Un testimone «informato sui fatti» si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di via Moscova, a Milano, dichiarando che lo scontrino del parcheggio di Vigevano datato 13 agosto 2007 — relativo a un pagamento di un euro per un’ora di sosta in piazza Sant’Ambrogio dalle 10.18 — non appartiene ad Andrea Sempio né ai suoi familiari. Di fatto smontando l’alibi del 37enne relativamente all’omicidio di Chiara Poggi. I carabinieri hanno avviato verifiche e informato la procura di Pavia.
Lo scontrino fu un elemento decisivo per l’archiviazione
Quello scontrino era stato uno degli elementi centrali dell’archiviazione disposta dal gip Fabio Lambertucci, ora oggetto di indagine a Brescia per sospette irregolarità. Nel suo interrogatorio del 10 febbraio 2017, Sempio aveva dichiarato: «Quello scontrino è stato ritrovato da mio padre o mia madre sulla macchina qualche giorno dopo il fatto, quando io ero già stato sentito. Mia madre ha detto “per sicurezza teniamolo”, quindi i miei genitori hanno deciso di conservarlo. La seconda volta che sono stato sentito non avevo con me lo scontrino ma ho solo riferito ai carabinieri che lo avevo. Quindi sono stati loro a dirmi di andare a prenderlo. Mi sono quindi recato insieme a mio padre a casa dove l’ho preso e l’ho portato in caserma».
