Totò e Saverio, il duo vasa vasa. Erano passati tre anni esatti dalla celebre foto con il vassoio di cannoli: il 22 gennaio 2011 Totò Cuffaro attendeva la sentenza della Cassazione. Il momento più difficile che lo avrebbe portato a scontare una pena di quattro anni e 11 mesi per favoreggiamento aggravato. E chi c’era insieme all’ex presidente della Regione Siciliana? Francesco Saverio Romano, classe 1964, sette anni in meno di Cuffaro, come lui nato politicamente alla scuola di Calogero Mannino. Per entrambi, nelle scorse ore, la Procura di Palermo ha chiesto i domiciliari per corruzione, turbata libertà degli incanti, associazione a delinquere nell’ambito di concorsi, gare d’appalto e procedure amministrative.

La rottura del sodalizio tra Cuffaro e Romano
Originario di Belmonte Mezzagno, alle porte di Palermo, Romano ha mosso i primi passi nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana, proprio come Cuffaro, che però è di Raffadalli, nell’Agrigentino. Oltre agli anni di comune militanza nella ‘Balena bianca’, i due politici ‘vasa vasa’ (‘bacia bacia’, soprannome di Totò per la sua abitudine a baciare tutti) hanno condiviso anche l’esperienza nell’Udc. E, negli ultimi anni, la Nuova Dc, il partito fondato da Cuffaro dopo aver scontato la pena ed essere stato riabilitato, si è alleata in diverse occasioni elettorali con Noi moderati, formazione cui ha aderito Romano. Fino all’estate scorsa quando improvvisamente si è interrotto il sodalizio tra i due esponenti politici siciliani. A destare scalpore fu l’assenza di Cuffaro dalla Festa nazionale di Noi moderati. E quella di Romano dalla Festa dell’amicizia organizzata dalla Nuova Dc a Ribera.

Il patto di ferro della Nuova Dc con la Lega
Ha invece fatto molto rumore la partecipazione di Cuffaro alla festa della Lega a Catania, lo scorso luglio. L’ex governatore è stato accolto con entusiasmo da militanti e sostenitori arrivati sotto le pendici dell’Etna per ascoltare Matteo Salvini. A suggellare la nuova collaborazione con gli ex lumbard ci ha pensato lo stesso Cuffaro in un intervento alla kermesse del partito, cui ha preso parte anche il plenipotenziario di Salvini al Sud, Claudio Durigon. «Con il nostro simbolo parteciperemo alle prossime elezioni regionali dove, siamo certi, faremo risultato a due cifre», assicurò Cuffaro. «Per le elezioni nazionali, stante l’attuale legge elettorale, stiamo costruendo una significativa alleanza elettorale con gli amici della Lega con i quali, in Sicilia, c’è una comune condivisione politica e di valori», sottolineò. «Questa alleanza potrà consentirci una sicura partecipazione da protagonisti alle prossime elezioni nazionali, poter votare per i nostri candidati, e, se saremo in grado, anche a farli eleggere. Senza rischiare, inoltre, di dover mendicare la nostra presenza in liste e per di più senza ottenere risultati come già successo nel recente passato». Un’alleanza che se era stata mal digerita sopra il Po, ora con la nuova inchiesta rischia di essere una nuova grana per Salvini.

Romano e la carriera in Noi Moderati
Insomma, anche se citati per lo più per le cariche ricoperte in passato – ex governatore, Cuffaro, ed ex ministro dell’Agricoltura, Romano -, i due politici sono attualmente molto attivi politicamente. La Nuova Dc di Cuffaro ha sette consiglieri a Palazzo dei Normanni e due assessori nella Giunta di Renato Schifani. E si appresta a garantirsi un futuro nazionale attraverso, appunto, un patto di ferro con la Lega. Romano è invece sostanzialmente il numero due di Maurizio Lupi in Noi moderati, piccolo partito centrista che sostiene il governo Meloni ed è in coalizione con il centrodestra in tutta Italia. Dopo le esperienze con Forza Italia, Ala di Denis Verdini, i Cristiano democratici di Rocco Buttiglione, l’Udc e i Popolari, Romano è diventato vicepresidente di Nm nel 2021 e poi coordinatore politico nel 2023, dopo la rielezione alla Camera nel 2022. Come coordinatore, gestisce il partito, i nuovi ingressi, le assise, e la vita organizzativa della formazione politica.

