La risposta dei piloti Ferrari alle critiche di John Elkann

Ci è voluto qualche giorno, ma è arrivata la replica dei piloti Ferrari alle critiche di Elkann che aveva chiesto loro di «parlare di meno e concentrarsi sulla guida». Charles Leclerc ha raccontato di essere stato avvisato personalmente dal presidente prima che rendesse pubbliche le sue osservazioni, spiegando che «John mi ha avvisato del messaggio che avrebbe mandato, vuole il massimo per la Ferrari, e anch’io». Il monegasco, alla sua settima stagione in rosso, ha descritto Elkann come una figura trasparente: «John è sempre stato onesto con me, un aspetto non comune, molto raro. Quando crede che abbia fatto qualcosa di sbagliato o che qualcuno nel team abbia fatto qualcosa di sbagliato, non ha problemi a dirlo». A suo giudizio, lo spirito del messaggio era chiaro: «Ha sottolineato che dobbiamo fare di più, e questo è chiaro a tutti. Ciò che conta per me è l’intento positivo, ed è per questo che sono d’accordo. John è una persona molto ambiziosa e vuole spingere tutti per arrivare ad ottenere i massimi risultati. Ama la Ferrari, io amo la Ferrari, tutti noi amiamo la Ferrari e cerchiamo di dare il massimo in ogni situazione».

Hamilton: «Mi sveglio pensando a come migliorare e vado a dormire con lo stesso pensiero»

Lewis Hamilton, che sembrava essere il vero destinatario delle frasi di Elkann, ha reagito con tono sorpreso alle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni. Il sette volte campione del mondo ha respinto l’idea di tensioni interne e ha ribadito la sua piena partecipazione al progetto tecnico: «Sono sempre disposto a fare meno attività media ma, scherzi a parte, non avverto che in Ferrari ci sia la ricerca di un colpevole, siamo tutti sulla stessa barca e tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità». Hamilton ha spiegato: «Sono totalmente impegnato ad aiutare questa squadra a ricostruirsi e a crescere… Sono ancora al 100 per cento convinto e coinvolto nella scelta di approdare alla Ferrari. Non è stata una stagione facile, ma ho imparato e sono cresciuto moltissimo». Poi la risposta al presidente: «Mi sveglio pensando a come migliorare, vado a dormire con lo stesso pensiero e ci penso anche mentre dormo».