Tensioni a Udine durante il corteo contro Italia-Israele

Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta contro la partita Italia-Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio. Il corteo, organizzato dal Comitato per la Palestina di Udine e sostenuto da oltre 350 realtà, ha radunato 5 mila persone secondo le forze dell’ordine, 10 mila secondo gli organizzatori. «Italia-Israele non si doveva giocare», è lo slogan dei manifestanti. Allo stadio, prima del fischio d’inizio, l’inno di Israele è stato fischiato dal pubblico, mentre la nazionale ospite è arrivata scortata da un imponente dispositivo di sicurezza. Per la partita sono stati venduti solo 9.965 biglietti.

Un giornalista è rimasto ferito negli scontri

Partito da piazza della Repubblica e diretto verso piazza Primo Maggio, il corteo è degenerato quando alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di polizia per avvicinarsi allo stadio Friuli. Sono stati lanciati petardi e transenne contro i blindati, mentre la polizia ha risposto con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento. Il gruppo è stato poi allontanato dal servizio d’ordine del Comitato per la Palestina, tra gli applausi dei manifestanti. Un giornalista ha riportato un trauma cranico nel corso della sassaiola scatenata contro le forze dell’ordine. È stato trasferito in ospedale ma non è in pericolo di vita, scrive Repubblica. Proteste analoghe si sono svolte anche ad Ancona, Bologna e Milano, con presidi e slogan contro la partita definita «della vergogna».