Una sera di febbraio del 2025 la giornalista freelance Lottie Limb è salita a bordo di un Intercity Notte da Milano a Messina. Un’esperienza pagata dalla Bbc, per la quale Lottie lavora come reporter di viaggi. Un paio di settimane fa, sul sito dell’emittente britannica (alle prese con un inesorabile declino dopo il “caso Trump“) è stato finalmente pubblicato l’articolo. Senza troppa fretta, visto che sono passati più di otto mesi. Ma quello che avrebbe dovuto essere un servizio sul turismo ha preso una piega molto politica: il racconto della lunghissima traversata da Nord a Sud della Penisola si è trasformato in una feroce critica al progetto salviniano del Ponte sullo Stretto.

Lenta e farraginosa procedura di smontare i treni e metterli sulla nave
La romantica Lottie descrive con minuzia di dettagli il complicato trasbordo del convoglio di Trenitalia sul traghetto, lamentando che il futuro (se mai vedrà la luce) collegamento voluto dal governo Meloni farà morire la lenta e farraginosa procedura di smontare i treni e metterli sulla nave. Gli italiani che ogni giorno devono perdere due ore per tutta l’operazione però sono probabilmente meno idealisti.

L’unico tratto di mare in tutta Europa dove si usa ancora il traghetto
Ma il nostalgico reportage per un mondo che scomparirà, concentrato sul dolore dei viaggiatori senza fretta come la giornalista della Bbc, si auto-smentisce e finisce per smontarsi da solo: il medesimo articolo informa che lo Stretto di Messina è l’unico tratto di mare in tutta Europa dove si usa ancora il traghetto, il solo dove due territori vicini non sono collegati da un ponte. In tutti gli altri Paesi non è più così. E il lettore inizia a farsi qualche domanda. Poi la Bbc spiega che il sistema misto di trasporto treno più nave risale alla fine dell’Ottocento, quando era molto in voga. Poi, con il progresso dell’ingegneria, i traghetti tra due sponde sono stati man mano sostituiti da ponti: tutti, come detto, tranne quello tra Calabria e Sicilia.

L’intenzione era quella di affossare l’opera di un governo di destra
A quel punto, la critica al ponte non solo appare debole, ma anzi la Bbc fornisce pure ulteriori e convincenti argomenti per costruire il Ponte. L’effetto è paradossale: la tivù di stato britannica, partita con l’intenzione di affossare l’opera perché espressione di un governo di destra, rischia di finire per convincere anche il più talebano dei No Ponte della necessità dell’infrastruttura. È un regalo inaspettato a Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepremier.

Auntie Bbc, la zietta degli inglesi, apertamente progressista, anti-populista e anti-fascista, di fatto ammette che l’Italia è il Paese più arretrato d’Europa. Partita incendiaria, si scopre pompiere: senza rendersene conto si dimostra una sostenitrice della fatidica grande opera, facendo dunque indirettamente un assist incredibile a Salvini. Nel gergo politico si chiama endorsement ed è pure clamoroso perché indirizzato al Matteo più odiato d’Italia e uno dei politici più detestati dalla stessa Bbc. Per gli psicanalisti sarebbe uno spettacolare caso di eterogenesi dei fini.

Più della Corte dei conti, poté la Bbc
Ha voglia la Corte dei conti a bocciare il progetto: ce lo chiede il faro del giornalismo mondiale, lo vuole, senza rendersene conto, pure la autorevole (più o meno) Bbc. Avvisate la giornalista Lottie Limb che, forse, nel 2032 potrà andare in Sicilia sempre in treno, ma senza doversi più imbarcare su un traghetto. Ponendo fine alla secolare anomalia di una locomotiva che deve essere caricata su una nave e che però tanto indigna la tivù di stato britannica. Per allora, magari proprio grazie a questo involontario sostegno, Salvini potrebbe ancora essere vicepremier di un ipotetico governo Meloni III.
