Nervi tesi nel centrodestra in Campania e Lombardia

Non è finita finché non è finita. È nell’ultimo capitolo della interminabile trattativa per la scelta dei candidati del centrodestra alle Regionali che si infiammano gli animi, emergono le tensioni, si spargono i veleni.

Le frizioni tra alleati in Campania e Lombardia

I duellanti sono, per una volta, i comprimari, forse a coprire le tensioni negate dai leader («Non ci sono nervosismi» in maggioranza, giura Giorgia Meloni, davanti al ‘celebrante’ Bruno Vespa). E invece, alla vigilia di un nuovo vertice, convocato formalmente sulla manovra, volano gli stracci in Campania tra Edmondo Cirielli di FdI e l’azzurro Fulvio Martusciello. Per non parlare dei nervi saltati al capo dei leghisti lombardi Massimiliano Romeo, lunedì sera, quando ha ricevuto una telefonata dai piani alti di via della Scrofa in cui gli si chiedeva una dichiarazione pubblica di rinuncia al candidato in Lombardia (nel 2028) in cambio del via libera meloniano alla corsa del collega veneto Alberto Stefani. «Ma voi siete matti», è esploso Romeo, «non penserete mica che io mi addossi le vostre scelte? E poi io sono contrarissimo: la Lega deve tenere la Lombardia. Decidano i leader, a questo punto. Non scaricate la responsabilità su di me».

Nervi tesi nel centrodestra in Campania e Lombardia
Edmondo Cirielli (Imagoeconomica).

Le condizioni di Meloni per ‘cedere’ il Veneto alla Lega

Chi ha seguito da vicino la trattativa sul Veneto in tutte le sue fasi, da gennaio a ora, racconta a Lettera43 che Meloni ha posto sin dall’inizio la ‘conditio sine qua non’ sulla Lombardia: vi lasciamo il Veneto ma vogliamo una dichiarazione pubblica sul Pirellone. In un’intervista rilasciata al Corriere della sera, a metà settembre, Matteo Salvini è stato ‘soft’ come non mai sul tema. «Ci sta che FdI rivendichi la Lombardia», ha ammesso, per la prima volta. «Ma avremo modo di parlarne, non ho l’arroganza di dire oggi ‘giammai’. Bossi insegna: un passo alla volta». Una apertura del segretario quindi sembra esserci. Anche se due anni e mezzo sono un’infinità in politica e chi frequenta il ministero di Porta Pia giura che il vicepremier punta a recuperare consensi e non cedere in Lombardia. Ma che dal partito di Meloni si siano chieste rassicurazioni formali a Romeo, dopo quelle del segretario, appare un segnale di mancata fiducia in Salvini. Oltre alla Lombardia, sul tavolo della trattativa c’è anche la composizione della Giunta veneta e la distribuzione degli incarichi istituzionali più di rilievo.

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Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).

Il braccio di ferro tra FdI e FI su Cirielli (e Sangiuliano)

Altro capitolo è quello campano. E qui lo scontro è tra i Fratelli e gli alleati azzurri. Antonio Tajani da tempo dice di volere un candidato civico da schierare contro Roberto Fico alle Regionali del 23 e 24 novembre. Mentre in FdI da mesi si scalda a bordo campo il vice ministro agli Esteri Edmondo Cirielli. Venerdì è arrivato il sostanziale via libera di Meloni alla sua candidatura e gli azzurri hanno cominciato una batteria di richieste affinché Cirielli si dimettesse dall’incarico governativo anche in caso di sconfitta. Un modo per far saltare la candidatura ma anche per reclamare il posto lasciato vacante. Tra i più insistenti, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri e il coordinatore campano Martusciello. Per mettere uno stop in Campania, quindi, Meloni ha deciso, con una nota, di blindare Cirielli. «Il candidato che Fratelli d’Italia sosterrà per la presidenza della Campania è Cirielli», si legge nel comunicato. «Profondamente radicato sul territorio», «ha l’esperienza e la necessaria capacità per poter affrontare la sfida non semplice di ridare alla Regione lo stesso buongoverno che Meloni sta dando alla nazione insieme agli amici alleati del centrodestra».

Nervi tesi nel centrodestra in Campania e Lombardia
Fulvio Martusciello (Imagoeconomica).

Il viceministro degli Esteri ha incassato subito il sostegno della Lega, dell’Udc e di Noi moderati. Ma restano i dubbi di FI in una giornata in cui non ci sarebbero stati contatti tra Meloni e Tajani. Il portavoce di FI, Raffaele Nevi, ha preso tempo rinviando «ogni decisione a un vertice tra i leader della maggioranza». Mentre Martusciello detta le condizioni: «Prima ancora di sederci al tavolo con Cirielli, deve chiedere scusa per gli insulti rivolti a Silvio Berlusconi e riportati nel libro Fratelli di chat». Altra scelta invisa a FI sarebbe l’ipotesi che l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, ora corrispondente della Rai a Parigi, scenda in campo all’ombra del Vesuvio e corra come capolista di Fratelli d’Italia.

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Gennaro Sangiuliano (Imagoeconomica).

Le voci di una candidatura di Vannacci in Puglia

Infine, buone notizie dalla Puglia. A parte qualche mal di pancia, non si segnalano grossi problemi sulla corsa dell’ex presidente della Fiera del Levante, Luigi Lobuono, mentre si rincorrono le voci di una candidatura in Consiglio di Roberto Vannacci.

Nervi tesi nel centrodestra in Campania e Lombardia
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).