Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno

La storia sembra uscita dal Codice da Vinci, ma la penna non è quella di Dan Brown. Tutto parte da Papa Leone XIV, che alla presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale, ha voluto seduto vicino Christopher Olah, cofondatore di Anthropic insieme con Dario Amodei.

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno
Pope Leone XIV con Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (Ansa).

Proprio in questi giorni la società di Olah sta facendo tremare la Bce. Tanto che lunedì 26 maggio Christine Lagarde ha convocato un meeting urgente con le banche dell’area euro per lanciare l’allarme su Claude Mythos, il nuovo modello di IA targato Anthropic, che sarebbe in grado di individuare le vulnerabilità dei sistemi delle banche, quelle falle finora nascoste da cui potrebbero entrare i cybercriminali: chi lo ha, può gestire il futuro del mondo finanziario. Solo alcuni privilegiati di Wall Street hanno testato Claude Mythos, a cominciare da Jp Morgan, e questo ha fatto drizzare le antenne a Francoforte, che ha esortato gli statunitensi a condividere le informazioni a cui finora le controparti europee non hanno avuto accesso.

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Christine Lagarde (Ansa).

Ma che c’entra Papa Leone XIV in tutto questo? A sentire alcuni cardinali c’entra eccome. Non solo perché «in teologia magari non sarà ferratissimo, ma è un matematico di prim’ordine che conosce la tecnologia meglio di tutti gli altri, tra i Sacri palazzi», ma anche per il suo interesse nella finanza. Prevost ha profondamente riformato lo IOR con ottimi risultati visto che il bilancio 2025 si è chiuso con un utile di 51 milioni di euro, in crescita del 55 per cento rispetto al 2024, anche grazie a una «gestione attiva e disciplinata dei portafogli». Bene, si mormora che Claude Mythos sarebbe già entrato tra le mura digitali dell’Istituto per le Opere di Religione. Se fosse confermato, la finanza vaticana avrebbe un vantaggio enorme rispetto a quella italiana ed europea. Non a caso molti porporati concordano sul fatto che «far diventare Papa uno che di numeri ci capisce davvero è stata proprio un’ottima scelta». Sotto questa luce, quel «camminare insieme» pronunciato da Olah al cospetto di Leone assume tutto un altro significato.

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Christopher Olah (Ansa).

Vannacci, Alemanno e la “presa” di Roma

Gianni Alemanno uscirà dal carcere tra un mese e ad aspettarlo, politicamente si intende, ci sarà Roberto Vannacci. Il movimento Indipendenza dell’ex sindaco di Roma ha infatti stretto un’alleanza con Futuro Nazionale, il partito del generale che il 13 e il 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione celebrerà l’assemblea costituente. L’obiettivo del patto di ferro? Dare vita «a un polo sovranista, identitario e nazional popolare». Caso vuole che proprio il 13 giugno, a Roma, sia stata indetta una manifestazione nazionale per la remigrazione, promossa dal comitato Remigrazione e conquista, sotto il cui ombrello si muovono CasaPound, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani. Il generale saluterà i “patrioti” in marcia sulla Capitale?

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Gianni Alemanno (Imagoeconomica).

Tra i protagonisti dell’alleanza Alemanno-Vannacci oltre a Ramona Castellino, sorella dell’ex leader di Forza Nuova Giuliano (attualmente a Rebibbia come Alemanno), ci sono anche i futuristi Riccardo Corsetto – un passato di responsabile dell’ufficio stampa del Delegato del sindaco di Roma alle Politiche agricole e di militanza prima nella Lega e poi in FdI – e Marco Pomarici, presidente dell’Assemblea capitolini ai tempi di Alemanno, che è stato forzista, leghista e meloniano prima di essere folgorato dalla folgore Vannacci. A quanto pare una folgorazione ricambiata: si sussurra che Pomarici possa essere il candidato futurista per le Comunali a Roma, in caso in cui il generalissimo decida di non entrare nella coalizione di centrodestra. O non venisse invitato a farne parte.

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