Milano, la sfida del centrosinistra che guarda alle primarie

AGI - La via per le primarie verso Palazzo Marino 2027 sembra tracciata: scenario "ineluttabile", dice qualcuno, "la strada maestra", osservano i più benché con qualche tattico distinguo, "idea corretta" secondo Beppe Sala che le affrontò e le vinse. E, ad oggi, non sembra essere una conta nel Pd, ma un confronto allargato, con Avs e la nuova lista LaCivica, ex lista Sala, che potrebbero proporre il proprio candidato.

Obiettivo, come sintetizzato dal quasi uscente sindaco, "rivincere". Intanto, data da cerchiare sul calendario: 18 aprile, quando il Pd inizierà la sua marcia elettorale al grido di "Innamorarsi ancora. Progetto Milano 2050", il percorso che lo porterà alla costruzione della proposta politica in vista delle elezioni del 2027. "In questi anni abbiamo seminato e raccolto tanto", le parole del segretario metropolitano Alessandro Capelli, pronto a costruire il programma "che apriremo e condivideremo con il centrosinistra". È tempo, per il Pd, di (dis)continuare, guardando alle sfide della città ma anche a quelle della campagna elettorale e della dialettica tra partiti. Nel centrosinistra - che nelle migliori previsioni unirebbe largamente l'arco che va dal Pd ad Avs - sulle primarie si sta ragionando.

Nel Pd c'è chi si dice convinto che le primarie siano lo scenario più probabile, anzi "ineluttabile", e che potrebbero tenersi in autunno, a seconda però di quando saranno indette le elezioni Politiche. Una decisione su cui la segretaria Elly Schlein non metterebbe becco "perché non vuole interferire" ("non è vero che non le vuole come spesso è stato scritto", precisa qualcuno dei suoi). Per Avs la parola d'ordine è "dialogo" e quindi la via maestra sono le primarie, il modo migliore per mettere a confronto idee e posture e così scegliere il nome più "rappresentativo e coerente". Non è escluso, la riflessione è in corso, che anche il partito di Bonelli e Fratoianni esprima un suo candidato.

Azione, Italia Viva e Movimento Cinque Stelle

È noto invece che ad Azione non interessi partecipare alla "conta tra funzionari del Pd". La formazione di Carlo Calenda, per stessa ammissione del leader, potrebbe sostenere un civico come Calabresi ma è corteggiata da Forza Italia, con buona pace (mica tanta) degli alleati di centrodestra, che proprio in questi giorni si stanno dando battaglia dopo l'annuncio degli azzurri di avere trovato il candidato forzista. Ma il peso elettorale dell'ex terzo polo a Milano non è trascurabile, questione numerica oltre che di identità della città, ed è quindi una circostanza che sta facendo parecchio riflettere in casa riformista.

Da Azione escludono "interlocuzioni col centrodestra in città" ma assicurano - meglio leggere al condizionale - che se non sarà trovato un civico riformista "non ideologico" proporranno un loro nome per andare da soli. "Noi abbiamo la responsabilità di trovare una candidatura riformista - taglia corto il segretario milanese Francesco Ascioti - e ci auguriamo di trovarla partendo dalla coalizione in cui siamo. Ma, comunque vada, resta questa responsabilità".

Ivan Scalfarotto, dal canto suo, non ha dubbi sull'appartenenza di Italia Viva al centrosinistra ed è convinto che "la partita si gioca e si vince al centro, soprattutto a Milano". L'obiettivo, appunto, è vincere - "il ritorno del centrodestra sarebbe una sciagura" - attraendo i voti degli elettori riformisti, perciò il cantiere per la costruzione di un centro, magari sotto il cappello del progetto di Matteo Renzi 'Casa Riformista', è attivo. E sull'eventualità delle primarie, il senatore IV spiega: "Non idealizzo e non demonizzo. Sono uno strumento che, se serve, si utilizza. A Milano hanno sempre funzionato bene come momento di motivazione, di mobilitazione civica e di unità per il centrosinistra. Sarebbe meglio evitare però di arrivare con troppi candidati. Perciò - conclude - se non esce un candidato o una candidata che mette tutti d'accordo quella è la strada maestra: per evitarle, servirebbe un nome che convince tutti e a oggi non vedo ancora un nome tale da convincere tutti a ritirarsi".

Anche Dario Violi, coordinatore del Movimento Cinque Stelle in Lombardia, si dice possibilista sulle primarie, però "prima vorrei capire la visione, il progetto, poi si definisce la coalizione e poi il migliore interprete. Majorino - ricorda - alle elezioni regionali fu scelto senza primarie. Quindi, ciò che chiediamo innanzitutto è di condividere un programma di governo". Anche perché "a Milano ci sono troppe cose che non hanno funzionato, penso al tema dell'abitare. È diventata una città per pochi, una città escludente. A prescindere dalle indagini sull'urbanistica, bisogna perciò ragionare sul modello di città che vogliamo per il futuro. Questa è la nostra base di partenza". E sull'ipotesi Mario Calabresi, "nulla contro la persona né come possibile candidato, noi non mettiamo veti su alchimie e persone, ma solo sui progetti".

I nomi dei possibili candidati

Nel frattempo, il campo dei concorrenti si affolla. I nomi infatti circolano, tra volontà apertamente rivendicate e altre ancora no: Anna Scavuzzo, attuale vicesindaca di Milano, è ambiziosamente in gioco; Pierfrancesco Majorino, membro della segreteria dem e oggi capogruppo al Pirellone, non lo ha ancora confermato ma il suo nome è sempre tra i papabili. Il giornalista Mario Calabresi pare che "sia aperto all'ipotesi" ma ad oggi non è scontato che gradirebbe misurarsi alle primarie con altri profili, peraltro più esperti di lui del gioco politico.

Umberto Ambrosoli, che piace soprattutto ai cattolici, si mormora potrebbe accettare la sfida per Palazzo Marino solo se fosse il candidato unitario del centrosinistra, ma - diciamo così - non mancano i ma. Poi c'è La Civica, la lista 2.0 di Beppe Sala, che si è presentata ufficialmente ieri: in pole, sebbene a domanda diretta ancora si schermisca, l'assessore comunale al Bilancio Emmanuel Conte, incoronato dal sindaco portavoce della formazione civica; ma se non fosse lui "qualcuno Sala lo tirerà fuori" per le primarie, garantirsi un erede sarebbe per l'attuale sindaco un modo di restare in partita mentre si preoccupa anche del suo personale domani.

Altro nome è quello di Lorenzo Pacini, assessore di Municipio 1, dem ritenuto da più parti un po' troppo massimalista, che sta valutando. Ultima ma non ultima l'ex rettrice di Bicocca ed ex numero uno della Crui, Giovanna Iannantuoni. Ciò detto, qualcuno di vicino a chi si sta schierando dice che in realtà "il nome deve ancora uscire" e, del resto, tornando a questo periodo dieci anni fa, il nome di Sala non era ancora venuto fuori. Peraltro, viene osservato da più parti, bisogna tenere conto degli equilibri nazionali, a partire da come una nuova legge elettorale li modificherebbe, quindi difficile che prima dell'estate lo scenario milanese si chiarisca.

Il ruolo di Pisapia e la corsa sotterranea

"Sono ottimista che Milano rimarrà al centrosinistra", afferma comunque Majorino, secondo il quale "le primarie sono una bellissima occasione per confrontarsi sulle persone e sulle idee". Ancora da capire, infine, se l'ex sindaco Giuliano Pisapia, intorno al quale nel 2010 si aggregò un largo movimento, tanto largo da "espugnare il fortino Milano" dopo la lunga stagione del centrodestra, farà pesare il suo nome e se, e per chi, si spenderà. Vero che alcuni dei 'suoi' si sono fatti vedere pubblicamente con Calabresi, ma questo non determina che i furono 'mondi arancioni' si compatteranno intorno al giornalista. Non di poco conto che tra chi lo conosce si dica che abbia "ottimi rapporti con Calabresi ma che non abbia molta voglia di impegnarsi". Si vedrà. Insomma, la stasi è apparente perché, in realtà, sono già tutti ai blocchi di partenza.

La corsa vera e propria non partirà prima del referendum sulla giustizia del 22-23 marzo però intanto il lavorio è costante. Sotterraneo, forse ancora poco impostato, ma certamente non così silenzioso. Nessuno infatti è veramente fermo, non c'è chi non abbia iniziato da tempo a sondare, posizionare, studiare le mosse, telefonare e 'chattare'. Ogni tanto, carsicamente, qualcuno emerge con un annuncio, iniziative di ascolto o suggestive 'card' sui social. A margine delle riunioni periodiche l'argomento esce. Tutti segnali che le pedine iniziano a occupare la scacchiera.