Trovato il tesoro della droga del capomafia Matteo Messina Denaro, arrestato nel 2023 e poi morto per un tumore nello stesso anno. Un’operazione internazionale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del comando provinciale del capoluogo siciliano, ha infatti consentito di ricostruire un enorme patrimonio frutto del reimpiego (anche attraverso società off shore), dei guadagni incassati dagli Anni 80 grazie al narcotraffico sotto l’egida di Messina Denaro. Sequestrati di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro e arrestate tre persone, accusate di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall’agevolazione mafiosa.
Il denaro era stato “pulito” tramite investimenti in vari Paesi
Il denaro ricavato dal narcotraffico era stato “pulito” tramite investimenti in eolico, edilizia, grande distribuzione e turismo, in varie parti del mondo. Le operazioni, oltre che in Italia, si sono svolte infatti ad Andorra, Gibilterra, alle isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (a Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs).
