AGI - Il Tribunale di Palermo ha condannato lo Stato italiano a risarcire la ONG Sea-Watch con una somma di 76mila euro. La sentenza si riferisce al blocco amministrativo imposto nel 2019 alla nave dell’organizzazione, allora guidata dalla comandante Carola Rackete, in seguito agli eventi che portarono all'ingresso forzato nel porto di Lampedusa. La decisione ha immediatamente riacceso lo scontro frontale tra il potere esecutivo e l’ordine giudiziario, con il Governo che contesta duramente la legittimità politica del provvedimento.
Per Sea-Watch, la pronuncia rappresenta una vittoria di principio oltre che economica. "Mentre il Governo annuncia il 'blocco navale' e attacca le ONG, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile", ha dichiarato l’organizzazione in una nota ufficiale, rivendicando la correttezza del proprio operato a fronte delle sanzioni subite cinque anni fa.
La reazione della premier Meloni
Di segno diametralmente opposto la reazione della Presidenza del Consiglio. Attraverso un video diffuso sui canali social, la premier Giorgia Meloni ha espresso profondo sconcerto, collegando la sentenza ad altri recenti provvedimenti in materia migratoria. "Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle", ha esordito Meloni, definendo tale notizia "vergognosa, ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi".
La ricostruzione dell'esecutivo e l'attacco al risarcimento
La premier ha ricostruito la vicenda dal punto di vista dell’esecutivo, ricordando lo speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza avvenuto nel 2019 e criticando l'assoluzione di Rackete, avvenuta perché "secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa". Meloni ha poi attaccato direttamente il merito del risarcimento: "I giudici prendono un'altra decisione che lascia senza parole. Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila degli italiani la ONG proprietaria della nave capitanata dalla Rackete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta dopo sequestro".
Il ruolo della magistratura e la linea della fermezza
Il cuore della polemica politica riguarda il ruolo della magistratura, accusata dal Governo di interferire con l'indirizzo politico sulla sicurezza nazionale. "La mia domanda è: il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?", ha incalzato la presidente del Consiglio, ipotizzando l'esistenza di una "parte politicizzata della magistratura pronta a mettersi di traverso". Nonostante il duro colpo giudiziario, Meloni ha ribadito la linea della fermezza: "Siamo particolarmente ostinati e continueremo a fare del nostro meglio per rispettare la parola che abbiamo dato agli italiani e per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano".
Il commento di Maurizio Gasparri
Sulla stessa linea si è attestato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che ha definito la sentenza "un paradosso inaccettabile". Secondo l'esponente azzurro, la decisione di Palermo finisce per "legittimare chi ha agito in contrasto con le scelte delle autorità nazionali in materia di immigrazione e sicurezza". Gasparri ha concluso parlando di "decisioni politicizzate e incomprensibili" il cui costo ricade interamente sulla collettività: "Si violano le regole, si sfidano le decisioni dello Stato e alla fine si viene persino premiati con un risarcimento".
