“Stavolta gli aggressori siamo noi”: le voci dei russi contro Putin dalla parata del Giorno della Vittoria


Alla parata del 9 maggio il Cremlino intreccia memoria storica e retorica bellica: stretta con Xi, assenza di Modi, applausi dai “non ostili” e reclutamenti per l’Ucraina tra le foto dei caduti. Ma c’è chi rifiuta di marciare con gli “immortali” di una guerra molto diversa. L’intellettuale Kolesnikov: “Il regime ha privatizzato le celebrazioni per i suoi scopi politici”.
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