Corsa alla Luna, Elon Musk perde l’esclusiva della Nasa

Gli Stati Uniti rischiano di perdere la corsa alla Luna nei confronti della Cina. Mentre Pechino avanza, confermando di poter riportare l’uomo sul satellite entro il 2030, Washington arranca, posticipando di volta in volta il proprio programma. Pesa il ritardo sulla tabella di marcia di SpaceX, incaricata di costruire il modulo per la missione Artemis III con un contratto da 2,9 miliardi di dollari, e ora la Nasa ha smesso di aspettare. L’amministratore ad interim dell’agenzia spaziale a stelle e strisce, Sean Duffy, ha annunciato l’intenzione di aprire nuove gare di appalto, togliendo di fatto l’esclusiva a Elon Musk. «Amo SpaceX, è una società straordinaria», ha spiegato a Cnbc. «Il problema è che sono in ritardo. Hanno spostato le scadenze, ma noi siamo in competizione con la Cina. Renderò pubblico il contratto e lascerò che altre aziende spaziali competano con SpaceX».

Nella corsa alla Luna potrebbe entrare così anche Jeff Bezos

«Competizione e innovazione sono le chiavi del nostro dominio nello spazio», ha precisato Duffy in un post su X. «Stiamo aprendo la produzione di Hls (Human Landing System, che riporterà di nuovo gli astronauti americani sulla Luna, ndr.) a Blue Origin e ad altre aziende americane». Elon Musk si vedrebbe dunque nuovamente tallonato dal suo più grande rivale nel turismo e nell’esplorazione dello spazio, Jeff Bezos, che con la sua azienda sta sviluppando un nuovo lander lunare denominato Blue Moon grazie a un contratto da 3,4 miliardi stipulato nel 2023. Non si è fatta attendere la replica dello stesso patron di Tesla e SpaceX, che ha commentato il post di Duffy su X: «Blue Origin non ha consegnato mai un carico in orbita, figuriamoci sulla Luna». La compagnia del fondatore di Amazon si è invece già detta pronta «a fornire tutto il supporto necessario».

Corsa alla Luna, Elon Musk perde l’esclusiva della Nasa
Un razzo di SpaceX al momento del lancio (Ansa).

I rapporti tra la Nasa e SpaceX sono iniziati nel 2021

Come spiega la Cnn, né la Nasa né il suo amministratore ad interim Duffy hanno fornito dettagli sulla tempistica per una modifica nel contratto per le missioni Artemis. I rapporti con SpaceX vanno avanti dal 2021, quando la compagnia di Musk superò altri due rivali ottenendo il contratto per sviluppare un lander lunare per l’agenzia. Venne scelto infatti il sistema Starship, allora ancora nelle prime fasi di sviluppo, per fungere da modulo di allunaggio durante la storica missione Artemis III, inizialmente prevista per il 2025 ma in seguito rinviata almeno di due anni. A inizio ottobre, SpaceX ha completato con successo l’undicesimo test di volo della navicella e del razzo Super Heavy, ma è ancora lontana dalla consegna del progetto definitivo. Restano ancora da dimostrare e padroneggiare il rifornimento in orbita oppure il lancio consecutivo del veicolo per più volte.

Corsa alla Luna, Elon Musk perde l’esclusiva della Nasa
Un razzo pronto al lancio al Kennedy Space Center della Florida (Ansa).

Insomma, una lista impegnativa, considerando soprattutto che Starship finora non ha ultimato nemmeno una missione orbitale completa. Il tutto mentre la Cina continua la sua avanzata. Nel 2023 l’agenzia spaziale di Pechino ha confermato il piano per riportare l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio. Il progetto si fonda sullo sviluppo del razzo vettore Long March 10, nuova generazione di navicelle per il trasporto umano, e del lander Lanyue, oltre a tute spaziali e rover appositi. Secondo le ultime informazioni riportate dal governo, i progressi tecnici di settembre 2025 hanno confermato la fattibilità di un decollo e un atterraggio da un corpo extraterrestre.

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