Tra aprile e giugno 2026, il governo dovrà occuparsi dei rinnovi dei vertici delle partecipate, assegnando complessivamente 112 posti da consigliere distribuiti in 79 società. Gli occhi sono puntati soprattutto su Leonardo, oggi guidata da Roberto Cingolani, la cui posizione di amministratore delegato è ora meno salda rispetto a qualche tempo fa. Tra i possibili sostituti, secondo le voci che rimbalzano in ambienti politici e industriali, quello con più chance è considerato Pierroberto Folgiero, ad e dg di Fincantieri che ha appena chiuso il 2025 con un bilancio da “record” e l’utile netto “più alto di sempre”. Ma si parla anche di Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia. Per la presidenza, ora affidata a Stefano Pontecorvo, circolano i nomi di Elisabetta Belloni, che fino a un anno fa guidava il Dis, e Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia.
Da Terna a Eni ed Enel, le principali partite
Tra le partecipate di primo livello c’è anche Terna, dove potrebbe essere confermata come amministratore delegato Giuseppina Di Foggia. Anche in Eni non dovrebbe cambiare l’ad Claudio Descalzi, mentre alla presidenza potrebbe essere scelto il comandante generale della Guardia di finanza Andrea De Gennaro al posto di Giuseppe Zafarana. Stesso discorso per Enel, dove l’ad Flavio Cattaneo dovrebbe essere confermato mentre è meno stabile la posizione del presidente Paolo Scaroni. Tra i vertici da rinnovare anche quelli di Poste italiane – circola l’ipotesi di confermare l’ad Matteo Del Fante e la presidente Silvia Rovere.
