Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche

Tutto lecito, tutto secondo le regole. Un calciatore passa da un club a un altro del medesimo sistema multiproprietario, e a pagarne le conseguenze è un terzo club che incassa molto meno di quanto avrebbe preventivato. Succede in Portogallo, Paese che è l’epicentro dell’economia grigia del calcio globale. E poiché la vicenda coinvolge club dalla taglia molto relativa, va a finire che anche da quelle parti essa fila via quasi impercepita.

Tra club minori le furberie si notano meno

In terra lusitana l’attenzione è monopolizzata dalla triade composta dai tre grandi club: Benfica, Porto e Sporting. Tutto ciò che si muove al di fuori di questa cerchia è residuale. Sicché figuratevi quale attenzione possa essere riservata alle manovre di mercato condotte da club che si chiamano Rio Ave o Estrela Amadora. Ma proprio qui sta il punto: club di piccola taglia, transazioni di calciomercato che avvengono su cifre non clamorose, effetto-sordina assicurato. E se si dà anche la possibilità di sfruttare una multiproprietà calcistica, ecco che il gioco è fatto.

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André Luiz e il mistero sulla cifra della cessione

Succede tutto durante la scorsa sessione invernale di calciomercato. André Luiz, attaccante esterno brasiliano, viene trasferito dal Rio Ave (club con sede a Vila do Conde, Portogallo settentrionale) all’Olympiacos Pireo, club greco. Sulla cifra del trasferimento rimane qualche mistero. Il sito specializzato Transfermarkt indica 6,75 milioni di euro. Ma l’elemento dirimente è che il Rio Ave è titolare del 90 per cento dei diritti economici di André Luiz. Il restante 10 per cento è pertinenza dell’Estrela Amadora, il club con sede nella cintura metropolitana di Lisbona che ha portato il calciatore in Portogallo e poi lo ha ceduto al Rio Ave.

Ecco perché è stata rifiutata un’offerta superiore

Sembrerebbe un trasferimento come tanti. E invece ha molti elementi di stranezza, a partire dal comunicato che l’Estrela Amadora pubblica sul suo sito ufficiale. Un testo criptico, nel quale si dice che la cifra della cessione pattuita per il trasferimento di André Luiz in Grecia è coperta da una clausola di riservatezza. Il testo lascia intuire altri elementi di perplessità. Uno dei quali non viene menzionato esplicitamente: l’interessamento del Benfica per il calciatore, con offerta molto più pesante per la sua acquisizione rispetto alla cifra pagata dal club greco. Ciò che renderebbe più grasso l’incasso per l’Estrela Amadora, che ha diritto al 10 per cento sulla cifra di cessione. Invece il Rio Ave decide di accettare l’offerta del club greco. Su quei 6,75 milioni verrà calcolato il 10 per cento a beneficio dell’Estrela. E una volta liquidata la spettanza, si estingue ogni diritto per il club amadorense.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
André Luiz (a sinistra) in azione contro il Benfica (foto Ansa).

Evangelos Marinakis, il greco che ronzava attorno al Monza

Messa in questi termini, sembrerebbe un caso di comportamento irrazionale di un club nella gestione del proprio patrimonio-calciatori. Invece, a leggere bene il quadro della situazione, le cose non stanno esattamente così. C’è un elemento dirimente che riporta nel perimetro della logica un affare di calciomercato apparentemente sballato. Il Rio Ave e l’Olympiacos sono infatti sotto la stessa proprietà: quella del magnate greco Evangelos Marinakis, che è proprietario anche del Nottingham Forest (in Premier League) e che qualche tempo fa era stato dato come possibile acquirente del Monza.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
Evangelos Marinakis (foto Ansa).

Spostamenti verso Paesi dalla disciplina fiscale più favorevole

Fra i tre club del sistema multiproprietario c’è già un fitto intreccio di spostamenti di calciatori, fatto per dare corso a esigenze che possono essere di valorizzazione del calciatore come di rafforzamento di una delle squadre (ma con corrispettivo indebolimento dell’altra). Viene anche il sospetto che qualche spostamento – dei calciatori e del denaro – venga fatto per orientare il flusso verso il Paese dalla disciplina fiscale più favorevole.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
Giocatori e tifosi dell’Estrela Amadora (foto Ansa).

Un bel danno, ma Fifa e Uefa restano a guardare

Nel caso del trasferimento di André Luiz, il sospetto è un altro: che lo spostamento sia avvenuto da una squadra all’altra del sistema multiproprietario con lo scopo di liquidare all’Estrela Amadora una cifra più bassa per il suo 10 per cento. Ipotesi maliziosa: e se nel mercato della prossima estate il calciatore venisse ceduto dall’Olympiacos al Benfica, per quella cifra nettamente più alta che poteva essere incassata già lo scorso gennaio? Di sicuro per l’Estrela Amadora sarebbe un bel danno, rispetto al quale però potrebbe rivalersi ben difficilmente. Così vanno le cose, nel calcio delle multiproprietà sdoganate. Mentre Fifa e Uefa se ne stanno lì a guardare.