Un tribunale di Dacca ha condannato a morte l’ex prima ministra del Bangladesh Sheikh Hasina, ritenuta responsabile di crimini contro l’umanità per la repressione nel sangue delle proteste che si sono verificate nel Paese tra luglio e agosto 2024, in cui hanno perso la vita 1.400 persone. Hasina si trova in esilio in India, dopo essersi all’inizio di agosto dell’anno scorso, dopo che milioni di persone, prevalentemente giovani e universitari, erano scesi in strada per dire basta a corruzione, chiusura degli spazi democratici e mancanza di prospettive per il futuro.

Chi è Sheikh Hasina
Figlia di Sheikh Mujibur Rahman, considerato il padre della nazione bengalese e primo presidente dopo l’indipendenza del Paese arrivata nel 1971 (poi assassinato in un golpe del 1975), Sheikh Hasina – leader dell’Awami League – è stata prima ministra da gennaio 2009 ad agosto 2024, dopo aver già ricoperto la stessa carica dal 1996 al 2001. Durante il suo quinto mandato, dopo lo scoppio di proteste in tutto il Bangladesh il 5 agosto 2024 si è dimessa ed ha lasciato il Paese, rifugiandosi in India. Al procedimento in corso si aggiunge per Hasina il mandato d’arresto spiccato dal Tribunale per i crimini internazionali del Bangladesh.
