaduto poco prima delle 19 al civico 6, nella zona del Velodromo. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzino si trovava all'ultimo piano dell'edificio insieme ad alcuni coetanei quando, durante un gioco, sarebbe scivolato su una lastra di plexiglas vicino a un lucernario.

Il materiale avrebbe ceduto sotto il suo peso, provocando la caduta nel vuoto per diversi metri. Inutili i tentativi dei presenti di trattenerlo e di chiedere aiuto. Immediato l'intervento della polizia, con pattuglie del commissariato Santa Viola e delle Volanti, insieme ai sanitari del 118.

Gli agenti stanno ascoltando i testimoni per chiarire con esattezza la dinamica, che al momento appare riconducibile a un tragico incidente. Sul posto anche la polizia Scientifica per i rilievi. 

Il cordoglio del Sindaco Lepore

"Apprendiamo con dolore della tragica scomparsa di un bambino di 12 anni, precipitato dalle scale in via Piave. Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia e degli amici. Come Comune di Bologna ci mettiamo a disposizione per ogni necessita'". Il sindaco della città emiliana, Matteo Lepore, esprime così il suo cordoglio per la tragica morte del giovane. 

Unicredit sostiene la 38esima Louis Vuitton America’s Cup

Dopo il successo della 37esima edizione a Barcellona nel 2024, Unicredit supporterà anche la 38esima edizione della Louis Vuitton America’s Cup a Napoli in qualità di global partner e global banking partner, rafforzando il proprio impegno di lungo periodo nei confronti della competizione e verso progetti internazionali complessi e di alto profilo. La collaborazione tra Unicredit e l’America’s Cup si basa su valori condivisi, con un focus chiaro su innovazione, sostenibilità e inclusione, offrendo al contempo un contesto concreto in cui competenze finanziarie, capacità di esecuzione e coordinamento tra più stakeholder risultano centrali per il successo dell’iniziativa.

Attenzione a innovazione, sostenibilità ed energie alternative

Nelle precedenti edizioni, l’America’s Cup ha saputo coniugare eccellenza sportiva e iniziative a supporto della blue economy, dello sviluppo delle comunità locali e dell’allineamento con gli obiettivi di sostenibilità definiti da World Sailing nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’evento ha inoltre rappresentato un banco di prova per l’innovazione tecnologica, promuovendo l’adozione progressiva di soluzioni a basso impatto ambientale, la sperimentazione di piattaforme di navigazione a zero emissioni e l’applicazione di tecnologie avanzate. Nell’ambito dell’attuale protocollo che regola la 38esima Louis Vuitton America’s Cup, il programma prevede anche l’utilizzo sistematico di un’imbarcazione dedicata alimentata a idrogeno, sottolineando l’importanza crescente delle energie alternative e della finanza sostenibile nell’ambito di progetti ad alta intensità di capitale.

Il ruolo di Unicredit riflette la sua dimensione paneuropea

L’America’s Cup è la più antica competizione sportiva internazionale al mondo ed è tra gli eventi sportivi più seguiti a livello globale, con un’audience di centinaia di milioni di spettatori nelle edizioni più recenti. L’Europa rappresenta una presenza forte e in crescita, con un numero significativo di team anche nelle regate delle Youth e Women’s America’s Cup. In questo contesto, il ruolo di Unicredit come global partner riflette la dimensione paneuropea del Gruppo, il suo forte posizionamento in molteplici Paesi e l’ampia base di clienti a livello internazionale.

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi

E ora? L’attivismo di Giuseppe Conte – libro in uscita, incontro con amico-inviato speciale di Donald Trump, Paolo Zampolli a seguire, indi ri-occupazione del palinsesto mediatico-televisivo – ha decisamente spiazzato il Partito Democratico. A cominciare da Elly Schlein, convinta – insieme ai suoi strateghi – che bastasse non occuparsene. Che bastasse lasciar scorrere. Primarie? Noi si parla di giovani in difficoltà. Leadership del centrosinistra? Noi si ri-parla di salario minimo.

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Renzi rilancia e presenta le Primarie delle Idee

E invece no. Conte si è ripreso la scena e il Pd si trova, di nuovo, ad aggiustare il tiro. Quello che sembrava appropriato la settimana scorsa – ignorare, resistere, ignorare, resistere, ignorare – non può più essere praticato. Anche perché è pure in corso uno strano asse fra Conte e Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva non è solo il principale sostenitore dell’alleanza progressista contro Giorgia Meloni, descritta come finita, bollita, etichettata come codarda dal senatore fiorentino.

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi
Matteo Renzi e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

No, Renzi è il teorico e pratico della nuova stagione delle primarie. Al punto da lanciare le “Primarie delle Idee”, roba in sé non nuovissima e invero sufficientemente retorica, ma per ora funzionale all’agenda politica: il prossimo 11 aprile, alle ore 11, allo Spazio Vittoria a Roma, Renzi farà partire «il cantiere delle idee». «Il centrosinistra può vincere, ma per farlo deve mettere al centro le proposte per il Paese, non le ambizioni di leader, commentatori, editorialisti», dice Renzi. «E poi anche le primarie vere e proprie. Se fatte bene le primarie sono una grande festa di popolo. Il rischio divisioni esiste, certo. Ma parliamoci chiaro: qual è l’alternativa? Far decidere a chi? Ognuno ha il suo nome per fare il leader. E perché il nome di un commentatore o di un ex parlamentare deve valere più del voto di due milioni di persone? Io le primarie le ho vinte e le ho perse ma non ho mai avuto paura del giudizio delle persone: finché sei in democrazia non puoi rifiutare di misurarti con il consenso».

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Leader cercasi: ora spunta pure Nardella

Lo sta dicendo anzitutto a Schlein, che adesso – qui sta il punto – non può più tirarsi indietro. Dopo aver vinto tre anni fa le primarie per fare la leader del Pd, la segretaria non può rinunciare alle primarie del campo largo. In fondo è anche merito suo se c’è questa sacra alleanza TTG, Tutti Tranne Giorgia, che cerca disperatamente di trasformare i No referendari in voti sonanti per le elezioni politiche. L’unico che potrebbe farlo per davvero sembra davvero Conte contro il settarismo schleiniano. Ma per ora sono soltanto speculazioni politiche in una fase liquida, a tratti persino ambigua. Una fase che sembra dare spazio alle ambizioni di tutti. Da Silvia Salis, che non si perde un convegno politico (a seguirla c’è Marco Agnoletti, già portavoce di Matteo Renzi), a qualcuno meno esposto ma alla ricerca di consenso più o meno facile.

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi
Silvia Salis (Imagoeconomica).

Alla schiera di possibili candidati alle prossime primarie si potrebbe aggiungere persino l’ex sindaco di Firenze, Dario Nardella, oggi europarlamentare irrequieto. Ha persino fondato una sua corrente, quella dei nardelliani, un po’ per proteggere la sua eredità politica a Firenze dalla sindaca Sara Funaro, non particolarmente in forma di recente, tra sicurezza, lavori e ristrutturazione dello stadio, un po’ perché Nardella vede uno spazio fra lo schleinismo e il «riformismo radicale», come lo chiama il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Anche Nardella si muove, insomma; ha persino una scuola di formazione in politiche europee, Akadémeia, “per il governo del territorio”. Glocal, insomma. L’ex sindaco di Firenze potrebbe non giocare l’eventuale partita delle primarie partita con l’ambizione di vincere, semmai per garantirsi un futuro più stabile.

Primarie, a Schlein mancava giusto lo strano asse Conte-Renzi
Dario Nardella (Imagoeconomica).

Schlein deve stare attenta ai contiani di casa

Schlein insomma non può davvero stare tranquilla neanche dopo una vittoria referendaria, per quanto determinata dalla partecipazione straordinaria dell’Anm, ormai partito a tutti gli effetti. Tra poco dovrà iniziare a guardarsi anche da quelli che l’hanno sostenuta e che sognano di riportare Conte a Palazzo Chigi. Tanto lui il presidente del Consiglio l’ha già fatto. 

Prove di distensione Nato-Trump: Rutte vola a Washington dal tycoon

Mark Rutte, segretario generale della Nato, si recherà nei prossimi giorni negli Stati Uniti: mercoledì 8 aprile incontrerà a Washington Donald Trump per un bilaterale e in agenda ci sono incontri anche col segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Guerra Pete Hegseth. La missione si inserisce in un contesto di forte tensione tra gli Usa e i suoi Alleati atlantici dopo le minacce del capo della Casa Bianca di ritirarsi dalla Nato. Il 9 aprile Rutte terrà poi un discorso al Ronald Reagan Presidential Foundation & Institute. Infine, dal 10 al 12 aprile, il segretario generale della Nato parteciperà alla riunione del Gruppo Bilderberg.

Prove di distensione Nato-Trump: Rutte vola a Washington dal tycoon
Mark Rutte (Ansa).

Caccia statunitense abbattuto in Iran: cosa sappiamo

È caccia all’uomo in Iran, dove sono scattate le ricerche per trovare i due militari americani a bordodi un jet F-15 statunitense abbattuto dai pasdaran. I piloti, dati inizialmente per morti, sono riusciti a eiettatarsi dal velivolo, atterrando in territorio iraniano. L’agenzia Tasnim riporta che uno dei due è stato catturato. Fonti americane che uno è stato tratto in salvo. La tv Irib aveva trasmesso un annuncio rivolto ai residenti di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad: «Catturate il pilota o i piloti nemici e consegnateli vivi alle autorità, per ottenere una lauta ricompensa».

Le operazioni di recupero da parte delle forze Usa

L’agenzia iraniana Tasnim aveva riportato che le forze statunitensi, ritenendo – a ragione – che i piloti fossero ancora vivi, avevano fatto scattare le operazioni di recupero, con elicotteri Black Hawk e un aereo C-130 Hercules. Al Jazeera riporta che è stato colpito anche un elicottero che stava cercando i due piloti.

Washington ha confermato l’abbattimento

Una fonte statunitense di Axios aveva confermato le ricerche per trarre in salvo i due membri dell’equipaggio del caccia F-15. Washington ha ufficialmente confermato l’abbattimento solo attorno alle 17:30 ora italiana, quando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha detto alla Cnn che «il presidente Donald Trump è stato informato». È la prima volta dall’inizio della guerra contro l’Iran che un jet Usa viene distrutto dal fuoco nemico. Altri due F-15 sono stati infatti centrati da fuoco amico, mentre un aereo cisterna KC 135 Stratotanker è precipitato in Iraq: in quel caso sono morti tutti e sei i membri dell’equipaggio.

La missione di Meloni nel Golfo Persico per rafforzare la sicurezza energetica

La premier Giorgia Meloni è volata nel Golfo Persico per una missione di due giorni in alcuni Paesi della zona. Atterrata a Gedda nel pomeriggio di venerdì 3 aprile, è la prima leader occidentale a recarsi nell’area dall’inizio del conflitto di Iran. Incontrerà i principali leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar. La sua visita punta, tra l’altro, al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale.