Il Quirinale ha chiesto approfondimenti sui requisiti per la grazia concessa per motivi umanitari a Nicole Minetti «su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza». L’iniziativa del Colle arriva dopo alcune notizie pubblicate sui quotidiani dalle quali emergerebbero circostanze diverse da quelle descritte a Sergio Mattarella per sostenere la domanda di grazia a favore dell’ex consigliera regionale lombarda, condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nel processo “Ruby bis” e a 1 anno e 1 mese per peculato sui rimborsi, relativo al suo periodo in Regione, da scontare ai servizi sociali.
Il bambino adottato da Minetti non era stato abbandonato alla nascita
Il Procuratore generale di Milano e il ministro Carlo Nordio hanno motivato il parere favorevole alla grazia in quanto l’affidamento in prova di Minetti le avrebbe reso estremamente difficile la cura e l’assistenza di un minore da lei adottato assieme al compagno Giuseppe Cipriani, sottoposto per una grave patologia a periodiche visite e a terapie specialistiche all’estero. La vicenda ci porta inizialmente in Uruguay, Paese di origine del bambino, dove Cipriani ha molti interessi e la coppia ha vissuto per un certo periodo. Nell’istanza il minore, nato nel 2017, viene presentato come abbandonato alla nascita e senza legami familiari. In realtà sarebbe stato solo affidato temporaneamente all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay viste le condizioni dei genitori biologici: madre indigente e padre detenuto, certamente entrambi viventi e identificati, a tal punto che Minetti e Cipriani hanno intentato una causa contro di loro per ottenere la “Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad”, risolta a loro favore nel 2023.
I dubbi sull’intervento negli Usa e la scomparsa della madre
L’istanza di grazia spiega poi che nel 2021 Minetti e Cipriani hanno portato il bambino negli Stati Uniti per un delicato intervento chirurgico. All’epoca, però, non avevano alcun diritto legale sul minore: come ha fatto quel bambino a lasciare l’Uruguay? Il piccolo, inoltre, secondo gli atti è stato operato al Boston Children’s Hospital dopo due pareri contrari all’operazione del San Raffaele di Milano e dell’Ospedale di Padova: eppure, il bambino non risulta tra i pazienti. Nel 2024 Minetti, Cipriani e il bambino si sono poi trasferiti in Italia. Le ombre sul caso non finiscono qui: La madre biologica, la 29enne María de los Ángeles González Colinet, di anni 29, è scomparsa. L’avvocata che la difendeva è invece morta carbonizzata in un incendio insieme al marito (e collega). Da via Arenula filtra che sono già in corso accertamenti con la procura generale della Corte di Appello di Milano, da cui è arrivato il parere favorevole alla grazia, non vincolante.
