
Alla parata del 9 maggio il Cremlino intreccia memoria storica e retorica bellica: stretta con Xi, assenza di Modi, applausi dai “non ostili” e reclutamenti per l’Ucraina tra le foto dei caduti. Ma c’è chi rifiuta di marciare con gli “immortali” di una guerra molto diversa. L’intellettuale Kolesnikov: “Il regime ha privatizzato le celebrazioni per i suoi scopi politici”.
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Putin e il cinese Xi, a colloquio a Mosca dopo la parata militare in occasione del Giorno della Vittoria, rinsaldano la "partnership senza limiti" con investimenti chiave nel nucleare e intese militari implicite, sfidando gli Stati Uniti: "È la reazione di Pechino alla guerra commerciale di Trump", dice a Fanpage.it il sinologo Maslov, consigliere del Cremlino: "Il futuro della Cina è con la Russia, non con l’Europa".
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"Non rinunceremo ai nostri obiettivi in cambio del riconoscimento Usa della Crimea", dice a Fanpage.it Dmitry Suslov. "No a cessate il fuoco incondizionato, prima l’accordo per demilitarizzare l’Ucraina". Niente "stivali occidentali sul terreno", nemmeno a difesa della pace. Compromesso possibile sui territori occupati. E se il negoziato salta, "per la Russia si apre lo scenario migliore".
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Lo stop ai combattimenti in Ucraina resta teorico. Proseguono i raid e gli attacchi russi. Zelensky ammette però che Mosca “sta cercando di creare l’impressione generale di un cessate il fuoco”. Obiettivo del Cremlino: “Influenzare gli Stati Uniti e far apparire Kiev come il vero ostacolo alla pace”, commenta il putinologo Mark Galeotti a Fanpage.it.
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Il Cremlino sfrutta l’inerzia americana e mantiene le pretese. "Strategia precisa dietro i missili su Sumy", dicono a Fanpage. it gli analisti. Nessuna vera critica da Trump al presidente russo dopo la strage di civili. Alla Casa Bianca per ora prevale la linea Witkoff, favorevole a blandire Mosca e a dir di sì a tutto.
Continua a leggere La Russia era esclusa dai dazi Usa ma ne avrebbe sentito lo stesso il peso, dicono gli esperti intervistati da Fanpage.it. L’economista Inozemtsev: “Solo Bruxelles può attrarre la Cina con offerte commerciali e spezzare l’asse tra Pechino e il Cremlino. Consentendo una pace sostenibile in Ucraina”.
Dal fondo sovrano e dagli scandali, Dmitriev arriva ai vertici della politica estera russa. La rivalità con Lavrov e una missione segreta: “Allungare la trattativa e annoiare Trump per poi aver carta bianca contro Kyiv”, dice l'ex diplomatico russo Bondarev. Che racconta a Fanpage.it un fallimento della nuova stella del Cremlino.

Terrorismo contro i civili a Kherson, attacchi con droni in aumento e zero segnali di pace. "La guerra si intensifica, la Russia preme su Sumy e prepara una grande offensiva su Donbass, Zaporizhzhia e Kharkiv", dicono a Fanpage.it osservatori appena tornati dal fronte. Mentre le trattative diplomatiche sono in stallo a causa dei “niet” di Vladimir Putin e dall’allineamento di Donald Trump a Mosca. Per ora.
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L’intervista di Fanpage.it a uno dei maggiori esperti della Russia di Putin: “Con la nuova amministrazione Usa uno stop alla guerra è possibile, ma senza un lavoro diplomatico successivo la soluzione sarebbe precaria”. E questo “Trump potrebbe non capirlo”. Il nodo principale resta la neutralità di Kyiv. Ma la Russia potrebbe cedere, perché, come gli Usa, non vuole che Zelensky sviluppi armi nucleari.
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In un’intervista esclusiva a Fanpage.it Dmitry Suslov, uno degli uomini più ascoltati dal presidente russo, dichiara che Mosca non accetterà mai un congelamento del conflitto. “Gli Usa ne approfitterebbero per armare oltremodo Kyiv”, spiega. “Ma Trump metterà in crisi l’Unione Europea: un’ottima cosa, per Mosca”.
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