Chat control, primo sì dall’Unione europea: cosa prevede

Il 26 novembre i rappresentanti permanenti dei 27 Stati dell’Unione europea hanno dato il via libera alla posizione negoziale del Consiglio europeo sul regolamento per prevenire e contrastare gli abusi sessuali sui minori online, noto giornalisticamente come “Chat control“. La norma era stata proposta dalla Commissione europea nel 2022. Italia e Germania si sono astenute, preoccupate per la tutela della privacy e la sicurezza delle chat cifrate.

Cosa prevede il nuovo testo, modificato dopo le critiche sulla privacy

Chat control, primo sì dall’Unione europea: cosa prevede
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Il testo inizialmente prevedeva che le piattaforme di messaggistica sottoponessero a scansione obbligatoria tutti i contenuti, comprese le chat protette dalla crittografia end-to-end, per individuare materiale pedopornografico e tentativi di adescamento di minori. L’idea aveva scatenato forti critiche: esperti di sicurezza, gruppi per i diritti digitali e alcune piattaforme temevano rischi per la privacy e per la sicurezza informatica. Il testo approvato però è stato modificato: elimina la scansione obbligatoria, sostituendola con obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi. Le piattaforme dovranno implementare strumenti per segnalare abusi, controllare i contenuti condivisi dai minori e garantire impostazioni di privacy predefinite. La scansione dei contenuti rimane possibile, ma solo su base volontaria. Il regolamento introduce anche il nuovo Centro europeo per gli abusi sessuali sui minori, che supporterà Stati e piattaforme, gestirà una banca dati delle segnalazioni e collaborerà con Europol.

L’iter di approvazione del chat control

L’approvazione apre la strada ai negoziati tra Consiglio, parlamento e Commissione per definire il testo definitivo, con scadenza ad aprile 2026. Il parlamento mantiene una posizione più garantista, e le trattative dovranno bilanciare sicurezza, tutela dei minori e libertà civili. La Danimarca, Paese promotore della misura, ha sottolineato l’urgenza di nuove norme per tutelare i minori: «Ogni anno milioni di file che raffigurano violenze su minori vengono condivisi in rete. Il fenomeno richiede una risposta decisa», ha detto il ministro della Giustizia Peter Hummelgaard.