Dalle monete al passaporto: così Trump diventa un brand

Dopo essere apparso su cartelloni megagalattici e facciate degli edifici federali più disparati, tra cui anche l’Institute of Peace, il volto del presidente Donald Trump finisce addirittura sul passaporto statunitense in un’edizione speciale creata in occasione dei 250 anni dell’Independence Day.

Dalle monete al passaporto: così Trump diventa un brand
Donald Trump (Imagoeconomica).

Il broncio di Trump ti segue anche in vacanza

È stato il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Piggot a rivelare l’ultima trovata di “markeTrump” a Fox News. Si tratterà di una vera e propria limited edition, una sorta di privilegio esclusivo riservato ai cittadini che decideranno di rinnovare il passaporto di persona a Washington a partire da luglio 2026, proprio per il 250º anniversario dell’Indipendenza americana. I pochi eletti che avranno accesso all’esclusivo documento potranno così viaggiare con «passaporto più sicuro del mondo», almeno secondo Piggot. Anche se stando all’Henley Passport Index di quest’anno, quello statunitense ormai si mantiene fuori dalla top10 dei passaporti più “potenti”. Ma in cosa consiste l’opera d’arte in questione? The Bulwark ha pubblicato quella che dovrebbe essere la versione finale del prototipo. Nella pagina di sinistra c’è il ritratto di Trump, rigorosamente imbronciato, su una Dichiarazione d’Indipendenza sbiadita e la firma dorata del presidente nella parte inferiore. Nella pagina accanto, la firma del trattato del 1776.

Non solo il passaporto, ma anche monete e pass

I manufatti brandizzati Donald Trump prodotti per questa speciale occasione non si limitano però ai documenti di viaggio: una moneta da un dollaro d’oro raffigurante il presidente con i pugni appoggiati sulla scrivania e sul retro l’aquila simbolo degli States è stata approvata dalla Commission of fine arts (CFA) i cui membri sono stati selezionati con attenzione dal tycoon in persona.

Il broncio presidenziale appare anche sugli abbonamenti annuali dei parchi nazionali più visitati degli USA, insieme a quello di George Washington.

Un tentativo di risalire nei sondaggi in vista delle midterm?

Ul faccione di The Donald accompagnerà dunque i cittadini statunitensi all’estero. Un omaggio all’indipendenza americana o un reminder della grandezza dell’operato presidenziale in tutto (o quasi) il globo terracqueo? Difficile a dirsi. Sicuramente si tratta di un’iniziativa nuova nel suo genere: nessun presidente al mondo aveva mai fatto stampare sul passaporto un suo ritratto. Anche il tempismo è degno di nota: l’ennesima autocelebrazione di The Donald arriva infatti a una manciata di mesi dalle midterm di inizio novembre. E i sondaggi non preannunciano nulla di buono per i repubblicani. Per far dimenticare guerre, attacchi al primo pontefice statunitense e violenze contro i migranti (come a Minneapolis), forse una moneta e un passaporto brandizzati non basteranno.

Dalle monete al passaporto: così Trump diventa un brand
Donald Trump (Imagoeconomica).

Intanto un primo risultato il presidente lo ha raggiunto: essere trollato dal governatore democratico della California Gavin Newsom che su X ha rilanciato una patente fake con il suo volto in occasione del 175esimo anniversario dello Stato.

Non solo. Ha proposto anche una versione alternativa del passaporto trumpiano con The Donald insieme con Jeffrey Epstein.