Meloni in Senato: «Non vogliamo entrare in guerra, più tasse per chi specula sui carburanti»

Giorgia Meloni ha tenuto in Senato le comunicazioni in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medio Oriente. «Non vogliamo entrare in guerra, qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tanto meno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese», ha detto la premier. «Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni».

«Intervento di Usa e Israele fuori dal diritto internazionale»

«Io mi auguro sinceramente che la crisi in corso possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità», ha aggiunto. Ribadendo che quello di Stati Uniti e Israele in Iran è «un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte», ha anche evidenziato come sia stata una mossa da collocare «in un contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale».

Meloni in Senato: «Non vogliamo entrare in guerra, più tasse per chi specula sui carburanti»
Giorgia Meloni (Ansa).

«Auspicabile compattarsi, mi auguro che l’Italia parli con una sola voce»

Quindi un appello all’unità: «Qui c’è il governo italiano chiamato a affrontare uno dei tornanti più complessi e preferimmo non farlo da soli. È sempre auspicabile una nazione come la nostra sappia compattarsi. Uno scenario come questo impone a tutte le classi dirigenti lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni. È possibile e io l’ho fatto, da unica leader di opposizione, durante l’attacco all’Ucraina. Si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica, mi auguro che lo spirito possa essere accolto perché l’Italia possa parlare con una sola voce».

«Pronti ad aumentare le tasse a chi specula»

Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che Meloni ha lanciato «agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese» è di rimanere prudenti, perché «faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili».