Ondata di raid russi in Ucraina, congelato l’incontro Trump-Putin

Continuano gli attacchi russi in Ucraina. Almeno due persone sono morte a Kyiv e 13 sono rimaste ferite a Zaporizhzhia nei raid avvenuti la scorsa notte. Secondo il capo dell’amministrazione militare della capitale, Timur Tkachenko, un missile ha colpito un edificio residenziale nel quartiere Dnipro, provocando un incendio tra l’ottavo e il nono piano. Una seconda vittima è stata registrata poche ore dopo. Le esplosioni hanno scatenato incendi in diversi quartieri di Kyiv e nella regione circostante, dove una donna anziana è rimasta ferita. Danni sono stati segnalati anche a Dnipro e Izmail, nella regione di Odessa, dove i bombardamenti hanno provocato nuovi blackout e danni alle infrastrutture energetiche.

L’Ucraina ha colpito un impianto chimico nel Bryansk

In risposta, l’esercito ucraino ha rivendicato un attacco «combinato aereo e missilistico» contro un impianto chimico nella regione russa di Bryansk, considerato una struttura chiave per la produzione di esplosivi e carburante per missili. Kyiv afferma di aver utilizzato missili Storm Shadow forniti dal Regno Unito, riuscendo a penetrare il sistema di difesa russo, mentre gli Stati Uniti stanno valutando la richiesta dell’Ucraina di ottenere missili Tomahawk a lungo raggio.

In stallo i negoziati per la tregua

Sul fronte politico, i negoziati per una tregua appaiono congelati. La Russia ha respinto la proposta di Washington di un cessate il fuoco immediato, mentre Donald Trump ha fatto sapere che deciderà «nei prossimi giorni» se incontrare Vladimir Putin. «Non voglio sprecare un incontro», ha detto il presidente americano, mentre fonti della Casa Bianca escludono un faccia a faccia «nell’immediato futuro». È saltato per ora anche il faccia a faccia tra il segretario di stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che si sarebbe dovuto tenere giovedì.