Come va l’erosione del bilancio russo, tra guerra in Ucraina e conflitto in Iran?

Come procede l’erosione dell’economia russa? In sostanza, gli indicatori suggeriscono che Mosca si sta svenando per una guerra che non riesce ancora a vincere. Anche se adesso sullo scacchiere internazionale ha fatto irruzione una nuova variabile, cioè quella del conflitto in Iran. Che potrebbe dare respiro a Vladimir Putin nel 2026 grazie alle prevedibili ricadute a livello energetico sui prezzi di gas e petrolio e quindi su una domanda che incentiverebbe di nuovo il contrabbando russo. Ricordando pur sempre che lo zar ha perso l’ennesimo alleato e fornitore di armi, ossia Teheran.

Come va l’erosione del bilancio russo, tra guerra in Ucraina e conflitto in Iran?
Putin assieme al presidente iraniano Masoud Pezeshkian (foto Imagoeconomica).

E occhio agli ulteriori possibili sviluppi negativi: se gli Stati europei decretassero l’utilizzo a favore dell’Ucraina degli asset russi congelati dal 2022, la guerra potrebbe pendere dalla parte di Kyiv. Si tratta di oltre 200 miliardi di euro, al cambio attuale oltre 18 mila miliardi di rubli. Equivalenti alla metà delle entrate annuali della Federazione russa.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto Imagoeconomica).

Se poi, invece di allentare le sanzioni sulle vendite di petrolio russo (come deciso dal presidente americano Donald Trump), si impedisse il transito della flotta fantasma di petroliere russe nei mari europei, nei corridoi del Cremlino inizierebbero a serpeggiare ancora più preoccupazioni.

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Donald Trump con Vladimir Putin (foto Imagoeconomica).

Ma scendiamo nel dettaglio dei numeri. La recente pubblicazione dei dati preliminari sul bilancio 2025 della Federazione russa rilasciate dal ministero delle Finanze nel Brief annual information on federal budget execution e le analisi di Trading Economics confermano ad abundantiam le precedenti valutazioni pubblicate su Lettera43 in una serie di tre articoli apparsi a fine 2025.

Il deficit annuale è aumentato di 2 mila miliardi di rubli

Quali sono in sintesi i dati più importanti? Il deficit annuale previsto inizialmente in 3.700 miliardi di rubli per fine 2025 si è rivelato in realtà pari a 5.700 miliardi di rubli. Nonostante una cospicua crescita delle entrate, arrivate alla cifra record di 36.600 miliardi di rubli, le spese hanno toccato i 42.300 miliardi di rubli, contro una previsione di 31 mila miliardi rilasciata a fine 2024.

Per la prima volta le entrate tributarie sfiorano il 60 per cento del totale

In particolare, gli introiti da vendite di petrolio e gas, normalmente comprese tra il 45 e il 50 per cento del bilancio russo, si sono fermati al 25 per cento del totale e sono stimati per il 2026 in ulteriore flessione fino al 18 per cento (sempre che, come detto, non cambi qualcosa vista la situazione in Medio Oriente). Per la prima volta le entrate tributarie, cioè pagate dai russi (Iva, Imposte su imprese e sui redditi, balzelli vari) sfiorano il 60 per cento del totale.

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Il conflitto in Medio Oriente apre nuovi scenari sull’export di idrocarburi (foto Ansa).

Per quanto riguarda le uscite, il ministero delle Finanze conferma che le spese militari e per la difesa hanno superato il 40 per cento del totale, eclissando tutte le altre voci di uscita. In particolare investimenti, sanità e previdenza sociale risultano compresse rispetto agli anni precedenti.

Una parte cospicua dello sforzo bellico veniva occultata?

Nella previsione per il 2026 il ministero dell’Economia si sbilancia in una nuova riclassificazione delle spese militari, affiancando alla voce delle spese per la Difesa una categoria aggiuntiva, e cioè “National Security and Law Enforcement”, la cui somma è stimata per il 2026 al 54 per cento, confermando che nella classificazione dei bilanci precedenti una parte cospicua dello sforzo bellico veniva occultata in poste di bilancio diverse.

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Un’immagine di un soldato russo a Mosca (foto Ansa).

Se il nuovo schema di riclassificazione della spesa militare fosse applicato al consuntivo 2025, emergerebbe che quella spesa bellica già nel 2025 ha sfiorato il 50 per cento del bilancio: la categoria “National Defense” riporta la spesa destinata direttamente a forze armate, procurement militare (cioè le procedure di approvvigionamento, gestione e acquisto di sistemi d’arma, tecnologie e servizi per la Difesa), Ricerca & sviluppo militare, stipendi e logistica, operazioni legate alla guerra.

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La sede della Banca di Russia a Mosca (Ansa).

Mentre la nuova categoria “National Security and Law Enforcement” include: Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, Rosgvardia (Guardia nazionale), ministero dell’Interno, Guardia di frontiera, Servizi penitenziari, Protezione civile, Sicurezza interna e ordine pubblico, tutte ampiamente coinvolte nelle operazioni belliche.

Le previsioni per il 2026 confermano una crescita della spesa militare in un contesto economico stagnante. L’economia russa risulta devastata dal crollo delle esportazioni di idrocarburi. E la volontà di sottoporla a un ulteriore sforzo diventa difficilmente sostenibile.

Per concludere questo aggiornamento, è necessario costatare che l’unica previsione confermata risulta essere quella sull’ammontare della stima sul debito pubblico totale a fine 2025, confermato in 32.800 miliardi di rubli, in crescita del 15 per cento sul 2024, con un deficit di bilancio superiore di oltre il 54 per cento rispetto al previsto. La voragine, per l’ennesima volta, è coperta in buona parte da prelievi a carico del National Wealth Fund (Nwf), ridottosi di circa 15 mila miliardi di rubli, rispetto al 2022 e ormai quasi privo di asset liquidi.

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Vladimir Putin (foto Ansa).

D’altro canto, oltre il 90 per cento dell’intero debito pubblico russo, ormai azzerata la componente estera e quasi insignificante la quota detenuta da privati (inferiore al 4 per cento), è detenuto dal sistema delle banche commerciali (pubbliche) che sottoscrivono totalmente le continue emissioni di debito del loro azionista.

La crescita del Pil sembra alimentata solo dalla componente militare

La crescita del Prodotto interno lordo 2025, stimata allo 0,6 per cento, con un tasso di inflazione assai dubbio, sembra alimentata esclusivamente dalla componente “Pil militare”, ormai intorno al 15 per cento del totale. Mentre la componente “Pil civile” è in forte contrazione per il terzo anno consecutivo. Con questi numeri quanto può resistere ancora Putin?