Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, vive da anni sotto scorta e nel mirino delle minacce a causa delle inchieste realizzate dal suo programma. L’attentato del 16 ottobre, quando due esplosioni hanno distrutto la sua auto e quella della figlia davanti alla loro abitazione di Pomezia, ha rappresentato un «salto di qualità» – come lo ha definito il conduttore – nella lunga scia di intimidazioni a lui rivolte.
Le minacce ricevute da Ranucci negli anni

Ranucci già nel 2009 aveva ricevuto protezione dopo un servizio su una cava di sabbia gestita dal clan Ercolano in Sicilia. Due anni più tardi la scorta venne rafforzata: un narcotrafficante legato alla ‘ndrangheta e al cartello di Escobar aveva assoldato due killer albanesi per eliminarlo. Nel 2021 la Dda scoprì un piano analogo, orchestrato da un trafficante di droga con legami mafiosi. Il conduttore ha raccontato di aver ricevuto proiettili, pacchi con polvere da sparo, lettere anonime e di essere stato pedinato e oggetto di dossieraggi. Nel 2024, dopo una puntata sul conflitto israelo-palestinese, lui e la redazione di Report furono paragonati ai giornalisti di Charlie Hebdo da messaggi anonimi che invocavano un attentato come quello che colpì la redazione del giornale francese.
Le querele del governo Meloni contro Report
Intervistato dal Corriere della Sera poche ore dopo l’attentato, il giornalista ha denunciato un clima di «isolamento e delegittimazione» attorno a lui. Nell’ultimo anno ha segnalato querele e richieste di risarcimento da parte di ministri e dirigenti del governo Meloni, parlando di un totale di 178 procedimenti legali. Due anni fa, in Commissione vigilanza Rai, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ironizzò sulle minacce ricevute dal conduttore offrendogli una boccetta di cognac per «farsi coraggio». «In Italia chi fa inchieste trova intolleranza e disattenzione da parte della politica», ha dichiarato Ranucci di recente. Sotto tutela da oltre 15 anni, ha continuato a condurre Report nonostante tutto, difendendo l’importanza del giornalismo d’inchiesta per la salute delle democrazie.
