Oggi, mercoledì 5 novembre, è il 36esimo giorno di shutdown del governo Usa: superato il precedente record di 35 giorni stabilito tra dicembre 2018 e gennaio 2019 durante il primo mandato di Donald Trump, quando la legislazione sui finanziamenti governativi fu bloccata a causa dell’insistenza del tycoon nell’includere fondi per la costruzione di un muro lungo il confine con il Messico.
Lo shutdown potrebbe costare fino a 14 miliardi di dollari
Lo stallo è iniziato il primo ottobre, a causa del mancato accordo al Congresso sulla legge di bilancio. Dopo il via libera della Camera dei rappresentanti, i senatori democratici hanno respinto la proposta dei Repubblicani che avrebbe consentito di prorogare i finanziamenti federali fino al 21 novembre, mantenendo invariati i livelli di spesa e guadagnando tempo per negoziare un nuovo bilancio. La bocciatura ha portato alla sospensione di gran parte delle attività federali, con circa 750 mila dipendenti pubblici messi in congedo forzato (e senza stipendio). L’ufficio bilancio del Congresso, che è un ente apartitico, prevede che lo shutdown costerà all’economia americana fino a 14 miliardi di dollari di Pil, a seconda di quanto a lungo durerà.
