Evviva, Jannik Sinner ha vinto le Nitto Atp Finals 2025 di Torino. Festeggia lui, festeggiamo noi, festeggiano gli sponsor. Non senza qualche contraddizione. La premessa è che l’altoatesino oltre a essere un sublime tennista (in carriera ha già guadagnato oltre 50 milioni di dollari grazie ai soli traguardi sul campo) è anche una bulimica macchina pubblicitaria, nel senso che i brand fanno a gara per accaparrarselo e lui non si tira certo indietro e divora tutto, specialmente in ambito di marchi alimentari. Soltanto nel 2024 dovrebbe aver incassato intorno ai 30 milioni di dollari dalle sponsorizzazioni, la metà grazie a Nike, con cui nel 2022 ha firmato un contratto decennale da 150 milioni. Tutti affari che da marzo 2025 vengono gestiti in esclusiva dall’amico di vecchia data e manager Alex Vittur, ex tennista professionista. Ci sono poi altri grandi marchi come Head (collaborazione rinnovata per altri sette anni), Rolex, Gucci (che non a caso compaiono anche sul sito della sua fondazione), Alfa Romeo, Intesa Sanpaolo, ma pure Fastweb, Pigna, L’Oréal, che lo hanno scelto. Oltre a partner del mondo food & beverage, tra cui Lavazza (azienda tra le più lungimiranti, visto che aveva “battezzato” Jannik quando si trovava oltre la 140esima posizione del ranking Atp), Parmigiano Reggiano (solo però fino al 2022), Enervit e De Cecco. A proposito di pasta, orgoglio nazionale come il nostro tennista pel di carota: la pubblicità che ha iniziato a girare a inizio 2025 con De Cecco insisteva proprio sul claim “fatti della stessa pasta!”, concept della campagna realizzata da Pomilio Blumm, l’agenzia scelta nel 2024 dal brand abruzzese per la creatività e la pianificazione delle sue attività pubblicitarie. Beh, ecco il cortocircuito finale andato in scena alla Inalpi Arena di Torino: quando Sinner si riposava seduto, tra un set e l’altro, in bella vista sotto le sue gambe si vedeva (e chissà quanti se ne sono accorti in televisione tra i circa 7 milioni di spettatori totali della sfida contro Carlos Alcaraz) la scritta pasta Rummo, cioè la concorrenza. Un bel guaio. Ma intanto Jannik incassa.

Il ricordo di Edoardo Agnelli e gli intrecci con la causa di Margherita
Sabato 15 novembre ricorrevano i 25 anni dalla morte (per la magistratura fu suicidio) di Edoardo Agnelli, tornato – suo malgrado – al centro dell’attenzione mediatica perché la sorella Margherita e i suoi legali hanno chiesto ai giudici civili di Torino che siano immessi nel fascicolo della causa in corso sull’eredità con i figli copie in bozza di presunti manoscritti dell’Avvocato che citano lo stesso Edoardo. Si tratta di documenti privi di valore legale, non in grado di produrre effetto perché il figlio di Gianni Agnelli morì prima del padre, e già esaminati dai giudici penali. Nel giorno in cui si è celebrata la memoria di Edoardo, John, Lapo e Ginevra hanno ricordato lo zio con una corona di fiori sulla tomba a Villar Perosa, mentre Margherita ha fatto sapere al giornale Torino Cronaca di non voler parlare del fratello.

Verdone sindaco per un giorno (e se ci prende gusto?)
Lunedì 17 novembre Carlo Verdone è diventato sindaco di Roma per un giorno, con un programma partito con l’ingresso in Campidoglio, accolto dal “primo cittadino vero”, che poi è Roberto Gualtieri. Quindi il tour per scoprire la città, con il taglio del nastro inaugurale dell’area ludica per bambini in via Olevano Romano, un pranzo al Centro anziani “Cassia”, nella zona di La Storta, un sopralluogo all’interno del cantiere dei lavori sulla rete fognaria di Tragliatella e poi un incontro con i cittadini del Centro Sociale di via Zubiena, per tornare sul colle Capitolino e partecipare alla seduta straordinaria dell’Assemblea nell’aula Giulio Cesare. Insomma, una faticaccia. «Ma Carlo vuole fare davvero il sindaco di Roma?», si chiede qualcuno scherzando, ma forse nemmeno troppo, intuendo una passionaccia dell’attore per un “finale di carriera” con la fascia tricolore. Solo fantascienza, anzi fantapolitica. Intanto il 25 novembre Verdone è atteso al Maxxi per parlare di cinema, e in quella sede tornerà finalmente alla sua vera attività.
Luciana Castellina per una nuova Rai, altro che Elly
Se nel Partito democratico l’attenzione nei confronti della Rai è praticamente nulla da parte di Elly Schlein, ecco pronta a combattere Luciana Castellina, classe 1929. E dove andrà a parlare della sua idea di televisione pubblica? «In terra straniera, anche se a Roma», cioè a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia in Italia. Ideologicamente corazzata, la 96enne Castellina sarà la vera protagonista di Eurovisioni, la storica rassegna cara ai transalpini e quest’anno intitolata “Quale sovranità digitale per l’Europa audiovisiva?”, in programma il 20 e 21 novembre. L’incontro seguirà di poche ore il vertice franco-tedesco a Berlino, chiuso da Emmanuel Macron e Friedrich Merz dedicato allo stesso argomento. All’ordine del giorno, a Roma, “Riforma Rai e servizio pubblico del futuro digitale”, con Barbara Floridia, Maurizio Gasparri, Antonio Nicita, Stefano Graziano, Dolores Bevilacqua e Vincenzo Vita.

Papa Leone, la cena con i trans e il lusso che piace
Papa Leone XIV ha pranzato con i poveri e i trans. Ma in questi giorni il pontefice ha visitato anche l’ambulatorio per gli indigenti, dedicato a San Martino, arrivando con una fiammante Jeep, tirata a lucido, l’esatto contrario delle indicazioni che dava papa Francesco. Comunque il lusso piace alla Santa Sede a trazione statunitense: dopo i regali di Laura Pausini, emozionatissima per aver saputo che Prevost è sempre stato un suo fan, fin dall’inizio della carriera, ecco che nei Musei Vaticani si è svolta una visita privata dei soci del Porsche Club. E ora viene utilizzato pure un elicottero per portare il papa a Castel Gandolfo.






























































