Grazia a Minetti: il Ministero della Giustizia conferma la regolarità della procedura, lei annuncia querele

«Nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura». È quanto precisato dal Ministero della Giustizia in relazione alla grazia concessa a Nicole Minetti, su cui il Quirinale ha chiesto approfondimenti dopo alcuni dubbi sollevati sulla regolarità dell’adozione di un minore uruguaiano con gravi problemi di salute, al centro dell’istanza di clemenza. «Alla domanda dell’atto di clemenza proposta dall’interessata alla presidenza della Repubblica ha fatto seguito l’istruttoria di rito, in esito alla quale il procuratore generale di Milano ha espresso parere favorevole», si legge nella nota di Via Arenula. «Ad esso hanno fatto seguito, in assenza di elementi di connotazione negativa a carico della Minetti, analogo parere della competente Direzione del ministero della Giustizia e il conseguente parere favorevole espresso dal ministro e trasmesso alla Presidenza».

Restano le ombre sull’adozione del bambino in Uruguay

Poche ore dopo la richiesta del Colle, il Ministero della Giustizia ha dunque confermato che la procedura che ha portato al provvedimento di clemenza per motivi umanitari è stata seguita in maniera corretta. Ma sono diverse le ombre calate sull’adozione – da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani – del bambino uruguaiano. Sotto la lente d’ingrandimento c’è la condizione famigliare del piccolo: i genitori erano sì indigenti, ma non lo avrebbero abbandonato. Inoltre, a causa di una seria patologia, il minore nel 2021 sarebbe stato portato a Boston per un intervento chirurgico, contro il parere dei medici di due ospedali italiani. Ma all’epoca la coppia non avrebbe avuto la patria podestà sul bimbo. Inoltre l’operazione non è stata risolutiva, tanto che ad aprile del 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni. La madre del bambino, inoltre, da qualche mese è scomparsa nel nulla. E poi il compagno di Minetti, erede della dinastia dell’Harry’s Bar, compare negli Epstein Files.

La procedura è stata regolare: ma Minetti ha detto la verità?

Almeno dal punto di vista procedurale, in Italia risulta tutto in regola. C’è da capire, come chiede il Quirinale, se gli elementi presentati da Minetti nella domanda di grazia sono veritieri. In tal caso il provvedimento di clemenza potrebbe essere sospeso o revocato. La Procura generale della Corte d’appello di Milano – dopo il via libera del Ministero della Giustizia – ha avviato accertamenti in Uruguay e Stati Uniti. «La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L’acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri», ha detti all’Ansa il sostituto procuratore Gaetano Brusa, che all’epoca della richiesta si è occupato degli accertamenti.

Minetti annuncia querele, il Pd incalza Meloni su Nordio

Da parte sua Minetti, condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato nei processi Ruby ter e Rimborsopoli (da scontare ai servizi sociali), ha dichiarato: «Le informazioni diffuse sono prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare», annunciando poi querele. Intanto, le opposizioni hanno colto la palla al balzo. «Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo», ha detto la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani.