La cucina italiana compie un passo decisivo verso il riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. L’Unesco ha pubblicato la valutazione tecnica del dossier presentato dall’Italia, esprimendo un primo parere favorevole all’iscrizione. Si tratta di una raccomandazione degli esperti, che sarà ora sottoposta al voto politico del Comitato intergovernativo Unesco, chiamato a decidere a Nuova Delhi, in India. Se confermato, sarebbe la prima volta che un’intera tradizione culinaria nazionale ottiene il riconoscimento nel suo complesso. Pier Luigi Petrillo, curatore del dossier e professore alla Luiss Guido Carli, definisce positiva la valutazione: «Il dossier è ben fatto ed è coerente con gli obiettivi dell’Unesco». Ma invita alla cautela, ricordando che il voto finale potrà anche discostarsi dal parere tecnico.
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Quando sapremo se la cucina italiana diventa patrimonio Unesco

La candidatura della cucina italiana è stata presentata ufficialmente dal governo nel marzo 2023, su proposta dei ministeri dell’Agricoltura e della Cultura. Il dossier mette al centro la cucina come pratica sociale, fatta di riti, saperi locali e condivisione. Dopo il via libera della Commissione nazionale italiana, la documentazione è stata inviata al Ministero degli Esteri e successivamente all’Unesco per la valutazione. Nel percorso di sostegno alla candidatura, il 20 e 21 settembre 2025 si è tenuto “Il Pranzo della Domenica – Italiani a tavola”, iniziativa collettiva dedicata al legame tra tradizione gastronomica e comunità. A novembre 2025 sono previste nuove mobilitazioni e iniziative pubbliche. La decisione finale arriverà il 10 dicembre 2025, durante la riunione del Comitato Unesco a Nuova Delhi.
