La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole

C’era grande attesa per l’arrivo della ministra Eugenia Roccella, nel pomeriggio di venerdì a Roma alla mega riunione della Fondazione Bellisario. Dopo le polemiche sulle sue contestatissime dichiarazioni in tema di viaggi ad Auschwitz (e non solo) è proprio Roccella la prima protagonista di “Donna Economia & Potere”, due giornate nelle corsie sistine di Santo Spirito. Alla corte di Lella Golfo sono state chiamare la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, la ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta, la segretaria Cisl Daniela Fumarola, la presidente Aidaf Cristina Bombassei, la presidente di Poste Italiane Silvia Rovere, la presidente Bnl Bnp Paribas Claudia Cattani, la presidente de Il Sole 24 Ore Maria Carmela Colaiacovo, la direttrice dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme. E i maschi? Presente il presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena Nicola Maione, il presidente Aifi Innocenzo Cipolletta, l’economista Carlo Cottarelli, lo scienziato Giulio Maira, lo “stratega” della Sda Bocconi School of Management Carlo Alberto Carnevale Maffè. E nella giornata di sabato tutta l’area sarà invasa dai partecipanti del “Giubileo dei rom, sinti e caminanti”, un grande evento al quale papa Leone XIV tiene particolarmente, con quasi 5 mila partecipanti attesi.

La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole

Monica Maggioni a Torino tra Crosetto e Orsini. Con La Stampa sullo sfondo…

A Torino non va in scena solo il Congresso nazionale forense: nella mattinata di venerdì 17 ottobre c’è stata anche l’assemblea pubblica dell’Unione industriali, con un programma molto ricco. Dopo i saluti istituzionali di Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a seguire è toccato alla relazione di Marco Gay, presidente Unione Industriali Torino, con le presenze di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e di Stefano Lo Russo, sindaco di Torino. Per non parlare di Guido Crosetto, ministro della Difesa, e Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Ma chi c’era a introdurre e intervistare Emanuele Orsini, il presidente di Confindustria? Monica Maggioni, “giornalista e Anchor Rai”. Qualcuno sotto la Mole parla proprio della presenza in città di Maggioni, indicandola come la «candidata perfetta a guidare il quotidiano La Stampa, con la nuova proprietà». L’attuale direttore Andrea Malaguti – l’unico ad aver tenuto alto l’onore della categoria giornalistica durante il delirante convegno al Cnel su Israele e antisemitismo – non sarà certo d’accordo.

La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
Monica Maggioni (foto Imagoeconomica).

Il nuovo Mortadella? È Casini

Fermi tutti: Pier Ferdinando Casini, con la scusa di pubblicizzare i prodotti di Bologna e dintorni, si è fatto immortalare con una splendida mortadella tra le mani. Forse vuole essere lui l’erede di Romano Prodi detto “il Mortadella”? Peccato che il soprannome del Professore non avesse nulla a che vedere con qualche posa culinaria, ma solo con una riuscita imitazione di Corrado Guzzanti e col successivo carico da novanta di Striscia la notizia che lo trasformò in tormentone…

Tutti a pranzo con Soumahoro

A Montecitorio per un convegno, poi tutti a pranzo con Aboubakar Soumahoro. Nella giornata di giovedì 16 ottobre la Camera dei Deputati ha allestito, nella sala della Regina, un lungo incontro intitolato “Diritto di restare e di rientro: opportunità per Italia e Africa”, con una lista di invitati che vedeva come protagonisti Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati, Letsie III, re del Lesotho, Fortune Zaphaniah Charumbira, presidente del Parlamento Panafricano, e appunto Soumahoro, parlamentare finito nei guai giudiziari negli anni scorsi – e per questo fuoriuscito dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra per confluire nel Misto – nonché promotore del forum. Poi ecco Federico Freni, sottosegretario alle Finanze e all’Economia, l’ambasciatore Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei ministri e coordinatore struttura Piano Mattei, Khaled Al-Mabrouk Abdullah, ministro delle Finanze della Libia, Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, Maurizio Valfrè, direttore generale Banca Ubae, Antonio Maria Rinaldi, presidente gruppo Trevi. In mezzo alla giornata, a tavola con Soumahoro, come da programma.

La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
Aboubakar Soumahoro (foto Imagoeconomica).

Elly Schlein e Mara Carfagna, la strana coppia

Linda Laura Sabbadini farà parlare Elly Schlein e Mara Carfagna di statistica. Quasi una scommessa: metterle insieme pareva un compito estremamente impegnativo, degno del calcolo della probabilità, con il successo vicinissimo allo zero, ma per presentare il suo libro intitolato Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia il 24 ottobre alla Fondazione Marco Besso, a Roma, a largo Argentina, sono attese proprio Elly e Mara, quella che ai tempi di Silvio Berlusconi e del suo governo venne denominata dal Cavaliere «la ministra più bella del mondo». Davvero una strana coppia. L’argomento è ostico, ossia raccontare l’Istat, con Sabbadini pronta a sottolineare che «i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare. I numeri non sono mai neutrali. Possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni. Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili». Come la politica attuale, che a molti appare indecifrabile…

La riapparizione di Roccella, la strana coppia Schlein-Carfagna e altre pillole
Elly Schlein e Mara Carfagna (foto Imagoeconomica).

Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno

In Rai non si parla d’altro: «Hai visto che Maria Rosaria Boccia sarà candidata da Stefano Bandecchi in Campania? E adesso che farà Gennaro Sangiuliano?». Già, perché se l’annuncio della presenza dell’imprenditrice di Pompei nella lista del sindaco di Terni che corre per diventare governatore campano è stato fatto, dall’ex ministro della Cultura si attende una comunicazione ufficiale sul suo futuro. Il Giornale aveva annunciato in pompa magna la designazione di Sangiuliano a capolista di Fratelli d’Italia alle Regionali in programma il 23 e il 24 novembre, ma l’interessato non ha voluto confermare, limitandosi a citare la Costituzione italiana sul diritto a candidarsi, e leggendo il suo libro sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan, appena uscito. Mentre Boccia ha già dichiarato che eventualmente non le farebbe «nessun effetto ritrovarlo come candidato».

Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
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Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
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Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno

Durante una conferenza stampa improvvisata in pizzeria, Bandecchi ha detto che quello di Boccia è «uno scandalo politico italiano grave, credo che altre persone si dovrebbero vergognare a venire a candidarsi qua» (saranno fischiate le orecchie proprio a Sangiuliano?). «Se Sangiuliano si fosse comportato da maschietto normale non sarebbe successo niente», ha aggiunto. «Forse non era il caso di andare al tg o forse non era il caso di strappare quello che aveva già firmato (il documento con la nomina di Boccia, ndr) semplicemente perché ha litigato con la moglie (che tra l’altro è appena stata eletta presidente del comitato di redazione del Tg2, ndr)». Quindi Bandecchi ha spiegato che tra l’ex ministro e Boccia c’era un «rapporto spirituale», prima che lei lo correggesse: «Un rapporto affettivo». Boccia ha anche fatto dei distinguo rispetto a Fratelli d’Italia: «Noi abbiamo un nostro percorso che è fatto di volare molto alto, il loro è fatto tutto di amichettismo e favoritismi, noi siamo molto lontani da questa politica».

Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
L’ex ministro Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia (Imagoeconomica).

L’affaire Boccia terremotò il ministero della Cultura alla fine di agosto del 2024, portando alle dimissioni di Sangiuliano. L’ultimo sviluppo è arrivato il 30 settembre 2025, con i pm di Roma che hanno chiesto il rinvio a giudizio per Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Nel frattempo Sangiuliano è tornato in Rai, trasferendosi in Francia come corrispondente. Ma ultimamente da Parigi sta andando in onda Alessandra De Stefano. Insomma, tutto è pronto per un ritorno di Gennaro alla politica attiva? Per la gioia di Maurizio Crozza, che non vede l’ora di ricominciare a imitarlo…

Giuseppe Conte onora il suo maestro Guido Alpa. Con Diliberto

Appuntamento imperdibile nel pomeriggio di venerdì 17 ottobre alla Camera dei deputati: nella sala della Regina, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte onorerà il suo indimenticato maestro, Guido Alpa, morto il 7 marzo 2025. L’occasione viene fornita dalla presentazione del libro di Alpa, Prima lezione di diritto privato – Un dialogo che continua. Dopo il saluto di Lorenzo Fontana, presidente della Camera, “Giuseppi” interverrà in qualità di professore ordinario di diritto privato all’Università di Firenze, oltre che di presidente del Movimento 5 stelle. Dopo di lui, alcuni big del mondo universitario come Vincenzo Cerulli Irelli, emerito di diritto amministrativo all’Università di Roma La Sapienza, Claudio Consolo, ordinario di diritto processuale civile sempre all’Università di Roma La Sapienza, Oliviero Diliberto, già ministro della Giustizia e ordinario di diritto romano, Silvana Sciarra, emerita di diritto del lavoro all’Università di Firenze e presidente della Scuola superiore magistratura, Vincenzo Zeno Zencovich e molti altri ancora.

Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Guido Alpa (foto Imagoeconomica).

A Torino si cerca il nuovo Avvocato

Ci sarà un nuovo Gianni Agnelli a Torino? Intanto, ecco che dopo un’apertura nel Teatro Regio va in scena al Lingotto, nel Centro Congressi, il Congresso nazionale forense intitolato “L’Avvocato nel futuro. Pensare da legale, agire in digitale”. Sì, proprio con la “A” maiuscola, che evoca più lo storico numero uno della Fiat che l’avvocato di tutti i giorni. Tra i panel più interessanti, “L’avvocatura al servizio del Paese. L’Avvocato nel processo e nelle attività non giudiziali. I nuovi ambiti di consulenza legale”, con Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali, con moderatore Andrea Pancani, vicedirettore del telegiornale di La7, in dialogo con Maria Elena Boschi (Italia viva), Enrico Costa (Forza Italia), Ada Lopreiato (M5s), Debora Serracchiani (Partito democratico), Maria Carolina Varchi (Fratelli d’Italia). E dopo la prima giornata, si continua venerdì con Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, concludendo con “Le nuove frontiere della giustizia”, con Gaia Tortora, vicedirettrice del telegiornale La7, Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, Carlo Nordio, ministro della Giustizia, e Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Si continuerà nella giornata di sabato.

Donzelli a Catania

Il titolo è roboante, “Patrioti in Comune”, e la sede dell’incontro è Catania, nella giornata di venerdì, con i coordinamenti regionali e provinciali di Fratelli d’Italia. Protagonisti, oltre al padrone di casa, ossia il sindaco di Catania Enrico Trantino, ecco Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, il parlamentare Giovanni Donzelli, il sindaco dell’Aquila e responsabile del Dipartimento nazionale Coordinamento autonomie locali Pierluigi Biondi. Per parlare di beni culturali e turismo, “leve strategiche per lo sviluppo locale”, arrivano Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, Francesco Scarpinato, assessore regionale dei Beni culturali, Elvira Amata, assessore regionale del Turismo, Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella, e Marco Leonardi, responsabile Cultura di FdI a Catania.

Le fibrillazioni per la sfida Sangiuliano-Boccia in Campania e altre pillole del giorno
Giovanni Donzelli (Imagoeconomica).

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole

Alessandro Onorato, 45enne assessore capitolino ai Grandi eventi, sport, turismo e moda, è pronto alla scalata alla politica nazionale. Il 20 ottobre a Roma, nell’Hotel Parco dei Principi, andrà in scena la sua discesa in campo ufficiale con il mega incontro intitolato “È possibile cambiare davvero?” con sindaci, consiglieri regionali e comunali da tutta Italia. Chi ci sarà? Il saluto di Roberto Gualtieri, primo cittadino della Capitale, non mancherà, ma il vero protagonista risponde al nome di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, per il quale molti prevedono una leadership governativa in caso di una vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. Al suo fianco la lanciatissima Silvia Salis, sindaca di Genova, il deputato regionale siciliano (ed ex inviato de Le Iene) Ismaele La Vardera e il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni. Certo è che Manfredi deve guardarsi le spalle dall’agguerritissima Salis…

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
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Niente più Ford, papa Leone va su una Jeep blindata

Scordatevi le Ford e le Fiat Cinquecento di papa Francesco: con il pontefice americano ora si viaggia con una Jeep blindata, super accessoriata e pulitissima, appena uscita dalla lucidatura. «Papa Leone XIV non è un pauperista», ammettono nei Sacri Palazzi, e l’autorimessa ora lavora a pieno ritmo. Tra l’altro si attendono nuovi arrivi, in tema di supercar. Da buon statunitense, papa Leone ama le auto di grosse dimensioni e i Suv, «che sono molto utili per andare in campagna, a Castel Gandolfo», dicono scherzando i monsignori.

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
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Caos annunciato, papa Prevost al Quirinale. E non solo…

Caos annunciato, a Roma: nella mattinata, al Quirinale ecco la visita di papa Leone XIV al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Traffico bloccato. Nel pomeriggio, a Palazzo Madama, nella sala Koch, cerimonia per la giornata inaugurale degli “Stati Generali della ricerca medico-scientifica” sempre con il capo dello Stato Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Salute Orazio Schillaci e molti altri ancora. Al termine, Mattarella torna al Quirinale per ricevere il re di Giordania Abdullah II, il quale prima sarà in Vaticano, nel Palazzo Apostolico, da papa Leone XIV.

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
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La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
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La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole

E per “semplificare” la vita di chi lavora nella Capitale, a Palazzo Rospigliosi (che si trova praticamente di fronte al Quirinale) va in scena la prima giornata del Forum Internazionale dell’Agricoltura, caro a Coldiretti. Senza dimenticare poi che nel pomeriggio a Palazzo Borromeo, nell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in via delle Belle Arti, ci sarà l’attesa presentazione del “Festival della Diplomazia” con monsignor Paul Richard Gallagher in dialogo con l’ex diplomatico, e ora presidente di Mundys oltre che presidente del comitato scientifico del “Festival della Diplomazia”, Giampiero Massolo. Tema: il valore e gli aspetti peculiari delle due diplomazie, italiana e vaticana, con padrone di casa l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco Di Nitto, e nei panni della moderatrice la giornalista di SkyTg24 Giovanna Pancheri.

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
Francesco Di Nitto, ambasciatore d’Italia presso la Santa sede (foto Imagoeconomica).

Ciliegina sulla torta, il lunch con i giornalisti del nuovo ambasciatore della Repubblica federale di Germania presso la Repubblica italiana e presso la Repubblica di San Marino, Thomas Bagger, già sottosegretario tedesco agli Esteri che somiglia molto all’attuale cancelliere Friedrich Merz. Poi qualcuno si chiede ancora perché a Roma c’è così tanto traffico…

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
Thomas Bagger, ambasciatore tedesco in Italia (foto Imagoeconomica).

Chi c’è dall’artista? Alessandro Profumo, con la moglie

Sarà molto affollato, sabato 18 ottobre, il comune di Montalcino. Proprio lì, in provincia di Siena, in mezzo alle bottiglie di Brunello, è in programma l’inaugurazione dell’opera permanente “Vene d’Oro” di Bizhan Bassiri presso Wine News, a Palazzo Farnetani, con Alessandro Regoli e Bruno Corà. Quindi, nella Concattedrale del Santissimo Salvatore, dopo i saluti di don Giuseppe Ferrari, parroco della comunità pastorale di Montalcino, di Silvio Franceschelli, sindaco del Comune di Montalcino, e di Camilla Cionini Visani, vicepresidente della Fondazione Bassiri (ma anche presidente di Banco Bpm Invest Sgr, consigliere d’amministrazione di doValue, oltre che ex componente del cda di Simest), si aprirà l’incontro dal titolo “Gli attributi del tempo: plumbeo e aureo. Dialogo tra arte, filosofia, scienza, economia, musica”. Con Alessandro Profumo, già presidente del Monte dei Paschi di Siena, e la moglie Sabina Ratti, «specialista sviluppo sostenibile», come è stata sinteticamente indicata nell’invito.

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
Alessandro Profumo con la moglie Sabina Ratti (foto Imagoeconomica).

Boric, dal Cile a Roma. Al ristorante

Pochi lo conoscono, ma Gabriel Boric è il presidente del Cile. Giovanissimo, per le abitudini italiane: è nato nel 1986. Ed è già in carica dal 2022. Anche lui, appena arrivato a Roma, è sbarcato a mangiare da Rinaldi al Quirinale, un ristorante che ormai è diventato l’appuntamento obbligato per capi di Stato e di governo in visita in Italia.

La scalata di Onorato alla politica nazionale, le macchine del papa e altre pillole
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il presidente della Repubblica del Cile Gabriel Boric (foto Imagoeconomica).

Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno

Cosa c’è di male a partecipare a un evento di un’associazione di estrema destra? Niente, si saranno risposti Francesco Borgonovo e Alessandro Sallusti, sempre ammesso che si siano posti la domanda. Il vicedirettore de La Verità (un habitué) e il direttore de il Giornale sabato 11 ottobre sono stati avvistati alla Festa del sole, la conferenza organizzata a Gaggiano, piccolo Comune della città metropolitana di Milano, da Lealtà Azione. Il tema: quattro chiacchiere sulla difesa dei confini assieme ad Andrea Ballarati, portavoce del controverso Remigration summit (organizzato a maggio a Gallarate, in provincia di Varese, con tanto di polemica di Alessandro Gassmann per il Teatro intitolato al padre concesso al gruppo di estremisti, remember?). Contro l’evento di Gaggiano (tra il pubblico c’era una curiosa sovrarappresentazione di crani rasati) ha duramente protestato la sezione locale dell’Anpi, chiedendosi «come venga permesso di usare un’area pubblica di proprietà comunale», e poi spiegando che «l’inghippo, forse, nasce dal fatto che la richiesta pervenuta per l’uso dell’area feste sia di un privato cittadino per un uso generico di una festa privata». Lealtà Azione, tra gli altri, affonda le radici nel pensiero di Corneliu Zelea Codreanu, leader ultranazionalista e ideologo antisemita romeno. A proposito di chi soffia sull’odio verso gli ebrei.

Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno
Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno
Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno
Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno

Tutti da Coldiretti, da Giorgetti a Violante

Il titolo dell’incontro è ambiziosissimo: “XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione”, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House-Ambrosetti che si svolgerà a Roma, al Casino dell’Aurora Pallavicini, Palazzo Rospigliosi, martedì e mercoledì. Roba da premio Nobel: si parlerà del «delicato equilibrio geopolitico mondiale, tra la minaccia dei dazi e l’impatto dei conflitti, il rischio dei cibi ultra formulati per la salute, la sfida della sostenibilità, della biodiversità e della tutela del made in Italy, fino alla Politica Agricola Comune», si legge sul sito di Coldiretti. Padroni da casa, il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo. Chi ci sarà il primo giorno? Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze; Guido Crosetto, ministro della Difesa; Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione; Matteo Renzi, presidente Italia Viva; Carlo Calenda, segretario nazionale Azione; Massimo D’Alema, presidente Fondazione Italianieuropei; Giulio Tremonti, presidente della Commissione Affari esteri e comunitari alla Camera. E poi Stefano Barrese, Catia Bastioli, Flavio Cattaneo, Carlo Cimbri, Teo Luzi, Marco Minniti, Fabrizio Palermo, Dario Scannapieco, Maurizio Martina, Federico Vecchioni, Luciano Violante, Matteo Zoppas.

Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

Avvisate Angelucci, c’è il libro di Rosy Bindi

Avvisate l’onorevole leghista Antonio Angelucci: a Montecitorio, nella sala della Regina, mercoledì pomeriggio verrà presentato il nuovo libro di Rosy BindiUna sanità uguale per tutti – che della Sanità è stata ministra dal 1996 al 2000. A 25 anni dalla riforma che porta il suo nome, l’autrice vuole avanzare proposte volte a promuovere la rinascita di un servizio basato su equità, solidarietà e trasparenza. Per Bindi il Servizio sanitario nazionale è a rischio, per la cronica mancanza di risorse, una progressiva privatizzazione e l’autonomia differenziata delle Regioni. «Si sta rischiando di sostituire un diritto con una possibilità», spiega Bindi. «Se la sanità è un diritto deve essere uguale per tutti: non si possono fare discriminazioni in base alle possibilità economiche delle persone, a dove sono nate, a che lavoro fanno, al colore della pelle che hanno, alla loro religione». E nel libro l’ex ministra rileva che «se la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della comunità può essere garantito soltanto da una sanità concepita come bene comune non come un affare privato. Spetta alla politica esercitare un governo autorevole che corregga le distorsioni di un rapporto sempre asimmetrico tra chi domanda salute, soprattutto se è fragile e povero, e chi è deputato ad assicurare la cura». Alla Camera dei Deputati, a parlare con Rosy Bindi saranno presenti Stefano Fassina, Fabrizio Barca, Maria Cecilia Guerra, Serena Sorrentino ed Emiliano Manfredonia. Chissà, magari all’incontro si affaccerà anche Angelucci, l’ex portantino dell’ospedale San Camillo diventato il re delle cliniche…

Chi c’era alla Festa di Lealtà Azione, il pienone da Coldiretti e le altre pillole del giorno
Antonio Angelucci (Imagoeconomica).

In Vaticano serve il “mental detector”

Troppe mine vaganti circolano nella basilica di San Pietro. L’ultimo caso risale a venerdì quando un uomo si è tirato giù i pantaloni davanti all’altare della Confessione e, sesso al vento, si è messo a orinare pubblicamente, con un gesto sacrilego che ha fatto il giro del mondo. Qualche settimana fa, un altro ha rovesciato i candelabri sull’altare, strappando pizzi e merletti. Le cronache sottolineano che ogni volta «la gendarmeria vaticana ha immediatamente fermato» il colpevole di turno, ma il tema della sicurezza sta diventando centrale presso la Santa Sede. «Perché nessuno ha visto cosa stava accadendo, proprio al centro della basilica?» è la domanda che corre tra gli alti prelati. Qualcuno era distratto, magari stava al telefono cellulare e non si è accorto di nulla? Con ironia, c’è chi ha proposto di creare un “mental detector”. «Presto dai cinesi avremo buone notizie», scherza un cardinale.

Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno

Colpo grosso di Antonio Tajani, annunciato ufficialmente a Roma nella mattinata di venerdì 10 ottobre: in Forza Italia entra Nicola Caputo, assessore uscente della Regione Campania, che per cinque anni ha avuto come presidente Vincenzo De Luca. Conferenza stampa romana in pompa magna, nella sede nazionale del partito fondato da Silvio Berlusconi, con Tajani e i capigruppo azzurri al Senato e alla Camera, rispettivamente Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, e il segretario regionale in Campania Fulvio Martusciello, per far ammirare Caputo: imprenditore vitivinicolo di chiara fama, con un’azienda agricola a Teverola, in provincia di Caserta, vanta nel suo curriculum politico l’esperienza di europarlamentare. Caputo proviene dal partito di Matteo Renzi, Italia viva, e questo preoccupa molto i dirigenti del Partito democratico della Campania. Tajani attende un risultato elettorale a doppia cifra per Forza Italia, alle Regionali del 23 e 24 novembre, e non mancheranno ulteriori arrivi nei prossimi giorni, dicono a Napoli e dintorni.

Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno

Confindustria giovani a Capri, Abete c’è

Come da tradizione, i giovani imprenditori di Confindustria si riuniscono a Capri, da venerdì 10 ottobre, con il quartier generale all’Hotel Quisisana. E chi c’è tra i pargoli degli industriali? Luigi Abete, classe 1947, impegnato a intrattenere la platea sul tema “40 anni di storia d’impresa italiana” in qualità di presidente di Civita Cultura Holding. Non a caso, questo del 2025 è il quarantesimo convegno di Capri, e Abete non ne ha perso uno di incontro caprese, fin dalla prima edizione, tanto che gli daranno una medaglia d’oro per aver timbrato tutti i cartellini. Non mancheranno Maria Anghileri, presidente giovani imprenditori Confindustria; Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa; Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos, con i suoi sondaggi; Antonio D’Amato, ex numero uno di Confindustria e presidente Seda International Packaging Group; Carlo Calenda, segretario nazionale di Azione; il draghiano Francesco Giavazzi; Paolo Barletta, ceo Arsenale; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Nella giornata di sabato grande attesa per l’intervento del presidente di Tod’s, Diego Della Valle: chissà cosa dirà del magistrato milanese Paolo Storari e delle accuse di caporalato rivolte al suo gruppo

Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Luigi Abete (foto Imagoeconomica).

Tinny Andreatta mette le mani sul Centro sperimentale

«Clamoroso al Cibali», dicevano i radiocronisti di una volta per commentare i risultati calcistici imprevisti nello stadio del Catania. Quello che è accaduto nel ministero della Cultura evoca quel grido: la capa di Netflix in Italia, Tinny Andreatta (vicepresidente contenuti italiani della piattaforma streaming), figlia dello scomparso ministro democristiano Beniamino Andreatta, ha firmato un interessante accordo con la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia, con in più il cinema Europa, un gioiellino che diventerà la sala Netflix nella Capitale. L’obiettivo dichiarato è quello di «ridare nuova vita a uno spazio che diventi luogo di riferimento per le attività di diffusione culturale della Cineteca nazionale e per i progetti degli allievi della Scuola nazionale di cinema, i nuovi talenti del futuro. Netflix contribuirà alle spese di ristrutturazione ed esercizio della sala, e collaborerà con il Centro sperimentale di cinematografia su una varietà di iniziative e progetti culturali e di formazione che troveranno nel cinema Europa la loro casa, oltre a utilizzare lo spazio per ospitare proprie iniziative ed eventi speciali, di natura non commerciale e in linea con lo spirito del progetto». La collaborazione è stata presentata nel corso di un incontro aperto da un intervento video del ministro della Cultura Alessandro Giuli, alla presenza della presidente della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia Gabriella Buontempo e del co-ceo di Netflix, Ted Sarandos. Ma chi si diverte davvero, in questa storia, è Tinny Andreatta.

Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Eleonora Tinny Andreatta (foto Imagoeconomica).

L’ottimismo di Amato per Il Foglio

Con il clima che c’è nel mondo, organizzare una “Festa dell’Ottimismo” è un’impresa che fa tremare i polsi. Comunque, sabato 11 ottobre Il Foglio apparecchia a Firenze, a Palazzo Vecchio, una giornata su questo tema, con un elenco lunghissimo di personalità: Giuliano Amato, già presidente del Consiglio; Giovanni Amoroso, presidente Corte costituzionale; Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca; Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania; Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati; Daniela Fumarola, segretaria della Cisl; Ignazio La Russa, presidente del Senato; Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno; Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai; Paolo Savona, presidente Consob. E ovviamente, l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Lo spettacolo è assicurato.

Il colpo grosso di Tajani con Caputo e le altre pillole del giorno
Giuliano Amato (foto Imagoeconomica).

Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno

Potenti romani, e non solo, alla prima “vip” di Luca – seeing red, film agiografico su Luca Cordero di Montezemolo, nella serata di mercoledì all’Auditorium Parco della Musica. Una parata che ha permesso di rivedere in splendida forma Edwige Fenech, accolta da star. Più in là, ecco Alba Parietti. Tra i primissimi ad arrivare, Francesco Boccia e Nunzia De Girolamo. Ci sono anche un vecchio amico di Montezemolo, Gianni De Gennaro, e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Appare anche Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, il deus ex machina del Circolo Canottieri Aniene. Tutti aspettano il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, che alla fine non si presenta e “dà buca a Luca”, per seguire le evoluzioni dell’accordo tra Israele e Hamas. Non pervenuto nemmeno il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che è il vero “padrone di casa” dell’auditorium capitolino intitolato a Ennio Morricone. Non manca invece un “compagno” di lungo corso come Pier Luigi Bersani. Del resto Montezemolo, nato a Bologna, non ha mai nascosto le sue amicizie “in campo rosso”. Lo show ha toccato il suo punto più alto con le presenze degli editori Urbano Cairo e Francesco Gaetano Caltagirone, uno accanto all’altro, che hanno parlato a lungo a tu per tu. Conversazioni riservatissime, con gli sguardi puntati su di loro per capire se al centro dei discorsi ci fosse il risiko bancario o qualche novità in campo editoriale e televisivo. I due comunque sembravano “in linea” e pronti a un’intesa.

Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno
Parata vip alla prima romana del film su Montezemolo: le pillole del giorno

Montezemolo a Londra aveva già presentato il “suo” film alla fine di settembre, con personaggi del calibro di Bernie Ecclestone, storico patron della Formula1, e Stefano Domenicali, oltre al boss della McLaren Andrea Stella, a quello della Sauber Mattia Binotto (vecchia conoscenza della Ferrari, preso di mira dalle imitazioni di Maurizio Crozza), Adrian Newey e il patron della Aston Martin Lawrence Stroll. Dal lancio mondiale a quello local, Montezemolo stringe le mani a tutti, sorride, bacia le signore, «appare addirittura democratico», commenta un’invitata. Al termine della serata c’è un quesito che corre sulle bocche dei presenti: «Ma dopo questo film, visto com’è in forma anche oggi, all’età di 78 anni, cosa vorrà fare Luca da grande?».

Con Papa Leone in Vaticano apre il supermercato Tigre

Giovedì mattina il Governatorato della Città del Vaticano ha annunciato che il 15 ottobre verrà aperto al pubblico, dopo una ristrutturazione, il vecchio Spaccio Annonario, ovvero il supermercato papale, quello che ha come clienti i dipendenti della Santa Sede e che è ambitissimo dai romani vip perché, come si sa, tra i Sacri Palazzi non sanno cos’è l’Iva. E chi gestirà lo spazio «completamente rinnovato», con «una proposta commerciale ancora più ampia»? La società Magazzini Gabrielli, marchigiana, e il punto vendita si chiamerà Tigre-Annona. Sì, con Papa Leone XIV il supermercato si chiamerà Tigre, «roba da circo Togni», scherzano dentro le mura vaticane. Martedì 14, di pomeriggio, si terrà la «cerimonia ufficiale di inaugurazione e benedizione dei locali alla presenza degli Organi di Governo e dei rappresentanti della società Magazzini Gabrielli». Atteso il conduttore Rai Massimiliano Ossini, che ha sposato Laura Gabrielli, della dinastia dei commercianti ascolani. E chissà, magari anche Papa Leone XIV si affaccerà, per fare la spesa…

Chi vuol far dimettere Mattarella? Le pillole del giorno

«Chi vuol far dimettere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella?», ci si chiede con sempre più insistenza nei corridoi dei palazzi romani dopo che Matteo Renzi è tornato a paventare apertamente “il rischio” di vedere in un futuro nemmeno troppo lontano Giorgia Meloni al Quirinale. Il tema, di cui Lettera43 si era già occupata, è così tornato caldissimo. A preoccupare però sono le tempistiche. Il secondo mandato di Mattarella finisce nel 2029. Meloni con buona probabilità sarà riconfermata a Palazzo Chigi nel 2027. Ma quanto tempo potrebbe rimanerci? C’è chi sostiene che la leader di FdI nutra l’ambizione di diventare la prima donna presidente della Repubblica, tanto da essere pronta ad abbandonare la Presidenza del Consiglio dopo un paio d’anni proprio per sostituire Mattarella. Per evitare questo scenario, però, aspettare il 2029 potrebbe essere fatale. L’unica soluzione che gira “a mezza bocca” è far sì che Mattarella si dimetta prima della fine naturale del mandato. «Meglio scegliere il prossimo capo dello Stato in questa legislatura, perché nella successiva la maggioranza assoluta del Parlamento sarà comunque di centrodestra, anzi di destra-centro», è il ragionamento che si fa in ambienti del centrosinistra. Un timore non del tutto campato in aria visto che alla guida di Camera e Senato la maggioranza ha piazzato due suoi uomini, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, senza lasciare una poltrona all’opposizione o a una donna, in barba alla parità di genere. «Questi se avranno i numeri per scegliere il futuro capo dello Stato ci terranno a bocca asciutta», lamentano dalle parti del Nazareno. Ma, e torniamo alla prima domanda, chi avrebbe il coraggio di chiedere a Mattarella di dimettersi? La convinzione è che l’unico capace di lanciare questo appello temerario sia proprio Renzi. Tra l’altro l’ex presidente del Consiglio lo scorso 11 gennaio ha compiuto 50 anni ed è quindi diventato eleggibile alla carica di presidente della Repubblica e i maligni sostengono che, sotto sotto, pure lui accarezzi l’idea del Quirinale. Mentre Giorgia Meloni per festeggiare il suo mezzo secolo di vita deve aspettare il 15 gennaio 2027. Un’era geologica per i tempi della politica…

Chi vuol far dimettere Mattarella? Le pillole del giorno
Sergio Mattarella con Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

L’agenda fittissima di Montezemolo

Per Luca Cordero di Montezemolo sono giorni fittissimi di impegni, pubblici e privati. Martedì sera era al Senato con Gianni Letta alla presentazione del libro Il fascino di un paese straordinario sui successi degli italiani nel mondo, scritto da Gianni Gagliardo, originario delle Langhe e tra i principali produttori di Barolo. Mercoledì invece è prevista una serata vip all’Auditorium Parco della Musica per la proiezione del film dedicato alla sua vitaLuca: seeing red – per celebrare i successi della Ferrari.

Chi vuol far dimettere Mattarella? Le pillole del giorno
Luca Cordero di Montezemolo (Imagoeconomica).

La serata No Smartphone con Mauro Crippa e Valditara

Lunedì sera alla libreria Mondadori in Galleria Alberto Sordi è stato presentato il libro No Smartphone di Franco De Masi, sui rischi che i cellulare e gli strumenti digitali possono avere sui più giovani. All’incontro con l’autore, hanno partecipato lo psicanalista Massimo Ammaniti e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per il quale il telefonino è il nemico pubblico numero 1 tanto da averne vietato l’uso a scuola (e non solo agli studenti). A moderare la chiacchierata è stato nientepopodimeno che Mauro Crippa, potentissimo direttore generale dell’Informazione e della Comunicazione Mediaset. Non solo: in platea c’erano i giornalisti del Biscione Dario Maltese, Alessandra Viero e Costanza Calabrese che ha partecipato attivamente al dibattito. Un dispiegamento di forze tale da aver fatto drizzare le antenne ai soliti malpensanti. Qualcuno ha addirittura avanzato l’ipotesi che l’infervoramento di Crippa contro gli smartphone sia sotto sotto motivato dalla necessità di salvare la cara vecchia televisione della quale ai giovanissimi importa sempre meno, visto che ormai sono tutti attaccati agli schermi dei loro telefonini. Tra l’altro, ricordano altri, in ballo ci sarebbe pure una nuova campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio sul “Benessere dei minori online” che andrà in onda in tv…

Chi vuol far dimettere Mattarella? Le pillole del giorno
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara alla presentazione del libro di Franco De Masi ‘No Smartphone’, presso la Galleria Alberto Sordi a Roma, 6 ottobre 2025 (Ansa)

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno

Roberto Occhiuto ha stravinto, senza difficoltà, le elezioni regionali in Calabria contro il pentastellato Pasquale Tridico, aprendo tra l’altro l’ennesima crisi nel campo largo del centrosinistra. Ma chi ha portato più voti al rieletto governatore di Forza Italia? A Roma si è scatenata una guerra tra quelli che lo hanno aiutato maggiormente: curiosamente si tratta di una battaglia tra ex sindacalisti. Da una parte c’è Luigi Sbarra, ex numero uno della Cisl, approdato nel governo di Giorgia Meloni come sottosegretario al Sud, e calabrese di nascita.

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
Luigi Sbarra (foto Imagoeconomica).

«Congratulazioni e buon lavoro a Occhiuto. I calabresi hanno scelto la continuità di un’azione di governo regionale centrata su crescita economica e occupazionale, serietà e pragmatismo», ha commentato in una nota, aggiungendo: «La Calabria e il Mezzogiorno sono al centro delle politiche di rilancio e sviluppo del governo Meloni e continueranno a essere una grande priorità strategica come dimostrano tutti gli indicatori economici e sociali oggi di segno positivo».

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno

Dall’altra c’è Claudio Durigon, leghista nato a Latina, anche lui proveniente dal sindacato, l’Ugl, e sottosegretario al Lavoro che viene indicato come il motore della campagna elettorale per Occhiuto tra i fedelissimi di Matteo Salvini nella regione meridionale. Il Carroccio non è andato male in Calabria, soprattutto se confrontato con la precedente tornata regionale, quella del 2021: stavolta ha preso il 9,4 per cento, quattro anni fa ottenne l’8,3.

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
Claudio Durigon (foto Imagoeconomica).

Chi sarà stato dunque il vero portatore di voti? Se la Cisl è sempre stata un serbatoio elettorale centrista, i leghisti in Calabria sono radicati, con Salvini che alle Politiche del 2018 è stato eletto senatore proprio nella circoscrizione della Calabria (ma non è riuscito a fare il bis nella stessa regione, dove era capolista al Senato, nel 2022). Il fatto curioso è che Occhiuto fa parte di Forza Italia, mentre Sbarra viene definito come «collegato a Fratelli d’Italia», e l’altro è un leghista. Forse il più grande impegno è stato quello di portare alle urne i calabresi nel mese di ottobre? Un vecchio conoscitore delle dinamiche del pubblico impiego spiega con saggezza cosa accade in quelle zone: «Sono tanti i dipendenti pubblici che dalla Calabria si sono spostati per lavoro in altre regioni italiane, e in particolare al Nord, specie tra gli insegnanti e gli ospedalieri, restando però come residenti nell’amata terra d’origine». E quelli sono voti importanti, specie quando si parla di elezioni regionali e comunali, in Calabria.

Quel papista di La Russa

Fermi tutti! Avete letto della statua dedicata a papa Giovanni Paolo II, firmata da Oliviero Rainaldi, imbrattata nella romana piazza dei Cinquecento durante le manifestazioni pro-Pal? Nel pomeriggio di martedì 7 ottobre l’agenda del presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, indica una visita al luogo oggetto dell’atto sacrilego. La Russa «rende omaggio alla statua», si legge nell’elenco degli impegni del numero uno di Palazzo Madama. Battendo così tutti gli altri vertici istituzionali. La scritta apposta dai manifestanti indicava papa Wojtyla come “fascista”…

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
La statua di papa Giovanni Paolo II nei pressi della stazione Termini a Roma imbrattata con la scritta “fascista di m…” e il simbolo della falce e martello (foto Ansa).

Cinecittà quotata in Borsa?

A Roma è stato aperto il Mia, il mercato dell’audiovisivo, con il quartier generale a piazza Barberini. I protagonisti del cinema sono tutti lì, impegnati a parlare di tax credit. Di straordinario interesse le riviste che circolano tra gli addetti ai lavori, con tanto di interviste ai big, come quella a Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà. Ecco una domanda, tra le altre. «Crede che in futuro si possa riconsiderare una quotazione di Cinecittà in Borsa?». Risposta da incorniciare: «Non è previsto nel mio piano industriale, in ogni caso non c’è nessuna preclusione da parte mia». Chissà cosa ne pensano nelle stanze del ministero della Cultura

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
L’ad di Cinecittà Manuela Cacciamani e Alessandro Giuli, ministro della Cultura (foto Imagoeconomica).

David di Donatello, per fare i giurati si pagherà

Il giurato, in genere, viene pagato: rimborsi spese vari per alloggi, taxi, pranzi e cene, e poi i gettoni di presenza per le riunioni. Adesso scatta la novità: il giurato deve pagare. È la rivoluzione adottata da Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano, per il premio David di Donatello, che prevede l’introduzione di una “quota di adesione alla giuria”, per una cifra pari a 90 euro. Secondo i soliti bene informati, si tratta di un incentivo a uscire dalla giuria, perché molti appena hanno sentito la notizia dell’obolo da versare al premio vogliono essere tolti al più presto dall’elenco dei giurati pur di non aprire il portafogli, e, commenta qualcuno, «così resteranno solo quelli che hanno importanti interessi da difendere. I giurati abbienti continueranno a far parte del gruppo che decide tutto…».

I voti per Occhiuto da due ex sindacalisti: le pillole del giorno
Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano (foto Imagoeconomica).

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno

C’è grande fermento nel movimentato mondo dell’intelligence italiana, con lo sguardo della maggior parte degli addetti ai lavori già proiettato alla scadenza di maggio 2026, quando bisognerà scegliere il nuovo comandante generale della Guardia di finanza, ruolo attualmente ricoperto da Andrea De Gennaro, in carica dal 23 maggio 2023. Intanto qualche pedina si è mossa: per esempio il generale Ignazio Gibilaro, comandante interregionale dell’Italia centrale della Gdf, è stato appena nominato vicedirettore dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna.

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
Andrea De Gennaro con Sergio Mattarella (foto Imagoeconomica).

Un cambio di casella importante, prima di tutto perché va a completare una squadra di vertice all’Aisi di alto livello e molto compatta: Gibilaro è un uomo di grande esperienza operativa sul campo e di comando, porterà competenze in un momento geopolitico carico di tensioni. Non solo: l’arrivo di Gibilaro ha provocato lo spostamento del generale della Gdf Leandro Cuzzocrea dall’Aisi al Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
Ignazio Gibilaro (foto Imagoeconomica).

Trasferimento non accolto proprio con entusiasmo dallo stesso Cuzzocrea, che era arrivato all’Aisi da appena sette mesi. A differenza di Gibilaro, però, il generale Cuzzocrea ha un esperienza più amministrativa e di comando e meno operativa, che lo rende molto più adatto al ruolo di vice al Dis, un dipartimento di coordinamento di fatto amministrativo delle due agenzie operative Aisi e Aise, cioè i servizi segreti interni ed esterni.

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
Leandro Cuzzocrea (foto Imagoeconomica).

Tutto questo giro di poltrone, come accennato, si intreccia con la prossima nomina del nuovo comandante generale della Guardia di finanza, in scadenza a maggio 2026 a meno di interventi legislativi, per ora solo in discussione, che consentirebbero la possibilità di rinnovare per altri per due anni i comandanti generali delle Forze armate, anche se hanno superato il limite di età per il pensionamento.

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
Francesco Greco (foto Imagoeconomica).

Proprio il generale Cuzzocrea è in lizza per quel posto assieme ad altri, vedi Francesco Greco – considerato da tanti la scelta migliore per la sua esperienza e solidità -, Umberto Sirico, attuale comandante delle Unità speciali, e Vito Augelli, comandante dei reparti di Istruzione, solo per citarne alcuni. La corsa è ancora lunga. E sicuramente le sorprese non mancheranno.

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno

Arianna, la corsa per diventare sindaco di Roma

Una sindaca a Roma. Una donna di destra. Mentre alla Leopolda c’è Matteo Renzi che cannoneggia contro Giorgia Meloni evocando la corsa al Quirinale dell’attuale premier, un obiettivo che il numero uno di Italia viva vuole evitare a tutti i costi, nella Capitale c’è chi pianifica le prossime mosse per conquistare il Campidoglio. E tra i big di Fratelli d’Italia sono (quasi) tutti pronti a sostenere la candidatura di Arianna Meloni per il posto di sindaco di Roma, attualmente occupato da Roberto Gualtieri. Una meta ambiziosa, che è sempre stata al centro del dibattito familiare: c’è chi ha conservato il discorso pronunciato da Giorgia due anni fa all’Eur, quando Poste Italiane presentò il progetto Polis, davanti a Matteo Del Fante e Bianca Maria Farina, «per realizzare in quasi 7 mila uffici postali uno sportello unico per i servizi legati alla Pubblica amministrazione». In quell’occasione la premier disse: «I sindaci oggi più di ieri sono la prima fila dell’impegno politico. Sono arrivata a fare il presidente del Consiglio, non sono riuscita a fare il sindaco». E queste parole vennero pronunciate con un tono rammaricato, «con il groppo in gola», quasi un cruccio, che ancora oggi non riesce a scrollarsi, un conto da regolare a distanza di anni dalla sconfitta che vide vincere la grillina Virginia Raggi. Curiosità: anche quella volta, contro Meloni c’era Renzi, allora presidente del Consiglio. Ma dato che il legame tra le due sorelle è granitico, è un traguardo che bisogna portare a casa, e ora è la volta di Arianna. Stavolta non si può fallire…

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
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Cerchiai (Febaf e Bper) punta sulla Polizia per l’IA

«Fabio Cerchiai ha le idee chiare: per parlare di intelligenza artificiale bisogna avere accanto polizia di Stato, Guardia di finanza, magistratura e authority», si sente dire all’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Cerchiai è presidente di Febaf, la Federazione banche assicurazioni e finanza, e di Bper: in un incontro che sembra solo apparentemente “di nicchia”, in programma giovedì 9 ottobre a Roma, nella Scuola di perfezionamento per le forze di polizia, nella romana piazza di Priscilla, proprio dove si formano le eccellenze del Viminale (e non solo), Cerchiai avrà accanto i vertici “strategici” in tema di controllo (per quanto è possibile) dell’IA. Il titolo dell’incontro è anodino: “L’uso degli strumenti di intelligenza artificiale e il Codice dei contratti pubblici: opportunità e criticità”, ed è inserito nel programma del Master Anticorruzione dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, facoltà di economia, con al fianco Autorità nazionale anticorruzione, Banca d’Italia – Eurosistema, Autostrade per l’Italia, Poste Italiane, Promo PA, Fondazione Mediocredito Centrale, Fondazione Gabriele Berionne Ets, con alla guida Emiliano Di Carlo, direttore del Master Anticorruzione, e Filippo Cucuccio, dg Anspc. Ma chi ci sarà con Cerchiai quel pomeriggio? Ecco qualche nome: Maurizio Vallone, direttore della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia; il generale Giancarlo Trotta, comandante della Scuola di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza; Giuseppe Cascini, procuratore aggiunto di Roma; Giuseppe Busia, presidente Anac; Enzo Serata, direttore Uif – Banca d’Italia. Chi si occupa della spesa pubblica dovrà seguire con estrema attenzione quanto verrà detto in questo convegno…

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Fabio Cerchiai (foto Imagoeconomica).

Al Senato si mangia e si beve

Su Lettera43 è stato annunciato nei dettagli il martedì enologico in programma al Senato, con tanto di Barolo, alla presenza di Gianni Letta e Luca Cordero di Montezemolo. Ora si è aggiunto Pier Ferdinando Casini, per la parte prettamente gastronomica, che sempre nella giornata di martedì porterà alla buvette, per la gioia dei colleghi senatori, di amici e simpatizzanti, le tagliatelle alla bolognese. Protagonisti sono gli “apostoli della tagliatella”, roba che da un democristiano come Casini sembra un oltraggio alla religione cattolica, che scendono a Roma per «promuovere e sostenere ogni iniziativa atta a valorizzare e a degustare sua signoria la Contessa Tagliatella». E lui, il Pier Ferdinando, per la gioia non si contiene: «Io sono costantemente impegnato a spiegare agli italiani che Bologna è la città più bella d’Italia. Sono tante le eccellenze che concorrono per definirla tale, dalla cultura e dalla ricerca scientifica, all’arte con la Fiera che sta tornando grande, ma anche lo sport con lo scudetto della Virtus e la Coppa Italia del Bologna e non a caso è sempre più amata dai turisti che ne apprezzano la genuinità e la particolarità», afferma l’ex presidente della Camera dei deputati. Già, ma tutta la platea mangereccia, dopo aver gustato le tagliatelle e, nel pomeriggio, degustato il Barolo, dove andrà? Sono tutti attesi all’Ara Pacis, da Pietro Salini, l’amministratore delegato di Webuild, che attende i vip per la mostra “Evolutio. Building the future for the last 120 years”, una celebrazione della capacità imprenditoriale di costruire opere gigantesche. Avete presente il progetto del ponte sullo Stretto di Messina?

I nomi in corsa per il comando della Guardia di finanza: le pillole del giorno
Pier Ferdinando Casini (Imagoeconomica).

Agenzia delle Entrate, Gualtieri e Renzi reinsediano Ruffini

Il ministro dell'Economia, in cambio del suo appoggio alla nomina, ottiene il sostegno di Italia viva alla sua candidatura nel collegio Roma 1 per trovare il sostituto di Gentiloni. Elezioni che però si terranno dopo le Regionali. E tutto può ancora succedere.

Luigi Di Maio ha formalmente messo il veto sul ritorno di Ernesto Maria Ruffini alla guida dell’Agenzia delle Entrate. E per questo rischia di perdere ancora una volta a faccia.

Il leader 5 stelle ha fatto sapere per le vie brevi al ministro dell’Economia che è nettamente contrario al rientro di Ruffini nell’Agenzia. E Roberto Gualtieri, sulle prime, non sapeva come uscirne. Poi, tutto è cambiato grazie a uno scambio.

LA COMPENSAZIONE CHIESTA DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA

Quale compensazione per spedire Ruffini all’Agenzia delle Entrate, Gualtieri ottiene il sostegno di Italia viva alla sua candidatura nel collegio Roma 1. E le elezioni si terranno il primo marzo prossimo. Serviranno per trovare un sostituto di Paolo Gentiloni spedito a Bruxelles.

Ruffini, infatti, non ha mai fatto mistero della sua amicizia con Matteo Renzi. E forte di questo sostegno ha finora fatto la voce grossa al ministero. Vuole assolutamente tornare sulla poltrona dalla quale è stato cacciato con l’epurazione avviata dal Conte 1. Ora, però, vorrebbe costringere il Conte 2 a rimangiarsi gli atti dell’estate del 2018, vista la circostanza che “Giuseppi” si regge in piedi anche con i voti di Renzi. Sottobanco, però, ha lavorato a favore della candidatura di Gualtieri in sostituzione di Gentiloni. Un’azione, a vantaggio della sua nomina, resa più agevole dalla scelta di Palazzo Chigi di scaricare (solo formalmente) la patata bollente sul Mef.

A complicare le cose, poi, ci s’era messo il veto di Di Maio. A risolvere la questione (in chiave anti Giggino) è arrivato Renzi. Che pur di vedere Ruffini sulla poltrona delle Entrate, e pur di rinsaldare i rapporti con il Pd, ha promesso il suo sostegno a Gualtieri. Nella sostanza si tratta di incassare subito la nomina di Ruffini e di promettere, in futuro, il voto di Italia viva a Gualtieri.

LO SPARTIACQUE DELLE REGIONALI

Calendario alla mano, il voto di Roma 1 arriva dopo il 26 gennaio. E tutto può ancora succedere. Nell’incertezza, le nomine delle agenzie fiscali restano al palo. A cominciare da quella di Alessandra Dal Verme per il Demanio, che spinge non fosse altro per potersi avvicinare a casa, luogo nel quale è solita tornare a metà giornata per un pranzo frugale e un pisolino. Al ministero dell’Economia, come a Palazzo Chigi, sperano di affrontare il tema dopo le elezioni regionali. Come se queste fossero lo spartiacque tra un “prima” e un “dopo”. Tant’è che al Mef, su indicazioni del Pd, sono alla disperata ricerca di iniziative e misure a sostegno dell’Emilia-Romagna, visto che considerano la Calabria ormai persa. Lo stesso Gualtieri si spenderà per la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, anche se non si capisce a quale titolo, visto che il governatore uscente ha tolto il simbolo del Pd dai suoi manifesti.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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