L’Italia è pronta a inviare quattro navi a Hormuz per contribuire allo sminamento dello Stretto. L’ha affermato il Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, in audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera. «La Marina è pronta a effettuare un’operazione di sminamento. Ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e, come tutte le operazioni in aree delicate, comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata», ha spiegato. «Abbiamo visto che la chiusura di Hormuz si fa rapidamente, anche con poche lire, perché le mine che gli iraniani hanno messo in Hormuz costano veramente poco e sono anche datate. Ma questo fa sì che ci sia un’area di incertezza e soprattutto un crescente decadimento della sicurezza di navigazione».
L’azione italiana si inserisce nell’ambito di una coalizione internazionale
La pianificazione prudenziale prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e una logistica che permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. «Ovviamente non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio».
