Manovra, salta l’emendamento su Opzione donna

L’emendamento su Opzione donna in Manovra, presentato da Paola Mancini di Fratelli d’Italia, è stato dichiarato ancora una volta inammissibile. Si tratta della possibilità, rivolta ad alcune lavoratrici dipendenti o autonome, di andare in pensione anticipata. L’emendamento puntava a prorogare i termini per maturare i requisiti al 31 dicembre, così da estendere la platea delle beneficiarie. Già nella prima tagliola era stato tolto, perché considerato inammissibile. Ora è stato tagliato anche al secondo tentativo. Si sarebbe parlato, in caso di approvazione, di una spesa di circa 90 milioni di euro. L’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato ha dichiarato 21 proposte inammissibili, di cui quattro per materia e 17 per copertura. Tra queste anche la detassazione dei contratti, la decontribuzione per le assunzioni stabili al sud e la flat tax per i giovani.

Malan parla delle possibili coperture

A tenere vive le speranze di Fratelli d’Italia, però, è stato il capogruppo in Senato Lucio Malan. Secondo quanto riportato da Repubblica, ha dichiarato che verosimilmente il governo presenterà delle coperture per riportare l’emendamento in quinta commissione. Malan ha spiegato: «Quando è questione di oneri è rimediabile abbiamo avuto una riunione preliminare sugli emendamenti segnalati dal gruppo. Non è stato deciso nulla, ma il gruppo ha ribadito le proprie priorità, tra cui, ricorda il senatore, il tema delle compensazioni, dei dividendi, degli affitti brevi, l’iper ammortamento. Sono temi complessi, dalle coperture rilevanti, ed è in corso l’istruttoria».