AGI - Nel giorno delle perizie sui tre piccoli della famiglia che viveva nel bosco di Palmoli un'ordinanza del tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto il trasferimento dei tre bambini in altra struttura e l'allontanamento della stessa madre Catherine Birmingham dai figli.
Era infatti attesa per oggi la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell'Aquila sui tre bambini allontanati dalla casa nel bosco di Palmoli, (Chieti) ospiti da quattro mesi ormai di una struttura protetta nell'area di Vasto.
Famiglia bosco: i test e le ripercussioni sull'attività peritale
Per i tre figli della coppia anglo-australiana una serie di test dalla consulente tecnica d'ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli. L'attività era in programma dalla mattinata, alla presenza del perito nominato dalla difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi ma l'improvvisa decisione di allontanare Catherine potrebbe avere ripercussioni sul proseguo attività peritale. Occorre attendere notizie in merito.
Lo scopo della perizia psichiatrica
L'indagine psico-diagnostica sui minori è stata disposta dal tribunale dell'Aquila per accertare "le condizioni attuali di vita, l'andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo, le figure di riferimento riconosciute e i modelli di identificazione sviluppati". Un lavoro che serve a restituire una fotografia aggiornata e scientificamente fondata dello stato emotivo e psicologico dei bambini.
Meloni: "Ultime decisioni lasciano senza parole"
"Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la 'famiglia nel bosco, mi lasciano senza parole. Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il commento dell'avvocato della famiglia
“C'è un'ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”. Così l’avvocato Marco Femminella uno dei legali della ‘famiglia nel bosco’, nel confermare l’arrivo dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila che ha deciso di allontanare la mamma dei bambini del bosco dalla casa famiglia nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori.
Il Garante per l'Infanzia, "rischio di conseguenze irreparabili per salute bimbi"
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, si è detta “allarmata per le possibili irreparabili conseguenze sulla salute psicofisica dei tre bambini” in relazione alla decisione del Tribunale per i Minori dell’Aquila si allontanare madre e i tre bambini dalla struttura di accoglienza a Vasto (Chieti).
“Qualche settimana fa – ha detto la Garante - una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti – aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”.
“In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”.
L'ordinanza dei giudici ravviva lo scontro politico
A stretto giro si ravviva lo scontro politico sulla vicenda: politica e magistratura tornano ad 'intrecciarsi' (a poco più di due settimane dal referendum sulla Giustizia) con la Lega e Fratelli d'Italia che criticano la decisione dei giudici e Avs che punta il dito contro gli "attacchi scomposti" alle toghe lanciati dal partito di via Bellerio.
La Lega chiederà un'ispezione urgente da parte del ministero della Giustizia. Mentre Fratelli d'Italia per voce del capogruppo al Senato, Lucio Malan, definisce "inquietante", la decisione del Tribunale dei minorenni dell'Aquila.
Dall'altra parte della barricata c'è Avs che accusa la Lega 'colpevole' di "sfruttare strumentalmente" il caso della famiglia che viveva nel bosco "come arma di propaganda referendaria" e per "un attacco scomposto contro la magistratura".
La Lega, chiediamo un'ispezione urgente al ministero
"Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del ministero della Giustizia". Così la Lega commenta sui social la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di allontanare Catherine Trevallion dai figli.
Fratelli d'Italia, "dal tribunale dei minori una decisione inquietante"
“È inquietante la decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila di sottoporre a un nuovo gravissimo trauma i bambini che vivevano felici e accanto a genitori amorevoli nel bosco di Palmoli". Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
"Da settantotto giorni i tre piccoli sono costretti contro la loro volontà e contro quella dei genitori in una struttura a loro del tutto estranea, possono vedere il padre con limitazioni analoghe a quelle dei detenuti, per cinquantacinque giorni sono stati del tutto privati sia dell’istruzione domestica sia di quella scolastica, e solo in seguito provvisti di una insegnante ma per un numero di ore ben al di sotto del minimo previsto dalla legge.
Ora li si vuole privare anche della presenza della madre, probabilmente incolpandola del fatto che non si mostra sufficientemente sottomessa a chi le sta distruggendo la famiglia e per di più spostandoli chissà dove, perciò togliendoli persino all’ambiente e alle persone cui erano stati costretti ad abituarsi.
Sappiamo infatti che i genitori che si trovano nelle stesse condizioni di Catherine e Nathan sono spesso ‘invitati’ a non parlare con i giornalisti, perché questo andrebbe contro l’interesse supremo del minore, dunque oltre a vedersi separati dai figli vengono di fatto anche privati del diritto costituzionale alla libertà di espressione. Intendo presentare un disegno di legge per chiarire ulteriormente e in modo stringente quanto le norme, anche internazionali, prevedono già oggi: che l’allontanamento dalla famiglia deve essere attuato solo come ultima risorsa e solo per gravi motivi, di certo non per quell’ostilità ideologica verso la famiglia che tante volte si coglie in queste vicende”.
Avs, dalla Lega attacco scomposto contro i magistrati
"La vicenda nota come ‘la famiglia nel bosco’ dovrebbe essere materia degli operatori che la stanno seguendo mentre prendiamo atto che alcune forze politiche a cominciare dalla Lega la sfruttano strumentalmente come arma di propaganda referendaria e per un attacco scomposto e fuori luogo contro la magistratura. Vergognatevi." Così la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella.
L'Associazione degli psicologi, "l'obiettivo è ricostruire il legami familiari"
Quando un minore viene allontanato dalla propria famiglia "è naturale che si generino reazioni forti, giudizi immediati e prese di posizione. Tuttavia è molto difficile avere un’idea davvero completa di ciò che è accaduto all’interno di un procedimento così complesso". Per questo, osserva l’Associazione unitaria psicologi italiani (Aupi), "è ragionevole partire dal presupposto che giudici, tecnici e professionisti coinvolti abbiano cercato di fare del loro meglio per tutelare il benessere dei bambini. Decisioni di questo tipo sono sempre difficili e dolorose e vengono prese sulla base degli elementi disponibili in quel momento.
Ogni giudizio, però, è per sua natura provvisorio: dipende dalle informazioni raccolte e dalle condizioni che è stato possibile accertare. Per questo la questione più importante non è rimanere fermi nel giudizio su ciò che è stato, ma concentrarsi su ciò che può accadere da ora in avanti. Il punto è capire quali passi possano essere fatti — dai servizi, dai genitori e da tutte le persone coinvolte — perché le condizioni che hanno portato all’allontanamento possano cambiare".
In questa prospettiva, conclude il segretario nazionale, Ivan Jacob, "il lavoro dei servizi e dei professionisti coinvolti dovrebbe sempre avere come obiettivo quello di creare, quando possibile, le condizioni perché i legami familiari possano essere ricostruiti e stabilizzati nel tempo, nel pieno rispetto dell’interesse e del benessere dei minori".
