Missili di Stati Uniti e Israele contro i gasdotti iraniani

Parlando di «colloqui costruttivi» di un cambio di regime in corso in Iran (entrambi smentiti da Teheran), Donald Trump ha annunciato di aver rinviato di cinque giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Ma, nel corso della mattinata del 24 febbraio, due stabilimenti di gas e un gasdotto sarebbero stati presi di mira da raid statunitensi e israeliani. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars.

Missili di Stati Uniti e Israele contro i gasdotti iraniani
Donald Trump (Ansa).

«Nell’ambito dei continui attacchi perpetrati dal nemico sionista e americano, l’edificio dell’amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas in via Kaveh a Isfahan sono stati presi di mira», spiega Fars, aggiungendo che gli impianti nell’Iran centrale «sono stati parzialmente danneggiati». L’agenzia ha inoltre riferito di un raid contro il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese, vicino al confine con l’Iraq.

Il cambio di rotta di Trump era arrivato poche ore prima della scadenza dell’ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane in caso di mancata riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro dell’Energia iraniano, Abbas Aliabadi, ha minimizzato le minacce del presidente Usa riguardo a possibili attacchi contro le centrali elettriche di Teheran, affermando che la Repubblica Islamica ha decentralizzato la sua produzione elettrica e che pianifica di ricostruire gli stabilimenti se verranno colpiti.